Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

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Dal divorzio all’aborto fino alla #Cirinnà

giovedì 11 febbraio 2016

 

Il testo sulle cosiddette “unioni civili” (Ddl Cirinnà), di cui il 26 gennaio è cominciato l’iter al Senato, appare come figlio legittimo della legge sul divorzio (introdotta in Italia nel 1970) e della legge sull’aborto (introdotta in Italia nel 1978). Da quando il matrimonio ha cessato di essere indissolubile, la maggior parte delle persone ha cominciato a pensare che l’uomo e la donna abbiano ragione di stare insieme solo fin quando “si amano” nel senso più sentimentale del termine (come vedremo meglio in seguito). Perché, dunque, due persone dello stesso sesso che “si amano” non potrebbero contrarre il matrimonio o qualcosa che gli somiglia (l’unione civile)? E infatti il Ddl Cirinnà equipara le unioni omosessuali alle unioni eterosessuali. Da quando è lecito abortire, la maggior parte delle persone guarda ai bambini in formazione (embrioni e feti) non più come a persone sacre e inviolabili ma come a cose che possono essere tolte di mezzo. Ma se è lecito toglierli di mezzo, perché non dovrebbe essere lecito anche “produrli” con ogni mezzo, anche il più innaturale, come la fecondazione assistita e l’utero in affitto? E infatti, il Ddl Cirinnà potrebbe spianare la strada prima alla legalizzazione della cosiddetta adozione gay e poi anche alla legalizzazione dell’utero in affitto.

 

Continua:

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Charlie Hebdo: no al laicismo autoritario

Mio articolo apparso oggi su Cultura Cattolica:

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Riprendiamoci Halloween 5 – I gargoyles e il significato dell’horror

Rispetto ai costumi e alle maschere tradizionali del Carnevale, quelli di Halloween sono molto più macabri e spaventosi. Si potrebbe dire che discendano direttamente dal popolo di demoni dalle fattezze bestiali che ornano le pagine dei libri medievali e dai gargoyles: mostri di pietra che, attaccati ai canali di scolo che circondano i muri esterni delle cattedrali medievali, sputano l’acqua piovana dalla bocca. I gargoyles sono creature fantastiche, ibride, polimorfe, spaventose, uscite direttamente fuori dalle profondità dell’inconscio popolare.

Certo, oggi ad Halloween non si parla più di anime purganti, di diavolo e di Dio. Non si esorcizza più la paura del diavolo e della morte alla luce della redenzione. Al massimo si esorcizzano le paure più profonde, prendendosi allegramente gioco di tutte le cose che ci fanno paura fin da quando siamo bambini: i mostri, le streghe, i ragni, eccetera. Ad Halloween ci si maschera da “mostri” paurosi per esorcizzare le proprie paure diventando noi stessi “paurosi”. Halloween è oggi il tempo in cui si esprimono liberamente in forma fantastica le paure che si annidano nei livelli profondi dell’inconscio.
Era inevitabile che nel repertorio dei mostri di Halloween entrassero anche i personaggi della letteratura e del cinema horror, in misura minore anche quelli dei fumetti. Infatti, ogni epoca ha il suo immaginario, e quello della nostra epoca si manifesta nei prodotti della cultura di massa. E’ vero che Halloween non è la notte delle streghe, ma le maschere e i costumi di streghe ci stanno bene, perché le streghe appartengono al repertorio delle cose che ci spaventavano dai bambini. Nel nostro inconscio c’è sempre la paura della strega. E ben vengano anche le maschere dei vampiri, degli zombi, del mostro di Frankenstein eccetera. E siccome tutti abbiamo una ripugnanza istintiva per i ragni e i pipistrelli, ben vengano ragni e pipistrelli di cioccolato a decorare, come i gargoyles sulle cattedrali, i tipici dolci americani di Halloween.
In conclusione, è vero che oggi i nichilisti e, in misura molto minore, i satanisti e i neo-pagani si sono appropriati di questa festa dell’immaginazione cristiana, corrompendola. Ma allora che facciamo: gliela lasciamo a loro? Gliela diamo vinta così? Non è meglio cercare di riprendercela, restituendole il suo significato originario? E a dispetto delle apparenze, l’immaginario horror romantico che si è appropriato di Halloween gioca a nostro favore.
Dunque, il popolo di personaggi macabri che sono entrati di recente nel mondo immaginario di Halloween provengono prevalentemente dalla letteratura e dal cinema horror. Certo, c’è horror e horror. L’horror romantico (quello di scrittori come Edgar Allan Poe, Ernst Hoffmann, Bram Stocker) è molto diverso dall’horror sadico e nichilista che oggi va per la maggiore. Se quest’ultimo ha qualche cosa di implicitamente satanico (perché la violenza è sempre satanica, anche se non necessariamente legata a culti satanisti), invece l’horror romantico è agli antipodi del satanismo, è anzi intimamente cristiano. Dracula ad esempio è un “seduttore” demoniaco di fanciulle che può essere allontanato brandendo una croce. Chi dubitasse della fede cristiana di Poe, dovrebbe leggere la poesia Ad una in paradiso e il racconto Il gatto nero, in cui lo scrittore denuncia con incredibile lucidità il gusto del male che c’è nel cuore di ogni uomo. Dopotutto, anche l’Inferno di Dante può essere considerato vicino al genere horror. I grandi autori horror non mirano ad esaltare ma, al contrario, a suscitare la paura del male delle potenze demoniache. Infatti, nei racconti horror romantici sono quasi sempre presenti elementi soprannaturali di pura fantasia (fantasmi, spiriti, non morti eccetera) che, indirettamente, alludono al soprannaturale negativo. Dario Argento, che ha donato al mondo due capolavori di horror romantico comeSuspiria e Inferno, in una intervista ha dichiarato che lui fa il cinema horror perché crede in Dio e quindi ha paura del diavolo (cfr. Claudio Pollastri, “Vado a Messa ma vivo tra spettri e lupi”, Studi Cattolici, n° 616, giugno 2012).
Da un certo punto di vista, anche i racconti horror hanno una funzione educativa: insegnano che il mondo è un posto pericoloso pieno di gente pronta a fare del male a causa del Principe di questo mondo. Ma Cristo lo ha sconfitto. A proposito dei demoni e mostri, mi viene in mente un brano da Kristin figlia di Lavransdi Sigrid Undset. Contemplando un dipinto che raffigura una santa alle prese con un drago, Kristin dice: «Mi pare che il drago sia molto piccolo (…) non sembra in grado di potere ingoiare la Vergine.» E il frate che l’ha dipinto risponde: «E infatti non c’è riuscito. Eppure non era più grande di così. I draghi e tutti gli strumenti del diavolo ci sembrano grandi finché la paura ci possiede, ma se una creatura aspira a Dio con tutta l’anima sua fino a potersi avvicinare alla sua potenza, la forza del diavolo di colpo viene abbattuta, tanto che i suoi strumenti diventano piccoli e impotenti. I draghi e gli spiriti malvagi sprofondano e non sono più grandi di rane, di gatti e di cornacchie

