Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Archivi per il mese di “settembre, 2013”

SCALFARI, O DEL GIOCO DELLE TRE TAVOLETTE. A proposito della risposta i Eugenio Scalfari alla lettera del papa.

Ad una settimana di distanza, rilancio sul mio blog il mio articolo che è stato pubblicato sul sito Cultura Cattolica, ottenendo  ben 875 contatti in 7 giorni, di cui 494 nelle prime 24 ore

domenica 15 settembre 2013

Se dico “diavolo”, la gente pensa a un tizio con la faccia dipinta di rosso, la calzamaglia rossa, il mantello rosso, la coda di gommapiuma, le corna e il tridente di plastica e si mette a ridere. “Come può esistere un tizio così ridicolo?”. Eh già, quel tizio fa di tutto perché la gente lo creda talmente ridicolo da non potere esistere. In realtà non è per nulla ridicolo. E’ spaventoso. Se dico “diavolo”, smettete di pensare alle calzamaglie rosse. Accendete la televisione e guardate Eugenio Scalfari che parla della lettera del papa con Lilli Gruber a Otto e mezzo. Il vecchio Eugenio non è certamente il diavolo, anzi non escludo che possa riconoscere la verità in extremis, ma le sue parole sono diaboliche. Le inconfutabili prove filosofiche dell’esistenza di colui che è mentitore e padre di menzogna sono tutte lì: nel profluvio di spudorate menzogne, basate sulla estrema e sistematica deformazione della verità filosofica e storica, che escono dalle vecchie labbra e dalla vecchia gola raucedinosa del vecchio trombone dell’ancien régime di sinistra stipendiato da noi plebei pagatori di tasse di centrodestra. Menzogne, menzogne, menzogne. Sicuramente ispirato dal tizio in cui neanche crede, il trombone sostiene che papa Francesco toglierebbe ogni assolutezza alla verità, dando così ragione ai relativisti, e che negherebbe la trascendenza propugnando una sorta di immanentismo panteistico, che per la cronaca è la divinizzazione pagana-buddista dell’insieme delle cose che esistono. Aggiunge infine che fatti storici quali la lotta per le investiture e le crociate dimostrerebbero in maniera inequivocabile che la Chiesa avrebbe sempre mirato ad acquisire abusivamente il potere temporale. Sorvolo sulle menzogne a proposito di relativismo e immanentismo, talmente spudorate che si commentano da sole. Ma sulle menzogne storiche no, non sorvolo.

