Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

CARA CANCELLIERA ANGELA MERKEL, TIENI DURO. IO STO CON TE.

Cara cancelliera Angela Merkel,

tieni duro, non mollare. Continua a dire fieramente “no” agli eurobond. Non permettere che la Bce diventi garante di ultima istanza del debito e cominci a stampare denaro dal nulla. Non cedere alla tentazione di “aiutare” le nazioni sull’orlo dell’abisso con i soldi dei tuoi cittadini. Non credere a chi, per fare sentire in colpa te e il tuo popolo, cerca di farti credere che la Germania avrebbe bneficiato dell’euro più degli altri e che quindi dovrebbe pagare per gli altri. Non credere a chi, per spaventare te e il tuo popolo, dice che senza gli eurobond e senza denaro stampato di fresco anche la Germania colerà a picco. E’ una menzogna. Resisti stoicamente. Non ti scomporre quando insultano te e il tuo popolo. Di te dicono che sei una strega egoista e senza cuore, dei tedeschi dicono che sono dei nazisti. Tu fai finta di non sentire e vai avanti per la tua strada. Io, italiana, sto con te. Sto con te non solo perché non è giusto che i tedeschi paghino i debiti dello stato-ladro italiano, ma perché, se pagassero, paradossalmente gli italiani starebbero peggio. Adesso cercherò di spiegare perché.

C’era una volta un del consiglio che diceva cose liberali e faceva cose stataliste. Fuor di metafora, sotto Berlusconi  il debito pubblico aumentò più velocemente che sotto il precedente governo della sinistra (lo dice chiaroe tondo Oscar Giannino). Adesso non è più presidente del consiglio. L’altro giorno ha detto: se la Bce non si decide a stampare denaro, lo faremo noi. Poi ha smentito: ma no, scherzavo. Poi è arrivata via mail la smentita della smentita firmata da un suo collaboratore: Berlusconi non vuole che l’Italia stampi l denaro, vuole che lo faccia la Bce… come se cambiasse qualcosa. Copio-incollo a futura memoria: «1. Berlusconi ha chiarito che l’euro è uno strumento non è il fine dell’Europa. 2. Per questo il governo Monti, a fine mese, deve con vigore ottenere quanto chiesto lo scorso anno dal nostro governo e sostenuto da tutti gli economisti di buon senso: la Banca Centrale Europea sia la banca dell’Europa e dunque sia garante dei debiti pubblici dei Paesi dell’euro e, se necessario, stampi moneta. 3. L’esempio del Giappone, che ha un debito pubblico doppio del nostro ma ha alle spalle una banca nazionale garante e per questo non è oggetto di attacchi speculativi è sotto gli occhi di tutti. 4. Berlusconi ha chiarito che, qualora la signora Merkel continui a opporsi alle nostre richieste, due sono le soluzioni possibili: l’Italia esce dall’euro, ovviamente continuando a fare parte dell’Unione Europea; oppure la Germania esce dall’euro».

Tanto per chiarirci, gli “economisti di buon senso” di cui sopra sono gli economisti keynesiani ossia gli economisti con meno buon senso da quando esiste una scienza economica. E tanto per chiarirci, se oggi rischiamo di essere risucchiati a distrutti al buco nero del debito lo dobbiamo proprio ai keynesiani. Riassunto della teoria generale di Keynes: per “stimolare” l’economia, è sufficiente che lo stato aumenti la spesa pubblica e che le banche centrali abbasino artificialmente i tassi di interesse ossia il costo del denaro. E chi lo ripagherà il debito creato dalla spesa pubblica? Secondo Keynes, per tenere il debito sotto controllo è sufficiente che le banche centrali  vendano titoli sul debito a tassi bassi e stampino tutto il denaro di cui c’è bisogno. Bene, sono sessant’anni che gli stati occidentali aumentano la spesa pubblica e aumentano il debito e contemporaneamente le banche centrali abbassano gli interessi sul debito pubblico, abbassano il costo del denaro e all’occorrenza stampano. E i risultati sono sotto i nostri occhi: bolle speculative che si gonfiano e scoppiano con morti e feriti con in più un debito che cresce più velocemente del Pil.

Ormai siamo alla resa dei conti, i trucchetti di prestigio monetario non funzionano più: per sfuggire al baratro del default non basta che una banca centrale stampi denaro ed emetta titoli sul debito. E la prova la troviamo proprio in Giappone. Col suo 220 % di debito, il Giappone è in stagnazione permanente da più di venti anni e rischia la recessione permanente. Le verità che i keynesiani fingono di ignorare è che prima o poi il debito si paga e, pagandolo, si muore. Per pagare il debito, infatti, si devono aumentare le tasse; aumentando le tasse si ammazzano le imprese; ammazzando le imprese diminuisce il gettito fiscale…. Avete mai sentito parlare della curva di Laffer?

