Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

BACK IN THE USSR. Psicopatologia degli italiani sedotti da tovarisch Vladimir Putin

C’è sempre stato un rapporto privilegiato fra italiani e russi. Gli italiani sono affetti da una attrazione fatale non solo per le “gnocche” russe (che effettivamente non disdegnano ottenere la cittadinanza italiana per via matrimoniale) ma soprattutto per la politica russa. Non si dimentichi mai che l’unico straniero non russo cui sia capitato l’onore di dare il nome ad una città sovietica è stato un italiano: Palmiro Togliatti.

Alla radice dell’amore degli italiani per la santa madre Russia ci sono due fattori:  1) l’anti-americanismo psico-patologico di sinistra e di destra, 1) l’ignoranza

Se ai sinistrorsi italici gli Usa appaiono come un covo di borghesi-capitalisti sfruttatori del proletariato globale, similmente ai destrorsi italici gli Usa appaiono come un covo di massoni e banchieri (naturalmente ebrei) che complotterebbero dalla mattina alla sera per corrompere l’identità e la fibra morale dei popoli occidentali diffondendo una cultura materialista e demoplutocratica. Accecati da tanto sacro odio verso l’America, i destrorsi di oggi guardano alla Russia come ad un faro di civiltà. Ai loro occhi tanto gli Usa sarebbero corrotti e corruttori, quanto la Russia sarebbe moralmente e spiritualmente integerrima. Ai tempi di Togliatti la Russia sovietica appariva ai sinistrorsi italiani come “il paradiso dei lavoratori”, ai giorni nostri la Russia neo-zarista di Putin appare ai destrorsi nostrani come… “il paradiso dei lavoratori maschi-cristiani-integerrimi-identitari-tradizionalisti con le palle d’acciaio che combattono contro i i fondamentalisti islamici e conto i froci-travestiti-effeminati-abortisti-multietnici-materialisti occidentali che calano le brache di fronte ai fondamentalisti islamici”.

Dunque, l’amore cieco per la Russia è l’altra faccia della medaglia dell’anti-americanismo. A sua volta, l’anti-americanismo è una conseguenza dell’ignoranza.  Ai tempi di Togliatti, i poveri compagni italiani di Sesto San Giovanni o di Reggio Emilia ignoravano, in buona fede, in primo luogo che il capitalismo industriale – pure con tutti i limiti e le colpe dei capitalisti – nel complesso aveva migliorato enormemente le condizioni di vita delle classi inferiori. In secondo luogo ignoravano che oltre la cortina di ferro c’era il contrario del paradiso. Quelli che attraversavano la cortina di ferro purtroppo se ne accorgevano a loro spese, che in Russia c’era l’inferno dei lavoratori.

Esaminiamo adesso l’ignoranza dei destrorsi assortiti di oggi, fra i quali spiccano i cattolici tradizionalisti. Tanto per mettere le cose in chiaro, i destrorsi non hanno tutti i torti. E’ ormai evidente che l’ Unione Europea, il Governo americano di Obama e l’Onu si siano dati una missione: distruggere i popoli occidentali sia dal punto di vista morale sia dal punto di vista demografico. In missione “per conto di Satana”,  promuovono pratiche quali l’aborto e la fecondazione assistita, impongono l’ideologia di genere, attaccano frontalmente la distinzione stessa fra uomo e donna e infine favoriscono la diffusione di una visione nichilista che è brodo di coltura di tossicodipendenza e depressione. Quindi, i destrorsi cattolici e atei hanno ragione a non poterne più di questa Ue, questo governo americano e questa Onu. Tuttavia hanno torto marcio ad identificare la Ue, il governo americano e l’Onu con la Civiltà Occidentale. Gli organismo nazionali e sovranazionali che governano le nazioni occidentali sono ormai corpi estranei, nemici della Civiltà Occidentale, che è una civiltà intimamente cristiana da molteplici punti di vista (non starò qui a ripetere tutta la storia: rimando ai saggi di Rodney Stark e Thomas Woods). Non si dimentichi mai che, se è vero che le élite politiche e intellettuali degli Usa sono tutte “liberal” ossia atee-materialiste-anticristiane, il popolo americano è cristianissimo.  Secondo tutti i sondaggi, la percentuale degli americani che credono in Dio e frequentano qualche chiesa sfiora l’80%.

I destrorsi hanno torto marcio soprattutto nella Russia di Putin il baluardo della identità occidentale e della tradizione cristiana. No, no e no. In primo luogo, Putin è un ex agente – ateo materialista – del Kgb che si finge devoto ortodosso e difensore delle tradizioni (come se imprigionare qualche omosessuale significasse difendere delle tradizioni) solo per incantare gli “utili idioti” di destra delle altre nazioni. In secondo luogo, la Russia è tutto fuorché una nazione cristiana: meno della metà della popolazione russa autoctona si dichiara cristiana. E non sottovalutiamo il fatto che le organizzazioni criminali più potenti del mondo sono russe (la camorra napoletana e la mafia siciliana fanno ridere rispetto alla mafia russa). In terzo luogo, anche la vecchia compianta Russia pre-sovietica che Putin cerca di riesumare era sì cristiana, ma anti-cattolica. Gli amici cattolici dovrebbero sapere che gli ortodossi sono degli scismatici semi-eretici che nutrono un odio abissale verso la Chiesa di Roma. Sappiano inoltre che in passato gli ortodossi hanno perseguitato i cattolici, specialmente in Ucraina. Sappiano che Pietro il Grande, per dimostrare la sua devozione alla causa ortodossa, mentre si trovava in Ucraina entrò in una chiesa cattolica e con la sua spada decapitò il prete mentre stava celebrando l’eucarestia. Ancora vi stupite se gli ucraini non possono vedere i russi?