Vediamo prima la lotta per le investiture, che vide contrapporsi negli ultimi decenni dell’XI secolo l’imperatore Enrico IV a papa Gregorio VII. Per tagliare corto, non è vero che i papi hanno sempre cercato di rubare il potere temporale ai governanti. E’ vero esattamente il contrario: i governanti hanno sempre cercato di controllare il potere spirituale della Chiesa. In estrema sintesi, secondo la dottrina cattolica i governanti hanno la facoltà di governare e fare leggi (potere temporale), mentre papi e vescovi hanno la facoltà di deporre i governanti che non agiscono in conformità con la legge di Dio, che poi coincide con la legge naturale, che comprende i diritti universali dell’uomo (della distinzione fra potere temporale e potere spirituale ne parla in maniera approfondita Jacques Maritain in Il primato dello spirituale, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1927). Non sarebbe stato meglio per tutti, anche per gli atei, se il papa avesse potuto beneficiare della facoltà di deporre i governanti malvagi ai tempi di Hitler e di Stalin? A parte questo, si sa che i potenti, da che mondo è mondo, sono costantemente tentati di trasgredire la legge di Dio ossia di fare il male pure di soddisfare le loro insaziabili brame. Non sopportando dunque che i papi avessero facoltà di redarguirli e di deporli, nel corso della storia la maggior parte dei re e degli imperatori hanno cercato di sottomettere la Chiesa, di trasformarla in una serva ubbidiente, pronta a benedire tutte le scelleratezze che commettevano.
Mai nella storia è successo che un papa volesse nominare conti, re e imperatori. Invece è successo più volte il contrario. Ad esempio, nell’XI secolo l’imperatore tedesco Enrico IV pretese di nominare lui stesso i vescovi, attribuendo loro anche il titolo di conti (i famosi “vescovi-conti”), al fine di renderli suoi servi ubbidienti. Papa Gregorio VII lo scomunicò e ribadì che gli ecclesiastici non possono essere nominati dai laici. Seguì una guerra civile di quasi cinquant’anni in Germania, al termine della quale il Concordato di Worms (1122) affermò il principio della separazione dei due poteri. E per inciso, quello che non riuscì ad Enrico IV sarebbe riuscito qualche secolo dopo a Enrico VIII, che per togliersi finalmente la Chiesa dai piedi fondò la Chiesa anglicana e se ne autoproclamò capo. Molti altri governanti, invece, aderirono con entusiasmo alla Riforma protestante, che li liberava dall’obbligo di obbedire alla Chiesa ossia di non trasgredire mai la legge di Dio. E sorvolo, perché non c’è tempo, sulle politiche contro la Chiesa promosse da governanti formalmente cattolici come Filippo il Bello (re di Francia fra il 1285 e il 1314) e Giuseppe II d’Asburgo (imperatore d’Austria fra il 1765 e il 1790).
E veniamo alle cosiddette Crociate, che secondo la propaganda illuminista e illuminata sarebbero state delle guerre di aggressione condotte da cristiani violenti e sanguinari, aizzati dal papa, contro i pacifici e razionali musulmani. In realtà, le Crociate non solo furono guerre pienamente laiche combattute prevalentemente da laici per fini laici ma furono guerre lecite e doverose perfino sul piano del diritto internazionale moderno. Leggersi fondamentali studi sulle Crociate scritti da Thomas Madden e Rodney Stark. Per farla breve, nel corso dell’alto Medioevo i musulmani opprimono i cristiani in Medio Oriente e devastano tutte le coste dell’Europa, dove catturano ragazzi e specialmente ragazze per rifornire il mercato degli schiavi di Alessandria. Dopo avere conquistato quasi tutto il Medio Oriente e il nord Africa, le potenze musulmane (fra le quali primeggia la Turchia dei selgiuchidi) mirano espressamente a conquistare l’Europa per consegnarla all’Islam. Alla fine del secolo XI i cristiani decidono che è tempo di reagire e organizzano i “pellegrinaggi in armi”, il cui scopo era quello di fermare lo tsunami musulmano oltre il mare, in Terra Santa. Infatti i piccoli regni cristiani instaurati dopo la prima Crociata avevano prevalentemente natura di avamposti militari, che insieme formavano una sorta di “grande muraglia” in funzione anti-musulmana. Per tirare le somme, le Crociate furono esattamente il contrario di guerre di aggressione: furono guerre a scopo difensivo. Tutti insieme gli errori e i crimini commessi da tutti i combattenti cristiani non sminuiscono di una virgola la sostanziale legittimità morale di quelle imprese, che tennero i musulmani alla larga dall’Europa per parecchi secoli. Ma capisco bene che in quest’epoca in cui, nel nome del relativismo, non solo si permette ai musulmani di fare il comodo loro in casa nostra ma addirittura si combatte al loro fianco (vedi Obama che fiancheggia i siriani di Al Qaeda) la gente proprio non riesca a capire come mai nel Medioevo i loro antenati avessero la strana fissazione di impedire a degli aggressori spietati quanto i nazisti di distruggere la loro terra e la loro cultura.
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IL “BRAVE NEW WORLD” DI CECILE KYENGE: sesso droga e multiculturalismo.

Testo di un mio commento pubblicato su Tempi:

«La Kyenge vuole che chiunque mette piede in Italia ottenga automaticamente la cittadinanza italiana. Giusto, sono d’accordo. Non vedo perché per essere italiani sia necessario conoscere l’italiano, rispettare le leggi italiane e magari rispettare le donne. Ma stiamo scherzando? Come ha detto due giorni un imam svizzero, picchiare le donne è un dritto dell’uomo. Quindi vietare allo straniero di esercitare quello che nella sua cultura è un diritto sarebbe un atto di violenza coloniale. E poi chissene frega della cultura e della tradizione italiana. I nuovi italiani hanno ragione a non volere studiare Giotto, Michelangelo, Dante Leopardi. Ma gettiamoli una volta nel cesso questi Giotto, Michelangelo, Dante e Leopardi, che ci hanno rotto le palle. 

