Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Viva il cattolicesimo affarista, abbasso l’invidia sociale dei grillini verso i ciellini

http://www.youtube.com/watch?v=NBb7DvMu1co

In breve: oggi il pensiero politico maggioritario di sinistra si basa sul vizio capitale dell’invidia. Più che il bene per se stesso, l’invidioso vuole il male per gli altri. questo vizio terribile si manifesta soprattutto in forma di INVIDIA SOCIALE, che partorisce il mostro bifronte del comunismo marxista e della socialdemocrazia redistributiva (basata sul pensiero di Mills e Keynes). Il comunismo è morto, la socialdemocrazia è più viva che mai e sta finendo di uccidere le nazioni occidentali col veleno mortale del debito pubblico. In breve, che cosa accomuna il marxismo e la socialdemocrazia? L’ideale dell’uguaglianza sociale assoluta. Se il comunismo vuole ottenere l’uguaglianza assoluta mediante la totale collettivizzazione dei “mezzi di produzione”, invece la socialdemocrazia la vuole ottenere “restribuendo le ricchezze”, ossia rubando ai ricchi per donare ai poveri. Solo che nella società liberal-capitalista i ricchi non coincidono con i nobili parassiti ma con i professionisti e gli imprenditori di successo. In altri termini, nella società liberal capitalista la ricchezza è quasi sempre direttamente proporzionale al merito. Ecco, l’uomo mediocre invidioso è proprio questo che non sopporta: che qualcuno possa essere più meritevole e quindi più ricco di dl lui. Di conseguenza, per appagare la sua divorante invidia, chiederà allo stato di togliere al ricco meritevole le sue ricchezze mediante la leva fiscale per darle a lui, il mediocre invidioso. Per giustificare la sua invidia, egli dirà che il ricco-meritevole non è meritevole, ma è un “affarista” – neologismo che sta per ladro – che si sarebbe arricchito con furti e raggiri ai danni della povera gente. Accecata dall’invidia, le persone mediocri  vedono un “affarista” ossia un ladro in un imprenditore geniale che ha creato le televisioni che anche loro guardano (Berlusconi). A fare gli interessi dei mediocri invidiosi ci son i giudici di Milano. Dopo averli a lungo studiati, anche Filippo Facci è giunto alla conclusione che alla base dell’ideologia grillina c’è appunto l’invidia e il risentimento sociale.
Questa deputata grillina usa il linguaggio dell’invidia. Nelle sue parole cl diventa una comunità “affarista” che si arricchirebbe ricorrendo agli intrallazzi politici e togliendo il pane di bocca agli affamati. Accecata dall’invidia, la grillina non riesce a vedere che dietro il successo della Compagnia delle Opere e della stessa macchina del Meeting ci sono il merito, l’intraprendenza e la straordinaria capacità di sacrificio della gente toccata dall’esperienza cristiana. Al meeting e nella CDO potete vedere all’opera i discendenti dei benedettini e dei cistercensi, che costruirono l’Europa sulle rovine insanguinate dell’impero romano. Per giustificare la sua invidia distruttiva, la grillina non si accontenta di chiamare “affaristi” i ciellini: tira fuori pure argomenti del peggiore pauperismo eretico pseudo-evangelico. E già, l’invidia si nasconde spesso anche dietro la maschera di un pauperismo apparentemente francescano, in realtà cataro, secondo cui essere cristiani significa essere poveri. Ma a dispetto delle apparenza, il pauperismo è lontano dal cristianesimo tanto quanto lo è il comunismo. Infatti, pauperismo significa odio cataro per la carne. Invece, il cristianesimo esalta la carne e di conseguenza esalta tutte le opere che creano ricchezza. Non a caso nel Medioevo i monasteri erano anche fiorenti centri economici, in cui nacque il capitalismo. Se non si crea efficientemente ricchezza con le opere, che cosa si più infatti donare ai poveri?

