Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Riprendiamoci Halloween 3 – La festa celtica di Samhain, satanisti e neopagani

Nel secolo XIX le dicerie puritane sulla natura pagana di Halloween spinsero molti studiosi a cercare le origini di questa festa fra le tradizioni celtiche. L’antropologo James Frazer (1854 – 1941) ipotizzò che nel secolo VIII dopo Cristo in Irlanda e Gran Bretagna fosse ancora viva la tradizione del capodanno celtico, che cadeva proprio il 1° novembre, e che Papa Gregorio III (731-741) avesse deciso di spostare Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre proprio per cristianizzare quella festa. Secondo Frazer e altri storici, i celti avrebbero creduto che il dio delle tenebre (Samhain) permettesse ai morti, confinati in un luogo paradisiaco, di ritornare sulla Terra durante la notte del 31 ottobre per divertirsi a fare scherzi e a spaventare i vivi. I festeggiamenti della notte di Samhain avrebbero avuto precisamente lo scopo di tenere alla larga i trapassati o in alternativa ingraziarseli. Questi storici narravano di folle variopinte di grandi e piccini che, indossando maschere mostruose e grottesche, si recavano in processione fuori di centri abitati, si radunavano attorno ad enormi falò di “Fuoco Sacro” e poi, alla fine di lunghi festeggiamenti, riponevano le braci ardenti del falò dentro rape e cipolle intagliate e se le portavano a casa, convinti che avrebbero tenuto alla larga gli spiriti dispettosi.