Riprendiamoci Halloween 4 – Il Carnevale cattolico, festa di “pazzia” ma non di immoralità

La verità è che Halloween non ha radici pagane. Le origini di questa festa devono essere cercate molto più a sud che in Irlanda, precisamente a Roma. L’unica ragione per cui ancora oggi in Nord America la gente si maschera e fa baldoria la notte del 31 ottobre è che molti secoli prima della scoperta dell’America, in un primo novembre del secolo VIII, un Papa consacrò una cappella della basilica di san Pietro a tutti i santi, e decise che ogni primo novembre nella città di Roma si festeggiasse la festa di Ognissanti. Un secolo più tardi (835), il re franco Luigi il Pio decretò, su richiesta di papa Gregorio IV, che ogni primo novembre si festeggiasse Ognissanti in tutti i territori carolingi.
E la vigilia di Ognissanti? Bisogna tenere presente che in origine, i cristiani festeggiavano tutte le vigilie delle feste liturgicamente importanti, non solo la vigilia di Natale. Con ogni probabilità la vigilia di Ognissanti era festeggiata in tutta Europa, non solo in Irlanda, anche se è qui che si formò il primo germe della festa di Halloween come la conosciamo oggi. E con ogni probabilità, leggende popolari su apparizioni di anime purganti e di demoni nei giorni dei santi e dei morti esistevano in tutta Europa, non solo in Irlanda (come si è accennato, leggende di questo tipo si tramandano ancora in certe zone d’Italia). Sicuramente queste leggende non avevano alcuna seria giustificazione teologica (l’idea che in certi momenti speciali la barriera fra aldilà e aldiquà diventi più sottile appartiene piuttosto alla cultura esoterica) e tuttavia affondano le loro radici proprio nella teologia cattolica. In altri termini erano certamente leggende, ma leggende cristiane. Le storie di morti e demoni a passeggio fra i vivi avevano un indubitabile valore pedagogico: in primo luogo invitavano i fedeli a pregare per le anime dei defunti, in secondo luogo li aiutavano a non dimenticare che anche loro un giorno sarebbero stati defunti (“memento mori”), in terzo luogo li invitavano a temere gli inganni e le seduzioni del tentatore.
Qualcuno potrebbe obiettare che, se queste leggende potevano cristianamente avere qualche senso, invece non si capisce che senso possa avere, dal punto di vista cristiano, una festa come quella di Halloween. Non bastava tenersi queste istruttive leggende? C’era proprio bisogno di costruirci attorno una festa mascherata piena di dolcetti e scherzetti? Fare festa significa anche ridere e scherzare. Ha senso ridere e scherzare della vita, della morte e di tutte le cose più serie? Ebbene sì, per la Chiesa ha senso. Non a caso, fin dalle origini la Chiesa ha stabilito che tutti i giorni santi siano anche giorni di festa: non soltanto giorni in cui si va a messa, ma giorni in cui ci si diverte in compagnia seguendo precisi rituali, che variano di festa in festa. Così ad esempio ancora oggi a Natale ci si scambiano doni, all’Epifania i bambini ricevono le calze piene di dolci e carbone di zucchero, alla vigilia del mercoledì delle ceneri ci si maschera e a Pasqua si rompono le uova di cioccolato. Consideriamo che nelle epoche più cristiane di feste legate al calendario liturgico ce ne erano molte di più di quelle che sopravvivono a stento oggi. Se i puritani guardavano con sospetto alle feste e in generale a tutte le forme di divertimento, per i cattolici invece ogni occasione era buona per fare festa. Infatti, il Cristianesimo cattolico romano è una religione festosa, che invita a guardare con ottimismo alla vita. Il cattolico è ottimista anche quando fa i conti con i lati oscuri della vita (il peccato, il dolore, la morte) perché sa che Cristo li ha sconfitti. Quindi il cattolico può festeggiare, ridere e scherzare anche pensando alla morte e al diavolo: ed eccoci ad Halloween. Insomma, Halloween è una festa nata per esorcizzare la paura della morte e del diavolo. Perché temerli, se Cristo li ha sconfitti entrambi? E spiace davvero che ai moderni crociati anti-Halloween una festa nata per celebrare la vittoria di Cristo sul demonio appaia proprio come una festa in onore del demonio.
Si è detto che in origine si festeggiavano non soltanto i giorni liturgicamente importanti ma anche le vigilie. Che forma potevano avere concretamente le feste di vigilia? Probabilmente, erano tutte simili alla più famosa festa di vigilia: il martedì grasso, festa della vigilia del mercoledì delle ceneri. Bisogna denunciare che in Italia la propaganda anti-Halloween sta partorendo una propaganda anti-carnevale. I troppi cattolici plagiati dalla propaganda anti-Halloween che viene dagli Usa cominciano a guardare con sospetto alla più nostrana delle nostre feste. Il loro ragionamento è semplice: se Halloween è una festa pagana malamente tinteggiata di cristianesimo, tanto più allora deve esserlo il carnevale, che in origine si sovrapponeva ai Saturnalia orgiastici dell’antichità romana. Nelle loro prediche contro la festa che viene dagli Usa, gli zelanti crociati anti-Halloween cominciano ad infilarci frecciatine avvelenate contro il giovedì grasso e il martedì grasso, che essi descrivono come giorni consacrati al vizio e al peccato. Secondo la loro fantasiosa interpretazione, il carnevale sarebbe la continuazione sotto mentite spoglie degli antichi Saturnalia: all’inizio del Medio Evo, per rendere meno pesanti le privazioni della Quaresima, il Papa avrebbe concesso controvoglia alle genti romane, non ancora pienamente cristianizzate, il permesso di sfogare impunemente i loro bassi istinti negli stessi giorni in cui un tempo si festeggiavano i Saturnalia.
In realtà il carnevale cristiano non è la continuazione sotto mentite spoglie dei Saturnalia: è una radicale alternativa, priva di aspetti orgiastici, ai Saturnalia. Nella tradizione medievale, il carnevale non era il tempo delle orge ma il tempo della “pazzia”: «Semel in anno licet insanire». Durante i festeggiamenti si ballava, ci si facevano scherzi e si ci si burlava dei potenti e degli ecclesiastici. Come in tutte le feste, anche a carnevale c’era gente che si abbandonava agli eccessi viziosi: ma così facendo tradivano lo spirito autentico del carnevale. In epoca illuminista il carnevale, specialmente nella Venezia di Goldoni e Casanova, si tinse di libertinaggio sessuale. Si narra che, nascosti dai costumi e dalle maschere, che garantivano l’anonimato, le persone più maliziose ne approfittassero per abbandonarsi impunemente ad avventure pre-matrimoniali ed extraconiugali. La cattiva fama assunta dal carnevale veneziano non fece che rafforzare i pregiudizi puritani su questa festa cattolica, che in terra americana sopravviveva solo a New Orleans. Ma il libertinaggio sessuale appartiene all’illuminismo, non al carnevale. Infatti durante il tempo della “pazzia”, si sospendevano momentaneamente le convenzioni sociali, ma non le regole della morale. Se nei giorni normali non è moralmente lecito fornicare, non lo è neppure nel giorno della pazzia. Se invece nei giorni normali si rispettano le autorità laiche e religiose, nel giorno della pazzia è lecito deriderle. Se nei giorni normali non sta bene indossare costumi eccentrici (a meno che non si desideri espressamente essere derisi) ed è tassativamente vietato coprirsi il volto (se lo fai, oggi rischi di farti fermare dalla polizia), nel giorno della pazzia invece è tassativo fare queste cose. E poi il giorno successivo, quando si celebra l’eucarestia, la pazzia deve cessare e bisogna tornare alla routine quotidiana. Come il martedì grasso precede il mercoledì delle ceneri, così Halloween precede la festa dei santi. Halloween è un piccolo carnevale nel cuore dell’autunno. Come a carnevale, ad Halloween «licet insanire».
Tanto il carnevale di fine inverno quanto il carnevale di fine estate sono soprattutto feste mascherate. Se togli i costumi e le maschere, che ne resta? Sia detto ancora una volta che costumi e maschere non sono il lasciapassare per commettere liberamente atti immorali (questo pregiudizio puritano sulle maschere di carnevale è stato rilanciato da Stanley Kubrick nel filmEyes wide shut, in cui i partecipanti ad una specie di orgia satanica coprono il volto con le caratteristiche maschere della tradizione veneziana). Costumi e maschere sono prodotti dell’immaginazione fantastica, e indossarli significa entrare – nel breve tempo concesso dal calendario liturgico alla “pazzia” – in una dimensione fantastica. Credo non sia mai stato sottolineato abbastanza questo fondamentale carattere fantastico e onirico del carnevale cattolico.
(continua)