Ma quanto sono tolleranti ed ecumenici questi ortodossi! I cattolici che faticano a distinguere fra chiesa cattolica e Chiesa ortodossa, sappiano che, se la prima si basa sulla distinzione ferrea fra trono e altare (“Date a cesare quel che è di cesare e a dio quel che è di Dio”), invece la seconda attenua o cancella questa distinzione. Di fatto, la Chiesa ortodossa ha spesso fatto da piedistallo al potere politico. In altri termini, l’ortodossia è un piano inclinato verso la teocrazia. Lo zarismo era una semi-teocrazia. Mi sembra che oggi in Russia si stia verificando la fusione chimica fra quel che resta di del totalitarismo statalista sovietico e il nazionalismo teocratico ortodosso. Il totalitarismo è una teocrazia atea, la teocrazia è un totalitarismo religioso. Questa pericolosissima fusione chimica è accelerata dal revanscismo degli ex sovietici, desiderosi di vendicare di fronte al mondo l’orgoglio russo, ferito dolorosamente nel 1989, quando la superpotenza russa cadde su sé stesa come un sacco di patate. La Russia di oggi fa pensare alla Germania fra le due guerre: una nazione sconfitta che sognava di vendicarsi e che nel 1939 ci provò.

Il problema dei russi è che hanno una superbia smisurata: fin dai tempi di Tolstoj e Dostoesvskij si credono destinati a determinare e guidare in maniera messianica i destini del mondo intero. Hanno un po’ l’idea di essere una sorta di nuovo “popolo eletto” in competizione con quello ebraico. Solo chi non conosce bene la letteratura russa e anche certe correnti russe di fine ottocento può osare paragonare l’isterico, allucinatorio messianismo russo – che mescola in maniera sacrilega nazionalismo a sfondo razzista e fede cristiana – all’orgoglio patriottico americano. La missione che gli americani si son dati fin dai tempi dei Padri Fondatori è di insegnare la libertà al mondo intero, non di dominare il mondo intero. Invece la missione che i russi credono di avere è di guidare le sorti dell’universo come razza padrona benedetta dal Dio ortodosso.

Secondo me è proprio questa formidabile superbia e questa patologica auto-suggestione messianica che ha permesso anche la vittoria dei bolscevichi. I russi dalla fine dell’Ottocento vivevano nell’attesa di eventi grandiosi, che li avrebbero portati al centro dell’universo. Quando è arrivato Lenin, gli sono andati dietro perché credevano che fosse lui l’uomo del destino che avrebbe scatenato questo rinnovamento universale di segno russo. E in un certo senso, il comunismo ha castigato la loro superbia per ottant’anni. Ma adesso sono di nuovo liberi di combinare casini in giro per il mondo.

Certo, per il momento Putin rompe le scatole solo in Ucraina e nelle regioni confinanti, che sono abituate dai tempi di Pietro il grande a subire l’arroganza russa. Ma non vi sfugga ch ormai Putin ha messo insieme l’esercito più potente del mondo e organizza esercitazioni militari lungo i confini e per giunta (ho letto l’altro giorno) vuole installare basi russe in giro per il mondo, anche in Sud America. Quindi per il momento i russi rompono solo sui confini, ma in realtà non sappiamo che cosa stiano progettando. Voglio ricordare che nei bei tempi andati la Russia mirava espressamente anche a prendersi il Giappone. Perché mai, infatti, gli Usa sganciarono una bomba atomica su una nazione ormai stremata? Perché i servizi segreti avvertivano che Stalin stava progettando di mettere le mani sul Giappone, approfittando del fatto che era ridotto in macerie. L’unica mia consolazione è che comunque i russi sono naturalmente anti-islamici: non appena i paesi islamici cominceranno a rompere le scatole sul serio, l’armata rossa ci metterà poco ad asfaltarli.

Però so che è dura convincere i destrorsi di casa nostra che Putin non è un difensore dei valori cristiani. A questo punto, ho un consiglio da dare  loro: vadano in Russia, verifichino di persona se la Russia è davvero il “paradiso dei lavoratori” che immaginano.

Per il resto, pubblico le fotocopie di una chicca che ho trovato in casa: un libro di propaganda sovietica scritto in italiano, stampato nel 1948 in Unione Sovietica. Oggi come ieri, gli italiani abboccano facilmente alla propaganda confezionata a regola d’arte dai compagni russi. Ieri i russi raccontavano che la Russia era “il paradiso dei lavoratori”, e gli italiani ci credevano. Analogamente, oggi i russi ci raccontano che i rivoltosi di Kiev sono neo-nazisti aizzati, addestrati e stipendiati dall’Ue, e gli italiani ci credono in massa. Che pena.

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Per conoscere la vera situazione dell’Ucraina, superando la disinformtia russa, prego leggersi:

Contro la sbornia nordista per il compagno Vladimir

 

 

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