Rileggersi il mio fondamentale saggio a puntate sull’invidia sociale, ornato delle acqueforti (da me rielaborate col photoshop) di Jacques Callot:

https://reginadigiove.wordpress.com/2012/12/18/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-i-il-socialismo-si-basa-sullegoismo-irrazionale/

https://reginadigiove.wordpress.com/2012/12/21/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-ii-dove-non-ce-mercato-ce-il-vizio/

https://reginadigiove.wordpress.com/2013/01/10/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-iii-il-potere-distruttore-dellinvidia/

https://reginadigiove.wordpress.com/2013/04/09/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-iv-bello-fare-i-giocatori-dazzardo-con-i-soldi-degli-altri/

https://reginadigiove.wordpress.com/2013/04/22/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-v-la-nuova-lotta-di-classe-parassiti-contro-lavoratori-produttivi/

In conslusione, rillegersi

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2 pensieri su “Viva il cattolicesimo affarista, abbasso l’invidia sociale dei grillini verso i ciellini

  1. Un lettore ha scritto su Tempi:

    “Non condivido nulla di quello che scrive questa giovanna jacob. E’ tutto il contrario: il vero progresso sono le società realmente meritocratiche nelle quali la pubblica autorità ha il diritto/dovere di riequilibrare la distribuzione della ricchezza (reddito+patrimonio) per impedire le povertà e le ricchezze eccessive. Meritocrazia vuol dire pari opportunità, l’opposto esatto del concetto di setta di iniziati che è il fondamento dei ciellini. E il riequilibrio della ricchezza, storicamente e anche ai giorni nostri, mi risulta che l’abbiano applicato solo le socialdemocrazie. Non fa invece parte del programma dei ciellini.”

    Mia risposta:

    ” Uno che non ha letto una sola riga di quello che ho scritto e parla a vanvera non meriterebbe una risposta. Tuttavia gli toglierò l’ultima parola. In poche parole:

    1) la ridistribuzione forzosa e coercitiva delle ricchezze è un sostituto satanico della carità,

    2) non può esserci meritocrazia laddove lo stato toglie al ricco-meritevole per dare al parassita-immeritevole,

    3) la storia di oggi dimostra al di là di ogni irragionevole dubbio ideologico che ridistribuire le ricchezze significa distruggerle (spese fuori controllo, tasse fuori controllo, debito fuori controllo, inflazione + stagflazione fuori controllo, parassitismo e privilegi fuori controllo, sprechi fuori controllo).

    Più di sessant’anni di ridistribuzione forzosa e coercitiva della ricchezza hanno gettato le nazioni più produttive, ricche e benestanti del pianeta (Usa, Europa, e Giappone, più qualcun altro) nel baratro di una recessione permanente, da cui difficilmente usciranno vive. Come possono sopravvivere delle nazioni in cui ogni cittadino produttivo deve mantenere dai tre ai quattro parassiti improduttivi?

    Quanto all’affermazione secondo cui Cl farebbe azione di lobby, non merita neanche una riposta. Qui parla l’invidia del mediocre.”

  2. Lo stesso lettore ha ribattuto:
    Non risponderò agli insulti gratuiti e idioti. Non sono certo io quello che parla a vanvera. Detto questo, i mali fondamentali della società umana sono: i) l’eccessiva ricchezza di pochissimi, ii) l’enorme povertà di moltissimi e iii) l’annientamento demografico del ceto medio. Tutto il resto sono stupide chiacchiere. Non è ammissibile che ci siano persone le quali, benchè “professionisti o imprenditori di successo” arrivino a detenere ricchezze personali dell’ordine di miliardi di euro quando metà del genere umano vive con pochi euro al giorno. Questa è volgare cupidigia per i detentori di tali ricchezze e prova di imbecillità allo stato puro per chi giustifica e addirittura loda questa situazione.

