Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

FINE DEL CRISTIANESIMO, FINE DELLA SCIENZA

Ieri alle pagine 50-51 Repubblica è apparso un articolo interessantissimo su cui bisognerebbe riflettere: “Formidabili gli anni 70 della scienza. Ma ora che cosa ci inventiamo?” In sostanza, un ricercatore ha dimostrato che dopo gli anni 70 il progresso scientifico ha cominciato a rallentare. Sono state date diverse spiegazioni a questo fenomeno, ognuno si scelga la sua. Io ne propongo un’altra: negli anni immediatamente successivi alla contestazione del 68 c’è stata una rapida accelerazione del processo di secolarizzazione-scristianizzazione della società, già in atto da decenni. Ebbene, guarda caso, proprio in quegli anni il progresso toccò il suo apice e poi cominciò a rallentare. Evidentemente, la scristianizzazione non ha fatto bene al progresso scientifico.

Punto numero uno, per mandare avanti il progresso occorre avere fede nel fatto che l’universo abbia una struttura razionale. Ma l’ateismo, avendo negato l’esistenza di un Dio-Logos che ordina l’universo in maniera razionale, alla lunga finisce per non credere più nella possibilità stessa di fare scienza, che infatti oggi è attaccata da visioni nichiliste e insopportabili teorie del caos.

Punto numero due, per mandare avanti il progresso tecnologico bisogna prima mandare avanti il progresso scientifico. E per mandare avanti il progresso scientifico, occorre non soltanto avere fede nella razionalità dell’universo ma anche credere fermamente che la conoscenza in sé stessa, svincolata da ogni fine pratico, meramente utilitario, sia un bene in sé stessa e poi occorre avere una inclinazione alle virtù della pazienza e dell’abnegazione. Infatti, il percorso di conoscenza intrapreso di uno scienziato è irto di ostacoli. Per guadagnare un solo successo, lo scienziato deve sopportare una serie di insuccessi. Ma se nessun gli ha insegnato queste virtù, chi glielo fa fare allo scienziato di sopportare una vita di sacrifici? E chi gliele insegna queste virtù, se non la Chiesa? Se invece è impregnato della visione edonista inculcata dall’ateismo di massa, che ha distrutto una dopo l’altra tutte le virtù cristiane, lo scienziato mirerà soltanto ad ottenere risultati immediati e breve termine. Nel concreto, l’edonismo ateo trasformerà la scienza in una piccola scienza che mira solo al profitto, prostituendosi all’industria. Questa piccola scienza venale è ben rappresentata nel film di culto Blade Runner, laddove il capo della Tyrrel corporation dice: “Il business è il nostro scopo,  più umano dell’umano è il nostro motto”. Ebbene, oggi non siamo tanto lontani dalla Tyrrel Corporation. Infatti, oggi on abbiamo grandi scoperte scientifiche ma solo grandi invenzioni tecnologico-commerciali (dall’ipod all’ipad allo smartphone) e nuove tecniche per la manipolazione della vita (fecondazione assistita eccetera) finalizzate a soddisfare i desideri edonistici-egoistici degli individui (soprattutto il desiderio di figli sani e belli a tutti i costi). 

P. S. Quest’anno si commemora l’anniversario dello sbarco sulla Luna: l’ultima grande impresa scientifica basata su una grande visione della scienza e dell’uomo. Ebbene, non è affatto casuale che molti degli astronauti e molti scienziati che lavoravano al progetto Apollo (compreso Buzz Aldrin) fossero cristiani. Buzz Aldrin citava la Bibbia mentre era in orbita, mentre altri astronauti, nelle successive missioni, si confessarono e comunicarono prima di imbarcarsi.

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