Riprendiamoci Halloween 3 – La festa celtica di Samhain, satanisti e neopagani

Nel secolo XIX le dicerie puritane sulla natura pagana di Halloween spinsero molti studiosi a cercare le origini di questa festa fra le tradizioni celtiche. L’antropologo James Frazer (1854 – 1941) ipotizzò che nel secolo VIII dopo Cristo in Irlanda e Gran Bretagna fosse ancora viva la tradizione del capodanno celtico, che cadeva proprio il 1° novembre, e che Papa Gregorio III (731-741) avesse deciso di spostare Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre proprio per cristianizzare quella festa. Secondo Frazer e altri storici, i celti avrebbero creduto che il dio delle tenebre (Samhain) permettesse ai morti, confinati in un luogo paradisiaco, di ritornare sulla Terra durante la notte del 31 ottobre per divertirsi a fare scherzi e a spaventare i vivi. I festeggiamenti della notte di Samhain avrebbero avuto precisamente lo scopo di tenere alla larga i trapassati o in alternativa ingraziarseli. Questi storici narravano di folle variopinte di grandi e piccini che, indossando maschere mostruose e grottesche, si recavano in processione fuori di centri abitati, si radunavano attorno ad enormi falò di “Fuoco Sacro” e poi, alla fine di lunghi festeggiamenti, riponevano le braci ardenti del falò dentro rape e cipolle intagliate e se le portavano a casa, convinti che avrebbero tenuto alla larga gli spiriti dispettosi.

