Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Riprendiamoci Halloween 5 – I gargoyles e il significato dell’horror

Rispetto ai costumi e alle maschere tradizionali del Carnevale, quelli di Halloween sono molto più macabri e spaventosi. Si potrebbe dire che discendano direttamente dal popolo di demoni dalle fattezze bestiali che ornano le pagine dei libri medievali e dai gargoyles: mostri di pietra che, attaccati ai canali di scolo che circondano i muri esterni delle cattedrali medievali, sputano l’acqua piovana dalla bocca. I gargoyles sono creature fantastiche, ibride, polimorfe, spaventose, uscite direttamente fuori dalle profondità dell’inconscio popolare.

Certo, oggi ad Halloween non si parla più di anime purganti, di diavolo e di Dio. Non si esorcizza più la paura del diavolo e della morte alla luce della redenzione. Al massimo si esorcizzano le paure più profonde, prendendosi allegramente gioco di tutte le cose che ci fanno paura fin da quando siamo bambini: i mostri, le streghe, i ragni, eccetera. Ad Halloween ci si maschera da “mostri” paurosi per esorcizzare le proprie paure diventando noi stessi “paurosi”. Halloween è oggi il tempo in cui si esprimono liberamente in forma fantastica le paure che si annidano nei livelli profondi dell’inconscio.
Era inevitabile che nel repertorio dei mostri di Halloween entrassero anche i personaggi della letteratura e del cinema horror, in misura minore anche quelli dei fumetti. Infatti, ogni epoca ha il suo immaginario, e quello della nostra epoca si manifesta nei prodotti della cultura di massa. E’ vero che Halloween non è la notte delle streghe, ma le maschere e i costumi di streghe ci stanno bene, perché le streghe appartengono al repertorio delle cose che ci spaventavano dai bambini. Nel nostro inconscio c’è sempre la paura della strega. E ben vengano anche le maschere dei vampiri, degli zombi, del mostro di Frankenstein eccetera. E siccome tutti abbiamo una ripugnanza istintiva per i ragni e i pipistrelli, ben vengano ragni e pipistrelli di cioccolato a decorare, come i gargoyles sulle cattedrali, i tipici dolci americani di Halloween.
In conclusione, è vero che oggi i nichilisti e, in misura molto minore, i satanisti e i neo-pagani si sono appropriati di questa festa dell’immaginazione cristiana, corrompendola. Ma allora che facciamo: gliela lasciamo a loro? Gliela diamo vinta così? Non è meglio cercare di riprendercela, restituendole il suo significato originario? E a dispetto delle apparenze, l’immaginario horror romantico che si è appropriato di Halloween gioca a nostro favore.
Dunque, il popolo di personaggi macabri che sono entrati di recente nel mondo immaginario di Halloween provengono prevalentemente dalla letteratura e dal cinema horror. Certo, c’è horror e horror. L’horror romantico (quello di scrittori come Edgar Allan Poe, Ernst Hoffmann, Bram Stocker) è molto diverso dall’horror sadico e nichilista che oggi va per la maggiore. Se quest’ultimo ha qualche cosa di implicitamente satanico (perché la violenza è sempre satanica, anche se non necessariamente legata a culti satanisti), invece l’horror romantico è agli antipodi del satanismo, è anzi intimamente cristiano. Dracula ad esempio è un “seduttore” demoniaco di fanciulle che può essere allontanato brandendo una croce. Chi dubitasse della fede cristiana di Poe, dovrebbe leggere la poesia Ad una in paradiso e il racconto Il gatto nero, in cui lo scrittore denuncia con incredibile lucidità il gusto del male che c’è nel cuore di ogni uomo. Dopotutto, anche l’Inferno di Dante può essere considerato vicino al genere horror. I grandi autori horror non mirano ad esaltare ma, al contrario, a suscitare la paura del male delle potenze demoniache. Infatti, nei racconti horror romantici sono quasi sempre presenti elementi soprannaturali di pura fantasia (fantasmi, spiriti, non morti eccetera) che, indirettamente, alludono al soprannaturale negativo. Dario Argento, che ha donato al mondo due capolavori di horror romantico comeSuspiria e Inferno, in una intervista ha dichiarato che lui fa il cinema horror perché crede in Dio e quindi ha paura del diavolo (cfr. Claudio Pollastri, “Vado a Messa ma vivo tra spettri e lupi”, Studi Cattolici, n° 616, giugno 2012).
Da un certo punto di vista, anche i racconti horror hanno una funzione educativa: insegnano che il mondo è un posto pericoloso pieno di gente pronta a fare del male a causa del Principe di questo mondo. Ma Cristo lo ha sconfitto. A proposito dei demoni e mostri, mi viene in mente un brano da Kristin figlia di Lavransdi Sigrid Undset. Contemplando un dipinto che raffigura una santa alle prese con un drago, Kristin dice: «Mi pare che il drago sia molto piccolo (…) non sembra in grado di potere ingoiare la Vergine.» E il frate che l’ha dipinto risponde: «E infatti non c’è riuscito. Eppure non era più grande di così. I draghi e tutti gli strumenti del diavolo ci sembrano grandi finché la paura ci possiede, ma se una creatura aspira a Dio con tutta l’anima sua fino a potersi avvicinare alla sua potenza, la forza del diavolo di colpo viene abbattuta, tanto che i suoi strumenti diventano piccoli e impotenti. I draghi e gli spiriti malvagi sprofondano e non sono più grandi di rane, di gatti e di cornacchie

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