Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

LA FEDE FA BENE ALLA RAGIONE

IN CORSIVO LE OBIEZIONI DI UN LETTORE, IN STAMPATELLO LE MIE RISPOSTE

A ma per invece una posizione abbastanza comune. Ad esempio Margherita Hack: “È quello che dico sempre, anche essere atei, come essere credenti, è una fede perché io non posso dimostrare né che Dio c’è, né che non c’è. Io non credo perché non mi soddisfa l’idea di Dio, non posso pretendere di dimostrare che Dio non c’è. A me sembra assurda l’idea di Dio perché mi sembra infantile, ma questa è un’opinione personale.”

Sono molto grata a Margherita Hack per queste parole. Infatti, la Hack ammette candidamente che l’ateismo, così come la fede, non è una posizione della ragione (non posso credere) ma una posizione della ragione (non voglio credere). Inoltre, riconosce anche che la scienza non può dimostrare né l’esistenza né l’inesistenza di Dio. Magari tutti gli atei fossero come lei!

E’ vero che l’Occidente ha posto il valore della libertà come uno dei valori supremi, e questo ha un’origine cristiana, ma la libertà è stata posta come valore in sé (dall’illuminismo e il liberalismo) proprio quando si è separata dalla sua origine religiosa. E infatti in questa forma è stata fieramente avversata dalla Chiesa, che ha combattuto l’avvento della democrazia e del liberalismo (ricordiamo la condanna del Papa nei confronti delle “cosiddette libertà moderne”), uscendone però sconfitta.

Nel Sillabo Pio IX non condannava la libertà ma quelle che, dal punto di vista cristiano, sono degenerazioni della libertà che portano solo maggiore schiavitù. Mi sembra che la storia gli abbia dato ragione: tutti i regimi che invocavano libertà-uguaglianza-fraternità hanno reso gli uomini più schiavi e meno uguali per mezzo di ghigliottine, di gulag e polizie segrete. Per il resto, oggi eminenti personalità libertarie ammettono che le radici del pensiero liberale e democratico moderno devono essere cercate nel Vangelo. I comuni medievali erano molto più democratici delle polis greche. Per quanto riguarda l’indice di libertà economica, l’Europa medievale batte la Grecia antica dieci a zero (vedi il pensiero liberale di San Tommaso d’Aquino).

 

Il problema è che l’orologio e l’orologiaio fanno entrambi parte di questo mondo, ed entrambi possono essere osservati, mentre Dio è un orologiaio un po’ particolare perché sta fuori dal mondo e non si fa vedere. Quindi è lecito considerare questa niente più che un’analogia.

Qui effettivamente si tratta di fare una scelta drastica: ammettere o non ammettere la possibilità che possa esistere un orologiaio al di fuori dell’universo. Quindi è inutile discutere di una scelta. Tuttavia, mi permetto solo di fare una considerazione suggestiva: alcuni anni fa un grande scienziato ha fatto notare che oggi le scienze cosiddette “dure” si trovano spesso a fare ipotesi molto sottili su fenomeni che non possono in nessuna maniera essere osservati dall’occhio umano, che esulano completamente dalla sfera dei sensi. Ad esempio, anche la struttura dell’atomo sfugge definitivamente alla portata dell’occhio (non si può nemmeno ammettere che un giorno si possa costruire uno strumento in grado di osservarlo) e tuttavia un numero sterminato di indizi ci permettono di ricostruire la struttura dell’atomo in maniera abbastanza certa. Messe in conto tutte le differenze, diciamo che il metodo delle scienze dure ha molte analogie col metodo della fede. Finché siamo su questa terra non potremo mai vedere Dio, e tuttavia molti indizi ci inducono a pensare che Egli possa esistere. Poi concedo che gli indizi non sono prove. Anche qui, l’ultima parola spetta al libero arbitrio.

Non so, mi sembra che l’atto di fede non sia necessario dal momento che osserviamo delle regolarità nella natura e scopriamo che gli esperimenti sono ripetibili, con risultati mai identici ma comunque simili. Sul dire che l’universo è razionale oggi avrei dei dubbi: un tempo si pensava di poter conoscere tutto, oggi si scopre che ogni aspetto si può approfondire forse all’infinito, e non è affatto detto che riusciremo a capire tutto. La nostra capacità di capire in parte il mondo potrebbe essere il risultato dell’evoluzione, e il nostro cervello potrebbe essere inadeguato a cogliere certi aspetti del reale. La nostra fiducia che il mondo sia razionale potrebbe essere un errore di prospettiva.