Halloween non ha mai goduto di buona reputazione nella sua terra d’origine. Gli studi che mettevano in relazione Halloween con la festa di Samhain non hanno contribuito a migliorarla. Dopotutto, non confermavano in pieno i pregiudizi puritani? E se era davvero una festa di natura pagana, perché non arricchirla con qualche eccitante storia di streghe, zucche indemoniate e case maledette? Alla fine dell’Ottocento qualcuno ebbe l’idea di mettere le streghe sulle cartoline d’auguri di Halloween e nel giro di poco tempo la notte della vigilia di Ognissanti fu nota come “la notte delle streghe” (fra parentesi, bisognerebbe informare i protestanti che ancora oggi calunniano il cattolicesimo tacciandolo di stregoneria che l’incendio della “caccia alle streghe” nacque e si sviluppò nei paesi protestanti e si estinse nei paesi cattolici proprio grazie alla Santa Inquisizione, come avrò modo di spiegare in un altro articolo). Analogamente la zucca intagliata e illuminata fu associata impropriamente dai commercianti di gadgets alla leggenda spuria di Jack O’ Lantern, su cui non vale la pena soffermarsi (per quanto riguarda la lotta puritana ad Hallowen e la ricerca di radici pagane vedi Father Steve Grunow, “Halloween and Catholicism”, World on fire).
A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso alcuni gruppi protestanti violentemente anti-cattolici hanno cominciato ad interpretare Halloween come una festa satanica. Secondo la loro propaganda, durante la famosa festa celtica di Samhain i pagani non si sarebbero limitati ad accendere qualche falò e magari ad immolare qualche animale, ma avrebbero compiuto sacrifici umani in onore del dio della morte, che altri non sarebbe che satana sotto mentite spoglie. Per farla breve, circa trenta anni fa questi fanatici anti-cattolici misero in giro la voce che durante la notte di Halloween sette occulte di satanisti offrirebbero sacrifici umani a satana e si darebbero da fare per diffondere nei luoghi in cui si festeggia Halloween dolciumi e bevande stregati, che avrebbero il potere di suscitare nel cuore delle ignare vittime una inspiegabile attrazione per i culti satanici e di spingerle alla tossicodipendenza e alla depressione. Più ancora dei dolcetti e delle bevande stregate, i fanatici anti-Halloween protestanti e cattolici temono la domanda: “Dolcetto o scherzetto?”. Secondo loro questa domanda apparentemente ironica non sarebbe altro che la versione moderna ed edulcorata dell’antica formula rituale usata dai sacerdoti celtici nell’ambito delle empie celebrazioni in onore di Samhain: “Sacrificio o maleficio?” Essi sostengono che la richiesta scherzosa di dolci in cambio di benevolenza sarebbe in realtà una preghiera a satana e pronunciarla ripetutamente significherebbe esporsi al rischio di possessione (per quanto riguarda la recente propaganda terroristica contro Halloween, ved Scott P. Richert, “Should Catholics celebrate Halloween?”, catholicism.about.com).
Paradossalmente, la propaganda anti-Halloween è riuscita a convincere i satanisti e i neopagani dell’associazione Wicca che la festa di Halloween spetti loro di diritto. E così da trenta anni a questa parte ogni 31 ottobre i satanisti celebrano il capodanno satanico mentre i neo-pagani celebrano il capodanno celtico. Ma nel complesso, i gruppi satanisti e pagani sono molto marginali. Tutti i satanisti e tutti i pagani messi insieme rappresentano una percentuale insignificante, prossima allo zero, della popolazione occidentale. Più che del satanismo, bisogna preoccuparsi del nichilismo ateo. Sebbene in Occidente atei e nichilisti siano ancora in minoranza rispetto a credenti ed agnostici, la cultura dominante è senza dubbio atea e nichilista. E infatti, a dispetto delle apparenze, oggi Halloween non è né una festa satanica né una festa pagana: è una festa atea e nichilista. La ricorrenza della vigilia di Ognissanti è diventata un pretesto per organizzare feste mascherate di gusto macabro fini a sé stesse, in cui i richiami alle realtà soprannaturali scompaiono per fare posto a richiami ad un immaginario horror molto degradato, che trasuda di una violenza e un sadismo che sono implicitamente satanici.
In conclusione, le uniche vere vittime della propaganda anti-Halloween, che è una propaganda anti-cattolica, sono i cattolici stessi. Plagiati da questa propaganda, la maggior parte dei cattolici americani ripudiano una festa di cui invece dovrebbero andare fieri. I protestanti anti-cattolici sono riusciti a rubare ai cattolici americani la loro più tipica festa e l’hanno consegnata in pacco dono ai pagani, ai satanisti e ai nichilisti. Non sarebbe male se i cattolici americani cercassero di riprendersela. Ma se vogliono riuscirci, la prima cosa che devono fare è sgombrare il campo una volta per tutte dalle ricostruzioni fantasiose della festa di Samhain fornite dagli storici romantici, che sono più vicine all’immaginario della letteratura fantasy pseudo-celtica (tipo Le Nebbie di Avalon) che alla realtà storica. E’ vero che la Chiesa nel Medioevo usava cristianizzare le feste pagane e, più in generale, valorizzava tutto il buono che c’era nelle culture pagane. Ma la festa di Samhain non era come ce l’hanno descritta certi storici ottocenteschi troppo inclini alle fantasticherie romantiche. Di recente Ronald Hutton, studioso dei fenomeni di neopaganesimo, ha dimostrato che non ci sono prove che Samhain avesse a che fare col culto dei morti. Con ogni evidenza nella notte compresa fra il 31 ottobre e il 1° novembre i celti festeggiavano un capodanno minore, che segnava il passaggio dall’estate all’inverno e quindi la fine del periodo della mietitura. Probabilmente da Samhain derivano certe feste del raccolto che fino a poco tempo fa sopravvivevano nelle campagne europee. Solo più tardi, quando il Cristianesimo si era pienamente affermato, in Irlanda si diffusero leggende sugli spiriti dei morti che tornavano a fare visita ai vivi fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Alla luce del Cristianesimo, il tema del passaggio dall’estate all’inverno si collegò al tema del passaggio dalla vita alla morte. Secondol’Oxford Dictionary of English folklore: «Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane.» Appare dunque priva di fondamento anche la tesi, sostenuta sempre da Frazer, che il Papa avesse spostato la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre proprio per sovrapporla alla festa di Samhain. Infatti non ci sono prove che qualcuno avesse informato il Papa dell’esistenza di questa festa pagana, che oltretutto sembra non si celebrasse più da secoli.
(continua)