Halloween non ha mai goduto di buona reputazione nella sua terra d’origine. Gli studi che mettevano in relazione Halloween con la festa di Samhain non hanno contribuito a migliorarla. Dopotutto, non confermavano in pieno i pregiudizi puritani? E se era davvero una festa di natura pagana, perché non arricchirla con qualche eccitante storia di streghe, zucche indemoniate e case maledette? Alla fine dell’Ottocento qualcuno ebbe l’idea di mettere le streghe sulle cartoline d’auguri di Halloween e nel giro di poco tempo la notte della vigilia di Ognissanti fu nota come “la notte delle streghe” (fra parentesi, bisognerebbe informare i protestanti che ancora oggi calunniano il cattolicesimo tacciandolo di stregoneria che l’incendio della “caccia alle streghe” nacque e si sviluppò nei paesi protestanti e si estinse nei paesi cattolici proprio grazie alla Santa Inquisizione, come avrò modo di spiegare in un altro articolo). Analogamente la zucca intagliata e illuminata fu associata impropriamente dai commercianti di gadgets alla leggenda spuria di Jack O’ Lantern, su cui non vale la pena soffermarsi (per quanto riguarda la lotta puritana ad Hallowen e la ricerca di radici pagane vedi Father Steve Grunow, “Halloween and Catholicism”, World on fire).
A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso alcuni gruppi protestanti violentemente anti-cattolici hanno cominciato ad interpretare Halloween come una festa satanica. Secondo la loro propaganda, durante la famosa festa celtica di Samhain i pagani non si sarebbero limitati ad accendere qualche falò e magari ad immolare qualche animale, ma avrebbero compiuto sacrifici umani in onore del dio della morte, che altri non sarebbe che satana sotto mentite spoglie. Per farla breve, circa trenta anni fa questi fanatici anti-cattolici misero in giro la voce che durante la notte di Halloween sette occulte di satanisti offrirebbero sacrifici umani a satana e si darebbero da fare per diffondere nei luoghi in cui si festeggia Halloween dolciumi e bevande stregati, che avrebbero il potere di suscitare nel cuore delle ignare vittime una inspiegabile attrazione per i culti satanici e di spingerle alla tossicodipendenza e alla depressione. Più ancora dei dolcetti e delle bevande stregate, i fanatici anti-Halloween protestanti e cattolici temono la domanda: “Dolcetto o scherzetto?”. Secondo loro questa domanda apparentemente ironica non sarebbe altro che la versione moderna ed edulcorata dell’antica formula rituale usata dai sacerdoti celtici nell’ambito delle empie celebrazioni in onore di Samhain: “Sacrificio o maleficio?” Essi sostengono che la richiesta scherzosa di dolci in cambio di benevolenza sarebbe in realtà una preghiera a satana e pronunciarla ripetutamente significherebbe esporsi al rischio di possessione (per quanto riguarda la recente propaganda terroristica contro Halloween, ved Scott P. Richert, “Should Catholics celebrate Halloween?”, catholicism.about.com).
Paradossalmente, la propaganda anti-Halloween è riuscita a convincere i satanisti e i neopagani dell’associazione Wicca che la festa di Halloween spetti loro di diritto. E così da trenta anni a questa parte ogni 31 ottobre i satanisti celebrano il capodanno satanico mentre i neo-pagani celebrano il capodanno celtico. Ma nel complesso, i gruppi satanisti e pagani sono molto marginali. Tutti i satanisti e tutti i pagani messi insieme rappresentano una percentuale insignificante, prossima allo zero, della popolazione occidentale. Più che del satanismo, bisogna preoccuparsi del nichilismo ateo. Sebbene in Occidente atei e nichilisti siano ancora in minoranza rispetto a credenti ed agnostici, la cultura dominante è senza dubbio atea e nichilista. E infatti, a dispetto delle apparenze, oggi Halloween non è né una festa satanica né una festa pagana: è una festa atea e nichilista. La ricorrenza della vigilia di Ognissanti è diventata un pretesto per organizzare feste mascherate di gusto macabro fini a sé stesse, in cui i richiami alle realtà soprannaturali scompaiono per fare posto a richiami ad un immaginario horror molto degradato, che trasuda di una violenza e un sadismo che sono implicitamente satanici.
In conclusione, le uniche vere vittime della propaganda anti-Halloween, che è una propaganda anti-cattolica, sono i cattolici stessi. Plagiati da questa propaganda, la maggior parte dei cattolici americani ripudiano una festa di cui invece dovrebbero andare fieri. I protestanti anti-cattolici sono riusciti a rubare ai cattolici americani la loro più tipica festa e l’hanno consegnata in pacco dono ai pagani, ai satanisti e ai nichilisti. Non sarebbe male se i cattolici americani cercassero di riprendersela. Ma se vogliono riuscirci, la prima cosa che devono fare è sgombrare il campo una volta per tutte dalle ricostruzioni fantasiose della festa di Samhain fornite dagli storici romantici, che sono più vicine all’immaginario della letteratura fantasy pseudo-celtica (tipo Le Nebbie di Avalon) che alla realtà storica. E’ vero che la Chiesa nel Medioevo usava cristianizzare le feste pagane e, più in generale, valorizzava tutto il buono che c’era nelle culture pagane. Ma la festa di Samhain non era come ce l’hanno descritta certi storici ottocenteschi troppo inclini alle fantasticherie romantiche. Di recente Ronald Hutton, studioso dei fenomeni di neopaganesimo, ha dimostrato che non ci sono prove che Samhain avesse a che fare col culto dei morti. Con ogni evidenza nella notte compresa fra il 31 ottobre e il 1° novembre i celti festeggiavano un capodanno minore, che segnava il passaggio dall’estate all’inverno e quindi la fine del periodo della mietitura. Probabilmente da Samhain derivano certe feste del raccolto che fino a poco tempo fa sopravvivevano nelle campagne europee. Solo più tardi, quando il Cristianesimo si era pienamente affermato, in Irlanda si diffusero leggende sugli spiriti dei morti che tornavano a fare visita ai vivi fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Alla luce del Cristianesimo, il tema del passaggio dall’estate all’inverno si collegò al tema del passaggio dalla vita alla morte. Secondol’Oxford Dictionary of English folklore: «Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane.» Appare dunque priva di fondamento anche la tesi, sostenuta sempre da Frazer, che il Papa avesse spostato la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre proprio per sovrapporla alla festa di Samhain. Infatti non ci sono prove che qualcuno avesse informato il Papa dell’esistenza di questa festa pagana, che oltretutto sembra non si celebrasse più da secoli.
(continua)

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