Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Perché la fatwa laicista contro Kamel Daoud è una fatwa contro tutti noi

Febbraio 27, 2016 Giovanna Jacob

Cosa si nasconde dietro la giustificazione incondizionata di ogni stortura della cultura islamica a parte della sinistra (ex) marxista divenuta relativista

Caro direttore, lo scorso 12 febbraio, sulle pagine di Le Monde, 19 intellettuali francesi hanno lanciato una sorta di fatwa laicista contro lo scrittore algerino Kamel Daoud, che pochi giorni prima, in un articolo apparso sullo stesso Le Monde e sul New York Times, aveva cercato di spiegare, con estremo garbo, perché i maschi musulmani fanno molta fatica ad avere un rapporto equilibrato con le donne, specialmente con quelle libere. Nel testo della fatwa si legge: «Pur affermando di voler decostruire caricature promosse dalla “destra” e dalla “estrema destra”, l’autore ricicla i cliché orientalisti più banali.»
Davvero un gran bel paradosso: degli intellettuali occidentali accusano un intellettuale musulmano di calunniare i musulmani. Sospetto che la maggior parte degli intellettuali che oggi si dedicano con zelo gesuitico alla “caccia agli islamofobi”, non meno superstiziosa dell’antica caccia alle streghe, siano gli stessi che negli anni Sessanta occupavano le università e negli anni Settanta occupavano, una dopo l’altra, tutte le cattedre universitarie e tutte le redazioni dei media, come Gramsci comanda.

Questi rivoluzionari in pantofole, che cianciavano di “abbattere la borghesia” e “riscattare il proletariato” sorseggiando Martini nei salotti che contano, hanno potuto condurre fino ad oggi una raffinata esistenza borghese grazie all’aborrita economia liberal-capitalista e grazie ai soldi dei contribuenti “borghesi” (ne uccidono più i finanziamenti alla stampa che la stampa medesima). Dall’alto dei suoi 91 anni, uno di questi borghesissimi anti-borghesi si permette il lusso di dire quello che ha sempre pensato veramente dei “proletari” che voleva riscattare: «Gli uomini hanno bisogni primari come gli animali. E i poveri, salvo pochissimi, non hanno bisogni secondari». Un paio di anni fa si è saputo che in privato il rivoluzionario al caviale che abita all’Eliseo si riferisce ai poveri come agli “sdentati” (…)

Continua qui:

http://www.tempi.it/perche-la-fatwa-laicista-contro-kamel-daoud-e-una-fatwa-contro-tutti-noi#.VtGsppzhDIU

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