Riprendiamoci Halloween 2 – Le origini della Festa nel Nuovo Mondo

LE ORIGINI DI HALLOWEEN

Ma esaminiamo le origini della festa più odiata dai cattolici italiani. Nel secolo VII, la festa di Ognissanti si festeggiava il giorno dell’anniversario della consacrazione della chiesa di Santa Maria ai Martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610. Un secolo dopo, Papa Gregorio III (731-741) decise di spostare la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre, giorno dell’anniversario della dedicazione di una cappella di San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. La festa del 2 novembre, dedicata alla preghiera per le anime di tutti i fedeli defunti, sarebbe apparsa più di un secolo dopo. Infatti, fu istituita nel 998 da S. Odilo, abate del potente monastero di Cluny nel sud della Francia, e presto si diffuse in tutta Europa.
Dunque il 1° novembre si festeggiavano le anime del Paradiso mentre il 2 novembre si pregava per quelle del Purgatorio. E le anime dannate? I contadini irlandesi non si erano dimenticati di loro. Durante la notte della vigilia di Ognissanti accendevano delle candele dentro delle rape svuotate e intagliate e battevano rumorosamente su pentole e padelle. Mentre le rape illuminate alludevano simbolicamente alle anime bloccate nel Purgatorio, il gesto di battere pentole e padelle era dedicato proprio alle anime dannate.
Alcuni secoli dopo (secolo XIV) in Francia nacque l’usanza di inscenare la “danza macabra” ogni 2 novembre: figuranti mascherati con costumi che rappresentavano vari tipi umani della società dell’epoca (dai contadini ai re, dagli artigiani ai cavalieri, dai preti ai papi eccetera) venivano condotti alla tomba da un figurante mascherato da morte oppure da diavolo. Nell’arte del cosiddetto “autunno del Medioevo” abbondano le raffigurazioni della danza macabra. Ce n’è una molto bella e molto importante nel Camposanto di Pisa. Queste immagini pittoriche, in cui gli artisti si compiacevano di inserire particolari macabri (scheletri, cadaveri infestati dai vermi eccetera), avevano una funzione educativa: ricordavano a grandi e piccini che tutti gli uomini sono uguali davanti alla morte e che tutti dovranno farci i conti prima o poi.
Dunque gli irlandesi battevano pentole e usavano le rape come lanterne durante la notte del 31 ottobre mentre i francesi si mascheravano il 2 novembre. Molti secoli dopo immigrati francesi e immigrati irlandesi di fede cattolica si incontrarono e mescolarono fra loro nel Nuovo Mondo. Dall’unione della tradizione francese e di quella irlandese nacque Halloween: una festa in cui ci si mascherava nello stile della “danza macabra” e si esponevano fuori dalle case grosse zucche intagliate e illuminate dall’interno. Dunque, le zucche illuminate d’America discendono direttamente dalle rape illuminate d’Irlanda, che in origine alludevano alle anime del Purgatorio. Ma nel folklore popolare americano le zucche illuminate assunsero col tempo anche una funzione simbolica: quella di spaventare e cacciar via gli spiriti malvagi.
Dunque gli immigrati francesi ci misero le maschere e quelli irlandesi le zucche illuminate. In seguito gli immigrati inglesi ci misero la domanda scherzosa: “Dolcetto o scherzetto?”. L’origine di questa formula deve essere cercata nel Guy Fawkes Day, che tuttora si celebra ogni 5 novembre in Inghilterra. All’inizio del secolo XVII il cattolico Guy Fawkes, esasperato dalle politiche anti-cattoliche adottate dal governo inglese, architettò un piano (in seguito denominato “congiura delle polveri”) per distruggere il palazzo del Parlamento. Esattamente il 5 novembre 1605 il piano fu sventato e alcuni mesi dopo Guy Fawkes fu impiccato e squartato insieme agli altri congiurati. In Inghilterra era uso che nel Guy Fawkes Day bande di festaioli protestanti facessero visita ai cattolici locali nel cuore della notte chiedendo birra e torte: “Dolcetto o scherzetto?” (cfr. Father Augustine Thompson, “Catholic origins of Halloween”, Catholic Parent magazine, 2000). Quindi, l’usanza americana di mandare i bambini di casa in casa a chiedere dolcetti in cambio di benevolenza nella sera di Halloween deriva direttamente da questa usanza inglese nata nel secolo XVII, ma sembra avere anche origini più antiche. In epoca tardo-medievale in Irlanda e Gran Bretagna (ma anche in sud Italia) la gente povera andava di porta in porta il giorno di Ognissanti a chiedere cibo in cambio di preghiere per i cari estinti.
Insomma, la festa della vigilia d’Ognissanti, in inglese Halloween, è una festa cattolica inventata da cattolici in una terra non cattolica. Infatti le colonie del nord America erano in mano ai puritani. Come e forse più dei luterani e dei calvinisti, i puritani detestavano la Chiesa di Roma e tutte le sue tradizioni. In effetti, avevano lasciato l’Inghilterra perché trovavano che la Chiesa anglicana non fosse abbastanza diversa dalla Chiesa di Roma. Quando i primi immigrati cattolici arrivarono nelle colonie del Nord America, i coloni puritani, che sognavano di fare dell’America un nuovo Eden, senza traccia di corruzione cattolica, si affrettarono a vietare tutte le manifestazioni pubbliche della fede cattolica. D’altra parte, già in Inghilterra nel 1647 i puritani erano riusciti a sopprimere la festa di Ognissanti e perfino a vietare i festeggiamenti del Natale. Ma nonostante questo clima di ostilità anti-cattolica, alla fine del secolo XVIII nacque e si diffuse rapidamente nella terra dei puritani una nuova festa cattolica: Halloween. Irritati dal successo di questa nuova festa, i puritani la criticarono violentemente, tacciandola di paganesimo. Infatti, agli occhi dei puritani il Cattolicesimo era un Cristianesimo degradato, vicino al paganesimo antico, e tutte le feste cattoliche erano feste implicitamente pagane che non potevano che discendere direttamente da antiche feste pagane.
(continua)

Riprendiamoci Halloween 1 – Un Carnevale (cattolico) di fine estate

PUBBLICO OGGI IL PRIMO DI QUATTRO MIEI ARTICOLI SU HALLOWEEN APPARSI SUL SITO DI CULTURA CATTOLICA IN FEBBRAIO.

Ho scritto un articolo su un tema che può sembrare “scabroso”: la festa di Halloween. Il mio interesse per questa festa americana è nato alcuni mesi fa, quando sulla bacheca di Facebook hanno cominciato ad apparire decine di messaggi terroristici contro Halloween. Mi veniva detto che non si poteva festeggiare Halloween senza rischiare di finire, nostro malgrado, a venerare inconsapevolmente satana e rischiare di essere posseduti. Incuriosita, ho voluto indagare per conto mio. E ho scoperto che religiosi cattolici americani si battono da anni contro queste calunnie. Fiori di studiosi in tonaca spiegano che Halloween è una festa cattolicissima, per nulla compromessa col satanismo e con il paganesimo, cui i puritani fanno guerra dal Settecento. I protestanti odiano a tal punto questa festa così sfacciatamente cattolica, che ha osato imporsi in terra puritana, che da secoli spacciano leggende nere a base di sabba di streghe e sacrifici umani celebrati la notte di Halloween. Quindi i cattolici che oggi spargono voci contro le zucche illuminate e organizzano le ingenue feste di Holyween sono vittime di questa propaganda anti-cattolica.

