Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

PORNO UTOPIA. “MI DIA ORGASMO!!!!! AVETE SENTITO TUTTI??? VOGLIO ORGASMO!!!!”

Woody Allen ha costruito un divertentissima gag sul tema della vergogna di consumare pornografia. Nel Dittatore dello stato libero di Bananas, Allen entra in una edicola, prende un pacco di riviste “intelligenti”, nasconde in mezzo al pacco una rivista pornografica, ma quando arriva alla cassa il cassiere urla ad alta voce al commesso che sta dall’altra parte del negozio: “Hei Ralph, ti ricordi quanto costa Orgasmo?” E Allen, vergognandosi, dice ad alta voce davanti a tutti come per giustificarsi: “Sto facendo una ricerca sulle perversioni sessuali. Sono agli atti di libidine su minori”.

Per farla breve, fra gli effetti collaterali della cosiddetta “rivoluzione sessuale” c’è stata l’incremento esponenziale della produzione e del consumo di materiali pornografici a livello mondiale. Secondo nuove ricerche, oggi una buona percentuale dei bambini entrano in contatto con la pornografia e di conseguenze cominciano a praticare l’onanismo attorno agli otto anni. Questa diffusione pandemica della pornografia ha delle conseguenze sociali devastanti, che sono ampiamente documentate (metterò riferimenti nei commenti). Tuttavia, non se ne parla o se ne parla pochissimo. La ragione è semplice: i sacerdoti della cultura dominante trovano estremamente imbarazzanti questi studi, e quindi fanno di tutti perché non se ne parli. Infatti, questi studi condannano irrimediabilmente tutto quello per cui loro hanno combattuto: la liberazione dai “tabù” sessuali di origine cattolica. Per la precisione, i figli del Sessantotto, sacerdoti della cultura dominante, hanno fatto sacrifici a quattro idoli: rivoluzione sociale + rivoluzione sessuale + droga libera per tutti + materialismo darwinista. Ebbene, tutti e quattro questi idoli si stanno frantumando da soli. La cultura della droga ha bruciato il cervello di intere generazioni, il marxismo ha fallito miseramente fra milioni di morti, la teoria di Darwin sta molto male… e adesso crolla pure il dogma della liberazione sessuale. Oggi scienziati eminenti affermano che è meglio rimettere in circolazione i “tabù” tanto invisi a Freud, se non vogliamo che i nostri figli muoiano a furia di masturbazione ossessiva-compulsiva. Se digitate sessodipendenza e pornodipendenza su Google, escono centinaia di titoli (spicca il sito dell’ex radicale Vincenzo Punzi). Segnalo anche la Pink cross, associazione di ex porno attori pentiti, che narrano gli orrori che si celano nei set del cinema a luci rosse. Comunque, i sacerdoti della cultura dominante e gli spacciatori di pornografia non sono riusciti a sconfiggere un nemico tenace, che resiste nella coscienza della gente: la vergogna. Per una qualche misteriosa ragione, nonostante tutto i consumatori di pornografia si vergognano a morte di fare sapere che consumano pornografia. Uno spiritoso giornalista francese ha dimostrato che, se non fossero state inventati sistemi di vendita che garantiscono il massimo anonimato, l’industria pornografica sarebbe rimasta ai margini. Invece, la diffusione dei videoregistratori prima e di internet dopo, che garantiscono la massima privacy, hanno fatto esplodere il consumo di porno.

Perché la gente si vergogna a fare sapere di consumare pornografia? Perché nel cuore dell’uomo esiste quello che gli atei gius-positivisti negano: una coscienza morale che riconosce istintivamente la legge naturale.

Ma per divertirci, immaginiamo il contrario. Immaginiamo una persona al passo con i tempi che si vanta di masturbarsi in continuazione davanti al materiale porno. Come vedrete, questa persona non fa che seguire i dettami della cultura post-freudiana e marcusiana.

Un “progressista” va in edicola e a testa alta urla: “Mi dia Orgasmo. Avete sentito tutti qua dentro? Ho detto: mi dia Orgasmo!!!!” E l’edicolante: “Lei sta per caso facendo una ricerca sulle perversioni sessuali?”. “No! La ricerca falla fare a tua sorella!!! Anzi, tua sorella dalla a me, di schiena naturalmente. Io Orgasmo lo uso, perché sono un uomo moderno al passo con i tempi, mica un represso cattolico. Anzi, vi dirò di più: Orgasmo lo faccio leggere anche a mio figlio di otto anni, perché la pornografia aiuta a sviluppare armoniosamente le pulsioni sessuali”. E la gente: “Ma lei è un mostro”. “Ma no, i mostri siete voi, che imponete ai bambini e agli adolescenti tanti tabù sessuali di origine cattolica che li faranno diventare degli adulti nevrotici… Ma non avete letto Freud? La censura sociale dei desideri sessuali inconsci genera nevrosi, ti può perfino fare perdere l’uso della gambe. E non avete letto Wilhelm Reich, bestie ignoranti? L’utopia terrena si realizzerà solo nel momento in cui tutti faranno sesso con tutti dalla mattina alla sera in tutte le più fantasiose maniere in ogni angolo di strada. Credete a me: se usate i genitali a pieno regime dalla mattina alla sera, come faccio io, vi scomparirà anche la più grande delle nevrosi: la nevrosi della fede. L’avete letto Totem e tabù? E così finalmente sarete liberi dal pensiero di Dio”. Uno dice: “Si vergogni. Lei parla parla, ma voglio vedere se fosse sua figlia ad andare a letto con tutti come reagirebbe….”. Progressista: “Ma sta scherzando? Appena ha compiuto diciotto anni, io mia figlia l’ho incoraggiata in tutte le maniere a darla a chiunque gliela chiede, anche ai miei amici più vecchi di me. A chiunque viene a casa mia offro, oltre al caffè, anche un orgasmo. Infatti, nella società utopica perfetta le giovani donne devono essere considerate un bene comune. Il comunismo sessuale deve essere completo. Non è giusto che gli uomini di una certa età sbavino dietro alle ragazze giovani senza mai poterle avere. D’altra parte, anche i ragazzi giovani devono essere incoraggiati a soddisfare sessualmente, gratuitamente, le tardone in menopausa, anche loro hanno diritto a godere delle prestazioni di uno stallone….”