 Dopo avere abolito la distinzione fra italiano e italiano, la Kyenge vuole abolire la distinzione fra maschio e femmina. Infatti, si è detta favorevole alla proposta di usare la parola “genitore 1” e “genitore 2″ al posto dei “concetti obsoleti” di “padre” e “madre”. Giusto, sono d’accordo. Poi verrà eliminata anche la distinzione obsoleta fra adulto e bambino, che verranno chiamati “essere umano A” ed “essere umano B”. Poi verrà eliminata la distinzione, francamente razzista, fra essere umano e animale. Il primo si chiamerà “essere vivente A” e il secondo “essere vivente B”. Naturalmente un “essere vivente A” e un “essere vivente B” potranno sposarsi, se lo desiderano. Così finalmente anche i zoofili potranno esprimersi liberamente. E naturalmente potranno sposarsi un “essere umano A” e un “essere umano B”, e così finalmente cesserà l’ingiusta persecuzione dei pedofili e i bambini potranno finalmente esprimere le loro pulsioni sessuali latenti, per la gioia di Freud, che insegnava che un bambino represso diventerà un adulto nevrotico. Poi grazie ai referendum radicali potremo comprare la marijuana nelle tabaccherie e finalmente inizierà il Mondo Nuovo.»

In questo commento alludevo ironicamente al Mondo Nuovo (Brave new world) di Aldous Huxley. Mi raccomando, se non lo avete letto correte a leggerlo: quel libro vi aiuterà a capire il mondo in cui viviamo. In sostanza, Huxley immagina un società utopica, collocata in un futuro ipotetico, in cui tutti gli ideali della cultura modernista, figlia dell’illuminismo, sono pienamente realizzati. Nel Mondo nuovo quasi tutte le persone importanti fanno di cognome o Marx o Freud: infatti Karl Marx e Sigmund Freud sono i numi tutelari della cultura modernista, e non a caso attorno al Sessantotto il marxismo e il freudismo si sarebbero ufficialmente uniti in matrimonio, partorendo la Contestazione (vedi alla voce Herbert Marcuse).

Che cosa dice, in estrema sintesi, la cultura modernista figlia dei tenebrosi Lumi? Dice che l’uomo è solo corpo e che ha solo bisogni fisici. Dopo avere distinto fra “struttura” (l’economia) e “sovrastruttura” (cultura e religione), Marx liquida la religione come droga propinata dai padroni borghesi-capitalisti oppressori al popolo oppresso (“oppio dei popoli”). Similmente, secondo Freud i più nobili bisogni spirituali, in primo luogo il desiderio di Dio, sarebbero meri sintomi della nevrosi, che a sua volta sarebbe effetto della mancata soddisfazione di tutti i più inconfessabili desideri sessuali. Dunque nell’ottica marxista-freudiana, se sparissero da una parte le “ingiustizie sociali” e dall’altra tutti i tabù sessuali di origine religiosa, sparirebbe anche la religione e l’uomo sarebbe pienamente felice. Ma non si possono abbattere tutti i tabù sessuali se non si abbatte l’istituzione che i tabù servono: la famiglia. Se per Freud la famiglia è fonte di nevrosi, per Marx la famiglia è il mattone fondamentale della società borghese-capitalista, madre di tutte le ingiustizie sociali. E infatti nel mondo nuovo è severamente vietato sposarsi e fare figli. I cittadini nascono in catena di montaggio e sono indotti fin dalla più tenera età a praticare il più completo libertinaggio, sia etero che omo. Nelle scuole primarie, i bambini e le bambine praticano giochi erotico-pornografici durante la ricreazione. In questo mondo la monogamia è considerata un vizio mentre la gestazione e il parto sono considerati reati schifosi e aberranti, da punire con l’esilio.
Insomma, nell’ottica modernista la piena felicità umana coinciderebbe con il mero benessere economico e con il piacere sessuale. E la droga, che c’entra? C’entra eccome (lo spiega bene Augusto Del noce in L’erotismo alla conquista della società, reperibile in rete: http://www.totustuustools.net/pvalori/Erotismo.htm). Infatti, la droga è soprattutto un formidabile moltiplicatore del piacere fisico e mentale. La droga è tanto più preziosa per l’ateo-materialista, in quanto donerebbe alle masse quel tipo di estasi mistica che un tempo era riservata ai santi (lo dice chiaro e tondo lo stesso Huxley in Le porte della percezione). Certo, la droga fa molto male alla salute….  Ma se un giorno venisse inventata finalmente una droga che non comporta nessuno spiacevole effetto collaterale, che obiezioni potreste avere alla sua completa liberalizzazione? Dieci anni fa ho fatto questa domanda ad Umberto Galimberti, che infatti non ha saputo bene che rispondere, che tempi… (trovate la controversia con Galimberti qui su Tempi: http://www.tempi.it/verr-la-morte-e-avr-i-tuoi-occhi#.UijAd8YtxLk ).