RIPRENDIAMOCI HALLOWEEN
Una volta ottobre era il mese delle allegre scampagnate e delle castagnate. Da qualche anno a questa parte, ottobre è il mese delle crociate cattoliche contro la festa di Halloween. Quanto più si avvicina la fatidica notte del 31 ottobre, tanto più negli ambienti cattolici si intensifica la tempesta delle critiche terroristiche e delle lamentele isteriche contro questa festa tipicamente americana sbarcata di recente in Europa. “Se credi che Halloween sia solo una innocua festa mascherata”, scrivono i volenterosi crociati anti-Halloween sui loro blog e sulle loro bacheche Facebook, “sei davvero un ingenuo, una zucca vuota”. L’epiteto di “zucca vuota” non è gentile e scherzoso come sembra: infatti “zucca vuota” sta per “utile idiota” di una sorta di grande rivoluzione satanica mondiale. Secondo i crociati anti-Halloween, la festa della vigilia di Ognissanti sarebbe una festa allo stesso tempo pagana e satanica ricoperta da un sottile strato di “vernice” cristiana.
Se la maggior parte dei cattolici demonizzano la festa di Halloween, gli altri non la demonizzano ma non la amano neppure. Semplicemente, la boicottano per orgoglio patriottico: “Halloween è una festa intimamente americana, del tutto incompatibile con le tradizioni religiose italiane”. Prima di approfondire il tema delle reali o presunte radici pagane di Halloween, vorrei confutare l’idea che Halloween sia incompatibile con le nostre tradizioni. In primo luogo, questi cattolici che faticano a distinguere fra cattolicità e italianità fanno pensare ai fascisti degli anni Venti e Trenta, che denigravano istericamente tutto ciò che veniva dall’estero e non tolleravano se non ciò che era “arci-italiano” e “strapaesano”. Poco ci manca che i cattolici arci-italiani di oggi chiedano di sostituite “Hip hip hurrà” con “Eja Eja Alalà”. In realtà, non ha senso preservare la cultura italiana da tutti gli influssi stranieri per la semplice ragione che non esiste una pura cultura italiana. Nessuna cultura a questo mondo è “pura”, tutte sono contaminate e tutte sono in continua trasformazione. La cultura italiana è la sintesi originalissima di tante culture diverse (greca, etrusca, romana, gallica, longobarda eccetera). A sua volta la cultura italiana ha influenzato e si è lasciata influenzare dalle altre culture europee, e a sua volta la cultura americana è una straordinaria sintesi di molteplici culture europee. Anche gli immigrati italiani, nel loro piccolo, hanno dato qualche contributo a questa grande sintesi. E Halloween è espressione di questa sintesi. La festa inventata dagli immigrati che un tempo sbarcarono in America, sbarca oggi nel continente da cui provenivano quegli immigrati attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. E’ stato il cinema americano a farci conoscere Halloween. E va bene così.
Non dobbiamo temere che le nostre tradizioni nazionali si contaminino con altre tradizioni. Tuttavia, è pure vero che non possiamo lasciare che le nostre tradizioni si contaminino con tradizioni che contraddicono i nostri valori, che sono cristiani occidentali. Non possiamo certamente accettare la tradizione maya dei sacrifici umani, per fare un solo esempio, ma possiamo invece accettare la tradizione americana della festa della vigilia di Ognissanti. Infatti, come dimostrerò, questa tradizione non solo è pienamente occidentale ma è perfino cristiana e addirittura molto cattolica, ed è del tutto priva di sfumature pagane e sataniche.
Certamente non è bello scimmiottare gli americani. Il nostro Halloween rischia precisamente di essere la brutta o bruttissima copia, ridicola e provinciale, del vero Halloween americano, che oltretutto oggi già di suo si è parecchio involgarito. Noi non dobbiamo copiare passivamente una festa americana, ma reiventarla a modo nostro, magari contaminandola a sua volta con tradizioni nostrane, quasi dimenticate, che sono molto simili a quella di Halloween. Ad esempio, in varie località italiane sopravvivono usanze, molto simili fra loro, legate a leggende incentrate sul momentaneo ritorno degli spiriti dei morti nelle loro case fra la vigilia di Ognissanti e il 2 novembre (cfr. http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/viaggi-halloween/viaggi-halloween/viaggi-halloween.html). Quelli che scimmiottano veramente, ridicolmente, pateticamente gli americani sono proprio i crociati anti-Halloween. Infatti, la violenta campagna anti-Halloween e pure l’ingenua festa di Holyween, concepita come una sorta di alternativa “santa” ad Halloween, sono nate negli Usa più di trenta anni fa.
(continua)

RIPRENDIAMOCI HALLOWEEN. Non è una festa satanica. E’ una festa cattolicissima.

Ecco la serie completa dei miei articoli su Halloween, apparsi di recente sul sito di Cultura Cattolica:

Riprendiamoci Halloween 1 – Un Carnevale (cattolico) di fine estate

Riprendiamoci Halloween 2 – Le origini della Festa nel Nuovo Mondo

Riprendiamoci Halloween 3 – La festa celtica di Samhain, satanisti e neopagani

Riprendiamoci Halloween 4 – Il Carnevale cattolico, festa di “pazzia” ma non di immoralità

Riprendiamoci Halloween 5 – I gargoyles e il significato dell’horror

IO STO CON PAPA FRANCESCO I. No, non è un eretico e non è l’Anticristo.

Eugenio Scalfari sembra essersi dato una missione: interpretare erroneamente con ostinato zelo ogni parola uscita dalla bocca del Santo Padre (vedi Scalfari e il gioco delle tre tavolette). Ma l’atteggiamento di Scalfari non è per nulla sorprendente, al contrario. E’ normale che un giornalista “laicista” ossia radicalmente ateo non sopporti quello che dice un Papa e quindi o lo critichi o in alternativa cerchi di distorcerlo per adattarlo al suo pensiero. Quello che invece è davvero preoccupante è che oggi a fraintendere ogni parola pronunciata dal Papa ci si sono messi anche molti cattolici, fra cui Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro, Mattia Rossi e Pietro De Marco. Se questi ultimi sospettano il Papa di eresia, invece i soliti ultra-tradizionalisti sedevacantisti vedono in lui l’Anticristo annunciato da un assortimento di profezie di veggenti di dubbia ortodossia e maghi pittoreschi, fra i quali l’immancabile Nostradamus, campione nell’arte di dire tutto e il contrario di tutto in ogni riga. A saperlo interpretare, potreste leggere nelle sue righe la profezia di qualunque cosa vi venga in mente, anche del fatto che adesso state leggendo questo articolo.

In questa serie di articoli, pubblicati su Cultura Cattolica, cerco di dimostrare che le accuse mosse al Papa dai suddetti giornalisti sono frutto di interpretazioni deliberatamente forzate. Spero di esserci riuscita.

Io sto col Papa 1 – Fraintendimento sistematico

Io sto col Papa 2 – Papa Francesco e la coscienza

Io sto col Papa 3 – Papa Francesco, il Bene e il Male, il dialogo

Io sto col papa 4 – “Progressisti” e “Tradizionalisti”

Io sto col papa 5 – Papa Benedetto e Papa Francesco come san Tommaso e san Francesco

 

Qui i cinque articoli sono riuniti insieme:

Io sto con il Papa

IL DIAVOLO AL CINEMA

Eccolo finalmente il mio articolo sul DIAVOLO AL CINEMA!!!