Se dici che “la nostra fiducia che il mondo sia razionale potrebbe essere un errore di prospettiva” dimostri che per credere nella razionalità del cosmo occorre un atto di fiducia. Io questa fiducia ce l’ho (me la dà la fede) tu invece no. Secondo la teologia cristiana l’uomo non può conoscere tutto, ma può comunque conoscere molto. Dal punto di vista cristiano la conoscenza perfetta di tutto è riservata solo a Dio. Per il resto, il metodo sperimentale è semplicemente inutilizzabile se non credi nella razionalità del cosmo. Anche se vedi che i risultati degli esperimenti si ripetono sempre identici, potresti rimanere convinto o che sia un caso o che sia una beffa degli dei o che i tuoi sensi si ingannino ripetutamente. Così si spiega perché il metodo sperimentale, nonostante sia alla portata di tutti, anche dei cavernicoli, non sia stato utilizzato prima del basso Medioevo.

Mah, io direi che le radici del pensiero occidentale derivano dalla filosofia greca. La stessa teologia cristiana deriva da essa, l’impianto razionale che è stato aggiunto ad una religione monoteista nata in Palestina è stato dato dalla filosofia greca. San Paolo era un uomo di cultura greca.

E’ vero che la teologia cristiana ha recuperato la razionalità greca. Ma ha potuto recuperarla proprio perché essa stessa era intrinsecamente razionale, altrimenti avrebbe condannato la razionalità greca così come ha condannato il paganesimo greco. E poi gli studiosi sulla cresta dell’onda riconoscono ormai all’unanimità che il cristianesimo ha perfezionato enormemente l’ancora imperfetta razionalità greca. La maggiore perfezione della razionalità cristiana si vede ad occhio nudo. Se gli architetti greci non erano riusciti ad andare oltre l’equilibrio di orizzontali e verticali interrotto da poche diagonali (vedi il tempio greco) e se i romani riuscivano a fare le cupole ma non a coprirle (vedi Pantheon), invece i cristiani riescono a fare cose incredibili dal punto di vista ingegneristico: archi a sesto acuto, cupole autoreggenti e tante altre cose. Le cattedrali romaniche e gotiche serbano talmente tanti segreti ingegneristici che non si riuscì a scoprirli fino alla fine del diciottesimo secolo. La superiorità della razionalità cristiana è provata non soltanto dalla superiorità dell’architettura medievale ma anche dalla superiorità della notazione musicale medievale, dalla superiorità della scienza matematica medievale e anche dall’incredibile incremento degli scambi economici all’interno dell’Europa nel Medioevo. Per quanto riguarda l’economia, fu lo straordinario sviluppo della matematica a permettere la nascita del capitalismo, delle banche e delle borse (per i dettagli, leggersi Rodney Stark, La vittoria della ragione). Stark fa anche notare che la razionalità greca, benché fosse la più sviluppata del mondo prima di Cristo, era comunque una razionalità chiusa in sé stessa, slegata per principio dall’esperienza empirica. I greci non erano arrivati a concepire il metodo sperimentale perché non si fidavano dell’esperienza dei sensi. Costruivano immense teorie sulla struttura del cosmo senza preoccuparsi che queste teorie potessero reggere o meno alla prova dei fatti.

 Poi, è vero che la scienza moderna inizialmente nasce con l’idea di completare la conoscenza che Dio ci ha dato con le sacre scritture, portando avanti la nostra volontà di potenza (se come è scritto nella Genesi Dio ci ha reso signori su questa terra e ha voluto che la dominassimo, allora portiamo avanti l’opera).