Nel 1932 Huxley ha profetizzato la cultura dominante di oggi, di cui Galimberti è uno dei tanti divulgatori: nel mondo nuovo ogni cittadino assume praticamente ad ogni ora del giorno, come fosse il caffè, una droga completamente salubre di nome soma.
Mancano ancora due elementi per completare il quadro del mondo nuovo: l’eugenetica e la distruzione del passato. Nel mondo nuovo i cittadini di serie a (Alfa) sono il risultato di politiche eugenetiche, mentre tutte le vestigia dl mondo precedente all’istituzione del mondo nuovo sono state distrutte. C’è un passaggio commovente sulla cancellazione dell’Italia e di tutti i suoi tesori culturali.
Vi sarete resi conto che i politici e gli intellettuali mainstream stanno traghettando il mondo contemporaneo verso il mondo nuovo: attaccano la famiglia, esaltano il libertinaggio etero ed omo, incoraggiano la diffusione della pornografia, promuovono l’aborto a scopo eugenetico-malthusiano (haimé, non ho avuto tempo di parlare di Malthus), ammiccano a politiche anti-proibizioniste e infine…. lottano per lo sgretolamento della tradizione culturale e religiosa dell’Occidente, che non è se non una tradizione cristiana. In questo senso, c’è un lungo filo rosso che tiene insieme le politiche anti-famiglia, le battaglie anti-proibizioniste e le politiche a favore dell’immigrazione selvaggia. Perché politici e intellettuali mainstream, tutti senza eccezione, scoraggiano ogni più lieve critica all’immigrazione selvaggia agitando la lama mortale della parola “razzismo”? Forse perché vogliono bene ai poveri del Terzo Mondo? Niente affatto. Essi sperano che orde incontrollabili di barbari calpestino e seppelliscano nell’oblio la nostra tradizione culturale (lo ha confessato poco tempo fa un comunista pentito inglese:http://hitchensblog.mailonsunday.co.uk/2013/04/how-i-am-partly-to-blame-for-mass-immigration.html ). Quando sarà in vigore lo ius soli, tutte le strade puzzeranno di kebab, l’urlo dei muezzin soffocherà il canto delle campane delle chiese, i musei cadranno in rovina e nelle scuole non si insegneranno più Dante e Leopardi. E l’italia sparirà, come nel mondo nuovo.

P. S. Ci ricasco sempre. Mi impongo di non scrivere, perché nessuno mi legge, nessuno mi paga e perché infiniti immeritevoli raccomandati mi sono passati davanti. Ma è più forte di me. Perché vedo molte cose che gli altri non vedono, e sento l’urgenza di indicarle agli altri. D’altra parte, avevo detto che, per ragioni culturali, ho antipatia dei “mi piace”. Ma noto con piacere che il mio precedente commento ne ha ricevuti 47 su Tempi, dove non mi fanno più scrivere.

 

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