Dunque, pagare il debito con le tasse non è una maniera non per sfuggire al baratro ma per cadervi più velocemente. E’ come premere l’acceleratore di una macchina che sta correndo verso il precipizio. Di conseguenza, l’unica maniera per curare il cancro del debito è eliminare la causa stessa del debito: la spesa pubblica fuori controllo. C’è una sola cosa da fare: TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA, RIDURLA AI MINIMI TERMNI.

Ora, Berlusconi va dietro agli “economisti di buon senso” ossia keynesiani che gli consigliano di indurre la Bce a farsi garante del debito, stampare denaro ed emettere eurobond. Degli eurobond e della creazione di denaro dal nulla c’è ben poco da dire, a parte che sono forme molto raffinate di furto. Mediante gli eurobond, possiamo derubare i tedeschi senza sentirci ladri: «Supponiamo che Tizio e Caio richiedano un finanziamento alla banca. Tizio è in grado di dare ampie garanzie di solvibilità, Caio, invece, presenta un profilo meno affidabile. Poniamo che la banca sia disponibile ad erogare credito a entrambi, a Tizio a un tasso del 3% e a Caio del 6%, che riflette il maggiore rischio. La banca ad un certo punto dice a entrambi: signori c’è una nuova legge che dice che il merito del credito non conta più e ci impone di applicarvi un tasso uniforme, pertanto possiamo erogarvi i finanziamenti allo stesso tasso del 4.5 calcolato come media dei tassi che riflettevano il vostro grado di affidabilità. Ci dispiace, ma tu caro Tizio devi accollarti 1,5 % in più, per garantire Caio. Accetterebbero i politici italiani condizioni simili?. Pensiamo di no. Perché rappresenterebbe un sopruso ai danni dei propri contribuenti. Oppure, accettereste di essere obbligati ad avere una carta di credito in comune con degli spendaccioni? Certo che no perché si tratterebbe di un altro sopruso».(Gerardo Coco, Tripla c)

E veniamo all’idea di costringere la Bce a stampare denaro dal nulla. Se io in cantina mi metto a stampare del denaro, sono una falsaria ossia una ladra. Se mi prendono, vado in galera.  Se invece a stampare del denaro dal nulla è una banca centrale, allora gli “economisti di buon senso” applaudono. L’inflazione di carta straccia a forma di euro porterà certamente alla svalutazione del debito, ma porterà anche alla svalutazione dei redditi e dei risparmi delle persone che lavorano duramente per portare a casa il pane: non solo i tedeschi ma anche gli italiani. La riduzione del potere d’acquisto dei redditi e dei risparmi già dimezzati da tasse omicide significherà, concretamente, annientamento di capitali e quindi impossibilità di nuovi investimenti ossia recessione permanente. E tutto per non mandare a casa qualche parassita.

Perché infatti il sedicente rivoluzionario liberale vuole derubare i tedeschi con gli eurobond e gli italiani con l’inflazione? Ma è semplice: perché difende la spesa pubblica improduttiva. Difende gli interessi dei parassiti del denaro pubblico. Difende i politici che sul patrimonio immobiliare pubblico ci mangiano. Se lo stato lo vendesse, con gli enormi ricavi potrebbe coprire già domattina una parte significativa del debito. Ma Berlusconi ieri e  Monti oggi preferiscono ammazzare le imprese produttive e istigare gl imprenditori al suicidio piuttosto che mollare l’osso del patrimonio pubblico e mandare i parassiti pubblici a casa. Quindi, siamo di fronte ad una nuova lotta di classe: non più capitalisti contro proletari ma parassiti del denaro pubblico contro i contribuenti che lavorano nel settore privato. Negli ultimi quaranta anni lo Stato ha aperto e allargato costantemente la voragine del debito, fino a farlo diventare un buco nero, per nutrire parassiti di ogni genere e grado: in primo luogo, mandrie di impiegati inutili, in costante esubero nei ministeri, negli uffici e nelle imprese pubbliche.

Cara Merkel, non cedere. Non dare un solo euro dei tedeschi allo stato-ladro italiano. Piuttosto, fai uscire la Germania dall’euro. Se infatti domani mattina, stanca di insulti e pressioni, tu decidessi di dare il via libera agli eurobond e alla emissione di carta straccia a forma di denaro, non faresti un favore al popolo italiano: faresti un favore ai parassiti del popolo italiano. Daresti ai parassiti e a quelli che li proteggono la scusa per fare altro debito. Quindi, il denaro estorto ai tedeschi non solo andrebbe a beneficio dei soli parassiti, ma invece di ridurre il debito pubblico paradossalmente lo farebbe crescere ulteriormente. Già adesso, mentre lo stato-ladro succhia il sangue agli italiani per pagare il debito, in realtà il debito non smette di crescere (vedi il contatore del Chigago blog).