In esso cerco di rispondere alla domanda da cento milioni di dollari: perché il piccolo La grande bellezza di Sorrentino e il semi-porno Lo sconosciuto del lago hanno avuto più successo dell’immenso To the wonder di Malick? Leggete e capirete.
Dopo avere risposto a questa domanda, esamino una serie di film dal contenuto esplicitamente o implicitamente anti-cristiano: Magdalene di Mullan, Philomena di Frears, E venne il giorno di Shyamalan, Carrie. Lo sguardo di Satana di De Palma e Seven di Fincher.

Per leggerlo, cliccate qui:

Il diavolo, probabilmente? No, certamente!

Buona lettura.

 

venerdì 11 ottobre 2013

Un metodo infallibile per fare successo nel mondo cinematografico. E non è un caso che il Papa Francesco abbia detto queste cose: “Ci sono alcuni preti che quando leggono questo brano del Vangelo, questo e altri, dicono: ‘Ma, Gesù ha guarito una persona da una malattia psichica’. Non leggono questo qui, no? E’ vero che in quel tempo si poteva confondere un’epilessia con la possessione del demonio; ma è anche vero che c’era il demonio! E noi non abbiamo diritto di fare tanto semplice la cosa, come per dire: ‘Tutti questi non erano indemoniati; erano malati psichici’. No! La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio”.

