Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Archivio per la categoria “scienza”

Quell’ideologia gender che semina totalitarismo

Mio articolo sulla versione pdf della Croce (disponibile agli abbonati) di mercoledì 9 marzo.

La vittoria in Senato del Ddl Cirinnà segna simbolicamente l’affermazione definitiva della ideologia gender, che è sostanzialmente una propaggine dell’ideologia relativista (il genderismo, infatti, “relativizza” i due sessi, confondendoli e mescolandoli fra di loro). Ebbene, non si è mai sottolineato che il relativismo morale ha molto in comune col nazismo e che entrambi affondano le radici nella filosofia nominalista tardo medievale, il cui più importante rappresentante fu Guglielmo di Occam, quello del rasoio, di cui Guglielmo da Baskerville, protagonista de Il nome della rosa di Umberto Eco, è chiaramente la controfigura. Dal momento che il nominalismo è la radice di tutti gli errori filosofici successivi e dal momento che un importante intellettuale appena scomparso (Eco) ha riesumato il nominalismo per metterlo al servizio della causa relativista e gender vale la pena parlare del nominalismo e della antica “disputa sugli universali”, che è meno accademica e più appassionante di quanto si pensi. (…)

Continua

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L’Occidente prodigo tornerà da suo Padre

Dicembre 27, 2015 Giovanna Jacob

Il totalitarismo occidentale e la teocrazia orientale hanno un nemico comune: il cristianesimo

http://www.tempi.it/occidente-prodigo-tornera-da-suo-padre#.VoFJzxXhDIU

Einstein aveva torto: Dio gioca a dadi

L’esistenza del caso non contraddice l’onnipotenza di Dio, ma, anzi, è il modo in cui Dio può creare un universo autonomo, in cui sia possibile la libertà umana.

Pubblicato su Pepe:

http://www.pepeonline.it/index.php/component/k2/item/173-einstein-aveva-torto-dio-gioca-a-dadi

Teoria del tutto? No, la scienza indica molto di più

Mio nuovo articolo su Pepe.

Il cammino della scienza, passando per Relatività e Meccanica Quantistica, sembra indicare una via di mezzo tra razionalità e irrazionalità, ovvero qualcosa che assomiglia molto a Dio…

http://www.pepeonline.it/index.php/component/k2/item/167-e-se-la-scienza-cercando-il-tutto-stesse-tornando-a-dio

Blade Runner è oggi

Correte al cinema a vederlo. Infatti, film così belli ne escono uno ogni cinquant’anni.

http://www.tempi.it/blade-runner-e-oggi#.VUtbpS6I80w

Perché anche il bosone di Higgs ci parla del Grande Mistero, che solo amore e luce ha per confine

Oggi è apparso su Tempi una mia “riflessione filosofica” sulla scoperta del Bosone di Higgs da parte del Cern di Ginevra:

Perché anche il bosone di Higgs ci parla del Grande Mistero, che solo amore e luce ha per confine

Mi raccomando, se vi è piaciuto, non perdete tempo a clicacre “mi piace” qui: cliccate “mi piace sull’iconcina di Facebook che sta accanto all’articolo sulla pagina di Tempi. Grazie!!!!!

DEDICATO AI PROVINCIALI MORTI D’AMORE PER LA PATRIA DEI VECCHI E DEI NUOVI BEATLES. CORAGGIO, USCIRE DAL TUNNEL DELLA TOSSICO-ANGLO-DIPENDENZA E’ POSSIBILE…

Ieri la Gran Bretagna esportava nel mondo la musica dei Beatles, oggi esporta il terrorismo dei nuovi Beatles. Al di là delle apparenze, il quartetto di virtuosi dello sgozzamento è figlio naturale della Gran Bretagna: una nazione corrotta come nessuna altra da un nichilismo edonista auto-distruttivo a base di sesso-droga-rock’n roll che non può opporre nessun ostacolo alla diffusione del nichilismo omicida portato dagli immigrati delle ex colonie britanniche.