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2 pensieri su “PORNO UTOPIA. “MI DIA ORGASMO!!!!! AVETE SENTITO TUTTI??? VOGLIO ORGASMO!!!!”

  1. Quanto viene orgasmo?

  2. Piccola bibliografia: Renato Stella, l’osceno di massa: prezioso compendio di tutti gli studi finora pubblicati sull’argomento. E bada che Stella non solo non è cattolico, ma evita accuratamente giudizi morali. Lui lascia che siano i dati a parlare da soli. Libro che ho divorato, imparandolo praticamente a memoria. Renato Stella, l’osceno di massa: prezioso compendio di tutti gli studi finora pubblicati sull’argomento. E bada che Stella non solo non è cattolico, ma evita accuratamente giudizi morali. Lui lascia che siano i dati a parlare da soli. Libro che ho divorato, imparandolo praticamente a memoria. http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1520.166 E poi, come dimenticare il primo studio sull’argomento? Anche questo me lo son letto, per scrupolo: Berl Kutchinsky, Studies on Pornography and sex crimes in Denmark (New Social Science Monographs, Denmark 1970). Berl Kutchinsky fu il primo a individuare il fenomeno della desensibilizzazione, che oggi nessuno si sogna nemmeno di negare. E come dimenticare il divertentissimo: Roger Faligot, Pornobusiness (1989). Con ironia tutta francese, Faligot percorre la storia della pornografia. Egli dimostra due cose importanti: 1) prima dell’invenzione della fotografia e specialmente del cinema, non esisteva una pornografia di massa (la letteratura erotica alla De Sade era un prodotto d’élite), 2) sebbene esistesse da qualche decennio, il consumo di pornografia è esploso nel 1968, dimostrando che la Rivoluzione sessuale ha avuto un ruolo determinante nella “pornificazione” della società, 3) i pornografi si sono presto accorti che il consumatore di pornografia si vergognava di comprare pornografia: per questo hanno inventato sistemi di vendita che garantiscono la massima segretezza.Col noleggio di videocassette nei distributori automatici, il consumo si è decuplicato. Con internet si è cetuplicato. Evidentemente, la rivoluzione sessuale non è riuscita a cancellare il sentimento della vergogna, che affonda le sue radici nella eterna natura umana, da cui deriva la legge naturale. Come dimenticare poi un libro che ha fatto molto discutere: Pamela Paul, Pornified: How Pornography Is Damaging Our Lives, Our Relationships, and Our Families (2007). La Paul lancia un grido ai allarme: la pornografia sta modificando in peggio le relazioni fra uomini e donne. I ragazzi imparano prestissimo dalla pornografia a trattare le donne come semplici fonti di piacere, mentre le ragazze si convincono che per piacere ai maschi devono “darla” il più possibile, possibilmente imitando le pornostar. E poi: Annalisa Verza, Il dominio pornografico, Liguori 2006. La Verza dimostra che la pornografia è per sua essenza maschilista e lesiva della dignità della donna. NOTA BENE: tutti questi studi dimostrano l’esistenza del fenomeno della desensibilizzazione e dimostrano gli effetti negativi del porno a livello sociale (reificazione della donna eccetera), ma nessuno dimostra un nesso di causa effetto fra pornografia e violenza. Ma questo non vuol dire che questo nesso non ci sia, al contrario. Vuol dire solamente che non può essere dimostrato mediante studi comportamentali. Ossia, sarà sempre impossibile indurre un volontario (perché e cavie dei test sono tutti volontari) a “stuprare”. Tuttavia, c’è un indizio questo nesso esiste: i detenuti per reati sessuali e per violenza sulle donne – udite udite – consumano molta più pornografia dei detenuti per altri reati. Insomma, io non dispero che prima o poi si riuscirà a trovare la maniera di dimostrare scientificamente che la pornografia in qualche misura incentivi la violenza. Così finalmente i governi troveranno il pretesto, mai trovato, per vietare quella porcheria satanica.
    Infine, un godibilissimo articolo scientifico:
    Pornografia: tutti drogati senza saperlo.
    http://www.brucialanotizia.it/2012/10/18/pornografia-tutti-drogati-senza-saperlo/

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