Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

LA CRISI NASCE DALLA CULTURA DELLA PAPPA PRONTA. Lettera aperta ad Alfio Bardolla

Gentile signor Bardolla,
desidero comunicarle la mia solidarietà riguardo agli insulti che ha ricevuto due giorn fa dagli ospiti della trasmissione di Rai Uno Storie Vere, che io ho seguito da casa. Bisognerebbe procurarsi la registrazione di quella puntata e studiarla attentamente come un prezioso documento della mentalità dominante in questo e negli altri paesi occidentali. Le sinistre occidentali son riuscite a convincere la stragrande maggioranza delle persone che l’attuale crisi economica internazionale sarebbe effetto di un complotto di capitaliti & banchieri & finanzieri, che renderebbero i poveri sempre più poveri pur di diventare sempre più ricchi. Ridicolo. La crisi internazionale ha una causa unica: la crescita abnorme del debito pubblico in tutti gli stati occidentali. Il debito pubblico ha una causa unica: la spesa pubblica fuori controllo. A sua volta, la spesa pubblica fuori controllo è la conseguenza materiale di una causa squisitamente spirituale: la mentalità della “pappa pronta”. Secondo questa mentalità, di cui gli ospiti in studio erano i tipici rappresentanti, lo stato o chi per lui dovrebbe assicurare a tutti la “pappa pronta” ossia il posto di lavoro fisso a vita. Per soddisfare la domanda di “pappa pronta” da parte degli elettori, nei decenni scorsi i governi da una parte hanno moltiplicato il numero dei posti di lavoro improduttivi nel settore pubblico (tutti i posti di lavoro pubblici sono per definizione improduttivi), dall’altra hanno vietato per legge i licenziamenti. L’articolo 18  in teoria dovebbe impedire solo i licenziamenti senza giusta causa, in realtà impedisce i licenziamenti tout court. Oggi è impossibile mandare via un fannullone senza sciupare tempo e denaro davanti al giudice del lavoro. Vietare i licenziamenti significa trasformare il posto di lavoro in una proprietà privata del lavoratore. Ma se il lavoratore sa che niente, né in cielo né in terra, potrà espropriarlo di questa sua “proprietà”, chi glielo fa fare di darsi da fare? Visto che al 27 del mese l’assegno arriva comunque, il lavoratore cercherà di non strapazzarsi troppo. Le scene iniziali di Fantozzi contro tutti, terzo episodio della saga, non sono del tutto irrealistiche.
L’espressione posto di lavoro contiene posto e lavoro. Ebbene, oggi in Occidente la gente non vuole lavorare: vuole solo un posto. Perché dunque lei è stato trattato poco gentilmente dagli ospiti in studio? Che torto aveva fatto loro? Ma è semplice: lei non stava proponendo la maniera di trovare un POSTO bensì la maniera di trovare un LAVORO. Lei li stava invitando a rimboccarsi le maniche, a faticare, a rischiare: proprio quello che le persone intossicate dalla mentalità della “pappa pronta” non vogliono. Pure di evitare quelle cose tanto brutte che sono la fatica e il rischio, preferiscono restare poveri. Sull’episodio del ragazzo che non voleva fare il numero di telefono che lei gli aveva dato ci sarebbe da scrivere un editoriale in prima pagina sul Corriere della sera. Se me lo avessero detto, non ci avrei creduto, eppure è successo: un ragazzo si è rifiutato di telefonare ad una persona di successo che avrebbe potuto consigliargli la maniera di diventare ricco. A monte della crisi che divora le nazioni occidentali, condannandole ad essere sopraffatte dalla concorrenza dei paesi emergenti, c’è questa mentalità. Chi vuole capire la crisi, deve solo rendersi conto quanta gente ragiona come quel ragazzo.
Cordiali saluti,
Giovanna Jacob
N. B.
Alfio Bardolla è autore de libro I soldi fanno la felicità, edito da Sperling & Kupfer.

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