Cara Merkel, non mollare. Solo se tu non molli lo stato-ladro italiano sarà costretto a smettere di depredare i suoi cittadini. Anche un analista liberale te lo chiede. Ti dice: lascia fallire le banche spagnole così gli italiani imparano la lezione. Non basterebbe tutto il denaro tedesco per risanare i conti delle banche spagnole. In Spagna, infatti, i soldi investiti e bruciati nella bolla immobiliare corrispondono al 20% del Pil o forse più: la bolla immobiliare negli Usa non era niente in confronto. Negli Usa il tumore era operabile in Spagna no. Il fallimento spagnolo avrà due benefici: la Spagna attirerà molti investitori stranieri, che porteranno lavoro e ricchezza agli spagnoli, mentre l’Italia imparerà la lezione e metterà finalmente la testa a posto: «Tutto questo renderà chiaro agli italiani perché la riforma è una idea molto migliore del fallimento. Le condizioni dell’Italia sono molto migliori di quelle della Spagna. Non ha mai avuto un grande bolla immobiliare, ha relativamente poco debito privato, dispone di centinaia di aziende di prim’ordine con nicchie sicure in mercati di esportazione mondiali, e ha preziose risorse nazionali la cui vendita potrebbe ridurre considerevolmente il suo debito sovrano. Ciò che all’Italia manca è la chiarezza politica. La gestione del caso della Spagna fornirà la lezione necessaria».

(Open letter to Chancellor Merkel: Sacrifice Spain, By Spengler)

 GJ

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3 pensieri su “CARA CANCELLIERA ANGELA MERKEL, TIENI DURO. IO STO CON TE.

  1. Giorgio in ha detto:

    Bellissimo articolo! W la Germania, W la Merkel!!!

  2. Ghal in ha detto:

    Gent.Regina Di Giove:
    – che l’inflazione sia una tassa sui ceti piu’ poveri lo insegna l’evidenza, oltre che i manuali di economia;
    – che la svalutazione, ancora una volta, sia un guadagno illusorio per i piu’ poveri lo mostra, ad abundantiam, per chi ne ha memoria, il tempo in cui non si poteva comprare nulla all’estero, perche’ la liretta non valeva nulla;
    In base a queste due evidenze, e’ chiaro che l’unico politico che stia tutelando le classi disagiate sia proprio la vituperata Merker, cosi’ come e’ evidente che il vincolo al controllo dell’inflazione, di stampo germanico, sia un bene per i “pocotenenti”.
    Detto questo, purtroppo, chi ha cuore oltre che cervello, deve ammettere che i tagli al pubblico (e anche al privato garantito a vita), pur giusti e doverosi, non si possono fare nel breve senza mettere in mezzo ad una strada tanta gente che dovra’ “reimparare” ad inventarsi un mestiere.
    In buona sostanza, il problema sarebbe sola la gestione del transitorio, ma il guaio e’ che l’uomo, peccatore, vorra’ andare avanti finche’ possibile senza pagare le conseguenze delle sue azioni.
    In sintesi: o ci riappropriamo della cultura e delle tradizioni cristiane, con il giusto mix di reponsabilita’ e solidarieta’, o finiremo nel baratro.
    E io credo che finiremo nel baratro, perche’ e’ l’unico modo in cui tutti (o una larga parte) saranno costretti a “reimparare” l’importanza sociale ed economica delle lezioni di Gesu Cristo.
    Con simpatia (ma non sia spietata!), Ghal Jonker

    • Grazie a Giorgio e a Ghal per l’apprezzamento.
      Anch’io vado ripetendo da tempo che l’unica soluzione è il Vangelo. L’ho anche scritto su Tempi:

      https://reginadigiove.wordpress.com/2012/03/20/lunica-soluzione-alla-crisi-e-dimezzare-le-tasse-e-far-lavorare-le-cicale/

      Direi che io ho una posizione abbastanza originale come liberale. Mentre tutti li altri liberali osannano Adam Smith come maestro, io lo condanno. Infatti, a mio parere, Smith ha commesso un errore mortale, che ha provocato la riposta comunista e socialdemocratica: ha separato l’economia dalla morale e averla resa una “macchina”. Per questo, io poco sopporto anche certi libertari, che sono intossicati dall’errore di Smith e che ricadono nel manicheismo, identificando il male assoluto con lo stato. In realtà, lo stato non è il male: lo stato deve semplicemee essere riformato, ridotto alle sue giuste dimensioni.
      Per quanto riguarda gli impiegati statali, anch’io son consapevole del fatto che non si possono sbattere per strada decine di migliaia di persone dall’oggi al domani. Infatti, io proponevo una soluzione “morbida”: da una parte cacciare solo ed esclusivamente gli assenteisti e i fannulloni manifesti, dal’altra bloccare le assunzioni. Così il fardello dell’impiego pubblico parassitario si ridurrà di dimensioni gradualmente, senza traumi.
      E infine, nach’io temo che nel baratro ci cadremo comunque, proprio a causa del pccato originale. Ma il problema è che forse la gente non imparerà neppure quando sarà in fondo all’abisso. Vedi i greci, che no mi sembra stiano mettendo la testa a posto ma anzi si incattiviscano ogni giorno di più.
      Che fare? L’unica cosa da fare è darci da fare nel nostro piccolo, comei i monaci medievali, che costruivano imprese produttive in mezzo ad un deserto di barbarie.

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