    Io ho risposto:
    No, non ci siamo proprio, qui siamo davvero fuori dalla realtà. D’altra parte, “fuori dalla realtà” è esattamente il posto in cui la sinistra manda la mente della gente. La sinistra, che appunto è in guerra permanente con la REALTA’, immagina che all’interno della società venga prodotta una quantità fissa nel tempo (sottolineo fissa, non importa quanto grande) di ricchezza prodotta.Dunque nell’ottica della sinistra il problema sarà unicamente quello di DISTRIBUIRE equamente fra tutti i membri della società questa quantità fissa. Ebbene, i demagoghi col cervello consumato dall’haschish e dall’invidia sociale sono riusciti a convincere il volgo votante che pochissimi ricchi truffatori-affaristi-ladri (e chi più ne ha più ne metta) riuscirebbero a concentrare nelle mani 80% di questa quantità fissa, costringendo il resto della popolazione a vivere in una miseria da Russia degli zar tipo Delitto e castigo. La favoletta secondo cui un 10% della popolazione deterrebbe costantemente l’80% della popolazione è più falsa della favola di Cenerentola ma ma è seducente perché stuzzica l’invidia, quindi la gente ci crede per la stessa ragione per cui i bambini credono alla favola di Cenerentola. Una volta che hai convinto la gente che pochi ricchi la stanno derubando, sarà facile convincerla che lo Stato deve “togliere ai ricchi per dare ai poveri”. E infatti la gente da più di sessant’anni vota per i partiti socialdemocratici, fautori della “ridistribuzione delle ricchezze”. Ma in realtà lo stato ridistribuzionista che fa? Toglie ai cittadini produttivi – tutti marchiati con la lettere scarlatta “R” che sta per “ricchi” – per dare ai fannulloni (mi riferisco a tutti gli impiegati statali), ai burocrati e ai politici. E più toglie ai cittadini produttivi, più l’economia tracolla. I telegiornali ci raccontano ogni giorno storie di piccolissimi commercianti e piccolissimi imprenditori che certamente non guadagnano miliardi che sono costretti a chiudere perché non e la fanno a pagare le tasse che servono a mantenere i fannulloni. Perché la ridistribuzione delle ricchezze uccide l’economia? Per due ragioni. La prima è che è fondamentalmente immorale anzi criminale togliere ad un uomo il frutto del sudore della sua fronte per darlo ad un fannullone il cui lavoro consiste nel timbrare carte inutili dietro uno sportello. La second – sturatevi le orecchie – è che LA RICCHEZZA NON E’ UNA QUANTITA’ FISSA DA RIDISTRIBUIRE. Una economia è sana se riesce a produrre quantità sempre maggiore di ricchezza, e riesce a produrre quantità sempre maggiore di ricchezza solo se premia il merito di coloro che col loro ingegno e la loro dedizione riescono ad aumentare la produzione di ricchezza per tutti. Ad esempio, con la loro creatività sartoriale Dolce e Gabbana creano ricchezza non soltanto per se stessi ma anche per le migliaia di persone che lavorano direttamente alle loro dipendenze e per le ancora più numeroso persone che vendono prodotti a Dolce e Gabbana e ai loro dipendenti. Ma perché i due stilisti possano continuare a produrre ricchezza, è necessario, inevitabile e moralmente giusto che guadagnino molto ma molto più degli altri. Si chiama meritocrazia. Quindi, è vero che D & G guadagnano miliardi: ma la realtà che la sinistra invidiosa non vuole vedere è che se D & G guadagnano un miliardo in più di prima, parallelamente i loro dipendenti e tutte le persone che ruotano loro attorno (fino al barista che prepara i caffé per loro alla mattina) guadagnano di più in proporzione. Viceversa, se D & G guadagnano di meno perché lo stato ruba tutti i loro guadagni per darli ai fannulloni, allora i due cominceranno a produrre di meno e alla fine emigreranno all’estero, e così la gente che ruota attorno a loro diventa più povera di prima. Ma adesso veniamo al terzo mondo. I demagoghi col cervello fumato hanno convinto la gente che i bambini muoiono di fame nel Terzo Mondo perché gente come D & G guadagna miliardi. La realtà è un altra: i bambini muoiono di fame nel terzo mondo perché nel terzo mondo non ci sono le condizioni per permettere a gente geniale come D & G di mettere in piedi imprese produttive che potrebbero arricchire tutti, facendoli uscire dalla fame. Non è il ricco e generoso Occidente (che non fa che inviare miliardi di aiuti ai poveri) ma sono i tiranni locali che tolgono il pane di bocca agli affamati (parola del’africana Dambisa Moyo). Tuttavia, da quando i paesi del Terzo mondo hanno relazioni più strette con l’Occidente (globalizzazione economica) gli ex poveri piano piano stanno diventando ricchi: la ex poverissima India è una potenza economica emergente, per non parlare della corea, del Vietnam e di molte aree un tempo miserabili del sud America. Questa è la REALTA’. Il resto sono favole criminali raccontate da gente che vuole talmente bene ai poveri che vuole fare diventare tutti più poveri.

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