Oggi il cinema sta male in tutto il mondo. Di bei film se ne vedono pochi, di capolavori quasi nessuno. Un anno fa appare un film che sfiora il capolavoro: To the wonder di Terrence Malick. Non tutti possono apprezzare e condividere la complessa visione filosofica e religiosa di Malick, ma nessuno che abbia occhi e orecchie può negare che To the wonder è un film di altissimo livello, superiore da tutti i punti di vista alla stragrande maggioranza dei film usciti negli ultimi anni. Secondo molti critici, To the wonder sarebbe soltanto un vuoto esercizio di formalismo in cui le immagini contano più dei contenuti. In realtà, in quel film i contenuti passano proprio attraverso lo splendore delle immagini. Ma anche se fosse soltanto un vuoto esercizio di formalismo, To the wonder resterebbe comunque uno dei migliori film degli ultimi anni. Eppure, pubblico e critica lo hanno accolto tiepidamente. Quando è stato presentato al festival di Venezia, nel settembre del 2012, è stato battezzato da pochi, svogliati applausi e molti fischi. Invece, La grande bellezza di Paolo Sorrentino, uscito in pompa magna nel maggio del 2013, è stato accolto con entusiasmo dal pubblico e da gran parte (non tutta) della critica. Ha ricevuto perfino la nomination all’Oscar per il migliore film straniero. Insomma, la maggior parte degli spettatori e dei critici pensano che l’ultimo film di Sorrentino sia un capolavoro. Sono in pochi (fra i quali la sottoscritta) a pensare che La grande bellezza sia solo un filmetto sciatto e pretenzioso (se vi interessa, ho analizzato in maniera approfondita La grande bellezza in questo saggio pubblicato sul sito di Forma Cinema: La grande (assenza di) bellezza. Il manierismo vuoto di Paolo Sorrentino http://www.formacinema.it/obraz-on-line/installation/247-la-grande-assenza-di-bellezza-il-manierismo-vuoto-di-paolo-sorrentino ).
A questo punto dobbiamo chiederci: perché alla maggior parte della gente (per fortuna non tutta) l’ultimo film di Sorrentino sembra più bello dell’ultimo film di Malick? Io una idea ce l’avrei. Forse sbaglio, ma secondo me Sorrentino è più amato di Malick per la semplice ragione che Sorrentino ostenta un anticlericalismo tanto becero quanto convenzionale (rimando al mio saggio) mentre Malick ha l’impudicizia di ostentare una fede sincera. Che scandalo! E già, perché oggi la fede scandalizza molto più della pornografia. Anzi, la pornografia non scandalizza più nessuno, neppure i benpensanti. Leggo su una rivista: «Con Lo sconosciuto del lago, Alain Guiraudie ha scandalizzato i benpensanti, a Cannes mostrando il sesso com’è, meccanica e idraulica di corpi che si avvincono per alcuni minuti.» (Luca Mosso, “Scandaloso Guiraudie tra paura e desiderio”, Tutto Milano, 26 ottobre 2013) Ma va’ là: i benpensanti post-moderni applaudono fino a spellarsi le mani se gli fai vedere la pura meccanica dell’accoppiamento di due corpi dello stesso sesso. Non a caso, Lo sconosciuto del lago, che narra una storia d’amore gay, ha ottenuto il premio per la miglior regia nella sezione “un certain régard”. Se invece ai benpensanti fai vedere un film in cui c’è un prete che chiede a Dio di mostrare il suo volto, volano subito i fischi.
Sei un giovane regista emergente in cerca di successo? Dai retta a me: nei tuoi film mettici tanto sesso preferibilmente omo, tanta retorica multiculturale e soprattutto tante menzogne contro la Chiesa, e vedrai che diranno che sei il nuovo Fellini. Potrei suggerirti di fare un film su suore sadiche che seviziano adolescenti ambosessi nell’Irlanda cattolica, ma purtroppo questa idea è già stata sfruttata due volte. Suore aguzzine sono apparse infatti sia in Magdalene di Peter Mullan, uscito nel 2002, sia in Philomena di Stephen Frears, presentato quest’anno a Venezia. Per fortuna il repertorio delle leggende nere contro la Chiesa è molto vasto: fra esse ne troverai almeno una che fa al caso tuo. Mettila nel tuo film e presentalo ad un festival importante. Se nessuno ti vuole premiare perché il tuo film artisticamente fa schifo, non ti preoccupare: potrai sempre dire che i giurati dei festival non ti vogliono premiare perché il tuo film è troppo “coraggioso” per un paese arretrato e bigotto come il nostro.
La verità è che le “storie vere” narrate da Mullan e da Frears hanno la stessa validità storica di voci di corridoio. In primo luogo, bisogna vedere se le persone che hanno raccontato quelle storie non hanno mentito, distorto o anche solo esagerato i fatti. Non ho nessuna difficoltà a credere che fra milioni di suore nel mondo ce ne siano pure alcune molto cattive. In tutti i gruppi umani ci sono un certo numero di persone tutt’altro che buone. Ma appunto, il fatto che alcune suore siano cattive non dimostra che tutte le suore siano cattive. Analogamente, il fatto che alcuni preti siano pedofili non dimostra che tutti i preti lo siano. I registi Mullan e Frears utilizzano i racconti vaghi di mezza dozzina di persone che hanno avuto la sfortuna di incontrare pessime spose di Cristo per dimostrare surrettiziamente proprio questo: che tutte le suore d’Irlanda sono cattive perché la fede rende cattivi. Invece di parlare delle innumerevoli suore che assistono i poveri nel Terzo Mondo e degli innumerevoli preti che educano i giovani nelle parrocchie, registi e giornalisti puntano i riflettori su pochi preti pedofili e poche suore manesche. La verità, taciuta sistematicamente dai media, è che la percentuale dei pedofili fra gli uomini di Chiesa è molto inferiore alla percentuale dei pedofili fra i laici. Ma il più delle volte è inutile spiegare la verità. Infatti, la gente preferisce le menzogne alla verità perché le menzogne sono più seducenti. Se vuoi essere “in” e fare strada nel mondo devi ripetere queste menzogne. Perché il principe di questo mondo è mentitore e padre di menzogna.
Il diavolo non agisce mai apertamente. Lavora nel nascondimento. I suoi migliori servitori sono proprio quelli che non credono in lui. Per tornare al nostro tema, i cineasti atei diffondono con efficienza le menzogne che colui in cui non credono suggerisce loro. Da tempo sostengo che ne uccide più lo schermo che la penna. Fuor di metafora, una stessa menzogna è più potente quando passa attraverso uno spettacolo televisivo o cinematografico che non quando passa attraverso un’opera scritta, di qualunque genere essa sia. Infatti, i consumatori di televisione e di cinema sono incomparabilmente più numerosi dei lettori di opere scritte di tutti i generi. Cosa ancora più importante, le prime esigono poca attenzione da parte del fruitore mentre le seconde ne richiedono molta. Quando leggiamo qualunque cosa, non importa che cosa, la nostra mente lavora molto più che quando guardiamo uno spettacolo televisivo e un film (a meno che il film non sia una vera, grande opera d’arte: quando si innalza al livello dell’arte anche il cinema fa lavorare la mente a pieno regime). Ci sono buone ragioni per credere che, quando è troppo rilassata, la nostra mente tenda ad assorbire rapidamente, senza fermarsi a giudicarla, qualunque menzogna le venga propinata. D’altra parte, l’idea che lo schermo abbia un potere di persuasione molto superiore a quello della penna l’hanno già avuta in molti prima di me, in primo luogo Karl Popper e Marshall McLuhan.
Penso da tempo di stilare una lista completa dei prodotti cinematografici e televisivi che calunniano la Vera Religione. La lista, purtroppo, sarebbe lunghissima e si rischierebbe sempre di dimenticare qualcosa. Nella lista dovrebbero figurare, oltre ai due succitati film, anche Il codice da Vinci (2006) e Angeli e demoni (2009) di Ron Howard nonché Le Crociate di Ridley Scott (2005). Questi film distorcono la verità storica in maniera talmente palese e impudica che è inutile parlarne. Molto più numerosi dei film e telefilm che calunniano apertamente la Chiesa distorcendo la verità storica sono i film e telefilm che calunniano la stessa fede in Dio. Fateci caso: nella stragrande maggioranza dei film di massa i cristiani in generale e cattolici in particolare appaiono nel migliore dei casi come dei creduloni stupidi, nel peggiore come dei fanatici pronti a commettere ogni sorta di atrocità nel nome della fede. Per il momento, cito solo tre degli innumerevoli film che calunniano la fede: E venne il giorno di M. Night Shyamalan (2008), Carrie. Lo sguardo di Satana, di Brian De Palma (1976) e Seven di David Fincher (1995).
Nel primo film appare una vecchia pazza misantropa che abita da sola in una villetta isolata. Le pareti della sua camera da letto sono tappezzate di immaginette di Cristo e della Madonna. Poco prima di fare una fine orrenda, la vecchia ripete ossessivamente: «Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla, il Signore è il mio pastore, non manco di nulla…». Che cosa avrà insegnato o, meglio, che messaggio recondito avrà iniettato nella mente dello spettatore questa scena? Ecco il messaggio: la fede è una sorta di malattia mentale che ti allontana dai tuoi simili e Dio non ti aiuta quando ne hai bisogno per la semplice ragione che non esiste.
E veniamo al secondo film. Carrie, protagonista, è una ragazza emarginata e complessata che subisce ogni sorta di angherie da parte delle compagne di scuola e che a casa è oppressa dalla madre: una pazza bigotta con gli occhi spiritati che apre bocca solo per citare la Bibbia e riempie la casa di immagini devozionali e giganteschi crocifissi vagamente mostruosi. Impedendole di frequentare ragazzi maschi e sottoponendola ad ogni sorta di punizioni e castighi, la bigotta compromette irrimediabilmente la salute psichica della figlia. Il messaggio (subliminale) è fin troppo chiaro: la fede ti vieta di godere delle gioie della vita, rendendoti pazzo e violento.
E veniamo a Seven, un film freddo e manieristico, senza un briciolo di autentica poesia, che qualcuno si ostina a considerare un capolavoro. In una città sporca e marcia un serial killer comincia ad uccidere quelli che ai suoi occhi appaiono come “peccatori” esemplari. La sua politica è di “colpire un vizioso per educarne cento”. Non si riesce a capire se il serial killer è cattolico a tutti gli effetti, ma appare evidente che comunque ha ricevuto una educazione cattolica. Infatti, è ossessionato dai “sette vizi capitali” e prende ispirazione dalla Divina Commedia di Dante. Il messaggio è che la religione cattolica ti trasforma in un moralista intollerante e violento che odia i peccatori. Spero non ci sia bisogno di spiegare che in realtà la Chiesa ci insegna a non odiare i peccatori ma il peccato, riconoscendoci noi per primi peccatori bisognosi di misericordia. A parte questo, il fatto che in quello scadente filmetto ateo il serial killer prenda ispirazione della Divina Commedia, quasi che Dante Alighieri fosse il suo “mandante morale”, appare come una inaccettabile offesa verso il sommo poeta. Significativo il fatto che gli atei odino la Divina Commedia non meno di quanto la odino i fondamentalisti islamici. I fondamentalisti la odiano perché Dante Alighieri parla male del loro profeta, gli atei la odiano perché Dante Alighieri parla di Dio. Mentre i fondamentalisti se potessero, distruggerebbero tutte le copie della Divina Commedia presenti sulla faccia della terra, gli atei di casa nostra per il momento si limitano a chiedere che nelle scuole dell’obbligo non si insegni più la Divina Commedia. C’è da giurare che, almeno per qualche tempo, fondamentalisti e atei diventeranno “amici” – come Erode e Pilato – combattendo fianco a fianco contro i cristiani.

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