In realtà, sembra proprio che oggi gli unici a difendere il diritto dell’uomo di dominare la terra anzi l’universo siano proprio i cristiani, segnatamente i cattolici. Invece il pensiero illuminista-ateo è andato inesorabilmente in direzione dell’anti-umanesimo ecologista e malthusiano. E si capisce: se neghi l’anima e vedi nell’uomo un essere materiale fra gli altri esseri materiali, sebbene più intelligente, sei costretto a negare il diritto dell’uomo di dominate gli altri esseri.  Oggi i cristiani sono gli unici a sostenere ad esempio l’energia nucleare e a battersi contro la superstizione malthusiana, secondo cui esisterebbero “limiti allo sviluppo” e quindi bisognerebbe dimezzare la popolazione mondiale e tornare ad una economia di sussistenza. La battaglia a favore del nucleare vede in prima linea il povero Zichichi, sfottuto fino alla nausea, mentre la battaglia contro la superstizione ecologica-malthusiana è stata coraggiosamente e brillantemente combattuta dal professor Julien Simon. Sia il movimento ateo anti-cristiano di Zeitgeist sia il movimento Grillo-Casaleggio propugnano cose come la “decrescita felice” e il “rientro dolce”. Ma vaff… Io sto seriamente meditando di opporre al movimento Cinque stelle un movimento che potrebbe chiamarsi “Cento miliardi di galassie: movimento per la crescita economica illimitata e per la conquista dell’universo”. In effetti, mi sa che se il mondo continua a scristianizzarsi la conquista dello spazio ce le possiamo scordare. Non a caso, dal libro di Oriana Fallaci Quel giorno sulla Luna, dedicato alle missioni Apollo, ho appreso che molti dei tecnici della Nasa e degli astronauti erano cristiani, alcuni perfino cattolici. Buzz Aldrin mentre era in orbita recitava spesso i salmi (si vantava si fare il catechista ai ragazzini nel suo paesello d’origine), mentre altri astronauti delle missioni successive si confessarono e si comunicarono prima di partire. Quanti miti da sfatare…

 Ma, come è successo con la libertà, a un certo punto anche la scienza ha dovuto separarsi dalla teologia, se voleva diventare adulta e cominciare a manipolare veramente il mondo. Altrimenti non potevi guardare nel cannocchiale, che l’inquisitore ti faceva il processo e ti costringeva ad abiurare.

Questo è appunto un mito da sfatare. La teoria eliocentrica era già ammessa dalla Chiesa come “possibile” da più di un secolo: Copernico aveva insegnato tranquillamente la sua teoria a Roma. Ma appunto, tale teoria era considerata “possibile” ma non “certa”, per la semplice ragione che mancavano prove sperimentali. E per la cronaca, tale teoria restò “possibile ma non certa” fino al diciannovesimo secolo, quando Foucault ebbe la buona idea di appendere un pendolo al soffitto. Ho scoperto che perfino i più illustri illuministi, in prima linea Voltaire, si rifiutavano di accettare l’eliocentrismo come certo. Per venire a GALILEO, ebbene tutto quello che ci è stato insegnato del processo di Galileo è semplicemente falso, frutto della propaganda anticattolica. Ci hanno insegnato a scuola che Galileo fu processato perché la teoria eliocentrica sarebbe stata in contrasto con una certa affermazione della Bibbia. Ebbene, vagliando accuratamente i documenti processuali si è scoperto che la verità è un’altra: Galileo non fu processato perché sosteneva la teoria eliocentrica ma perché in un suo testo c’erano alcune affermazioni di carattere teologico (teologico: non scientifico) giudicate blasfeme. La tesi pseudo-teologica di Galileo era la seguente: siccome la teoria eliocentrica è certa allora la Bibbia è sbagliata e bisogna modificarla. Al che Bellarmino gli contestò: la Bibbia non parla un linguaggio scientifico ma un linguaggio simbolico-figurale, quindi non è sbagliata, sbagli tu, ritratta la tua affermazione. Galileo era talmente orgoglioso, talmente sicuro del suo genio, che si rifiutò di ritrattarla. Allora Bellarmino passò alla fase successiva: guarda che a sostegno della tua teoria non ci sono prove, ammetti almeno che non è certa. Ma Galileo si rifiutò di ammetterlo. Infatti, Galileo pensava, ingannandosi, che le maree provassero in maniera definitiva la rotazione terrestre (mentre oggi sappiamo che le maree sono dovute all’attrazione lunare). A questo punto Bellarmino ci andò giù pesante: allora abiura la tua teoria. E gli inflisse una pena veramente disumana: arresti domiciliari in una splendida villa sull’Aventino con vista panoramica su Roma con obbligo di recitare le orazioni alla sera. Queste ultime le fece recitare alla figlia suora.

Può darsi, ma quello che per le masse è semplicemente lo sballo, per qualcuno è stato veramente un percorso di ricerca. Poi a posteriori possiamo dire che è stato un errore, ma per capire che era un errore, bisognava provarci.

Io mi sono letta e riletta per bene una delle Bibbie della cultura della droga: Le porte della percezione di Aldous Huxley. Secondo Huxley la droga avrebbe addirittura il potere di donare all’uomo delle vere e proprie esperienze mistiche. La storia ha dimostrato che la droga non produce dei mistici ma degli zombi. Il fallimento clamoroso della cultura della droga dimostra che la mistica, evidentemente, è riservata ai santi.

E per chiudere in bellezza, rivedersi Thomas Woods che spiega come la chiesa cattolica costruì la civiltà occidentale.

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