P. S. 

Appena ti provi a muovere una lieve critica all’Inghilterra, subito orde di italiani tossico-anglo-dipendenti insorgono e ti bersagliano di critiche melodrammatiche da innamorati feriti.
Critica numero uno: “Tu odi l’Inghilterra perché sei fascista”.
E no, cari, criticare una nazione non significa odiarla ed inoltre sapete bene tutti che io sono più liberale della Thatcher. Dandomi della fascista, si comportano esattamente come i comunisti, secondo i quali erano nostalgici del Duce tutti coloro (compresa la Fallaci e Guareschi) che non volevano Stalin in casa.  
Critica numero due: “Tu critichi l’Inghilterra perché non la conosci bene, io invece la conosco bene e ti assicuro che non c’è tutta la violenza che credi tu: ho fatto avanti e indietro per Trafalgar Square e nessuno mi ha tagliato la gola”. I
n realtà, molto più di superficiali impressioni di turisti contano articoli e reportage giornalistici, che attraverso internet sono reperibili in quantità industriale.
Critica numero tre: “Un italiano che si permette di criticare l’Inghilterra è come il bue che dà del cornuto all’asino”.
Ho detto scritto e ripetuto più volte che l’Italia è il paese più “cornuto” del mondo sotto molti aspetti (in primo luogo è oppressa da uno statalismo patologico) ma le nostre “corna” non rendono l’asino-Inghilterra meno asino. Nello specifico, l’asino inglese non è liberale, non lo è mai stato. Non riuscirò mai a capire come sia nata e si sia diffusa la leggenda secondo cui una nazione famosa per essere stata presa a calci dalle sue colonie americane proprio a causa di tasse e dazi iniqui possa essere ancora guardata come un faro di civiltà liberale.
Critica numero quattro: “Ma certo che l’Inghilterra è un paradiso liberale: è al quinto posto nella classifica dell’indice delle libertà economiche, mentre l’Italia è al milionesimo posto dopo il Biafra, ragione per cui centinaia di italiani lasciano l’Italia per andare in Inghilterra”.
Anche un paziente in fin di vita ha “più vita” rispetto ad un cadavere. Io non ho dubbi: il sistema Italia è un cadavere e il default arriverà senza se e senza ma. Dunque, rispetto al cadavere Italia, qualunque posto è migliore: perfino la Spagna (il cui debito è inferiore a quello italiano, ma è comunque altissimo). Ho visto servizi televisivi su ragazzi italiani che credono di avere trovato nella Spagna socialistica post-zapatera un Eden di opportunità. E se la Spagna va bene, l’Inghilterra non può che andare meglio. Ma stare meglio di un cadavere non significa stare bene. Da quello che ho letto io in quell’indice, l’Inghilterra è quinta in Europa, non nel mondo. Nel mondo la quattordicesima, surclassata dalla piccola Irlanda e dagli Usa di Obama, che non è certamente un liberale. Inoltre, la “libertà economica” è solo una componente di un sistema liberale. In sostanza, in Inghilterra puoi vendere e mettere su impresa come, dove e quando vuoi, mentre in Italia, prima di aprire un buco, devi chiedere centinaia di permessi, pagare centinaia di carte bollate e infine cedere qualche mazzetta per non morire (Caprotti ha aspettato trenta anni permessi per aprire una sola Esselunga in Toscana). Tutto bene. Ma poi vengo a sapere che, se in Inghilterra puoi fare tutto quello che vuoi, in compenso tutta questa bella libertà la paghi con tasse indirette (non dirette come in Italia) salate per permettere alle ragazze che si fanno mettere incinte nei cessi delle discoteche e ai membri delle gang multietniche e multiculturali dei sobborghi di campare di rendita.
Ma facciamo un po’ di storia del pensiero liberale in formato Twitter. Dunque, a fondamento del mito dell’Inghilterra liberale ci sono gli scritti di John Locke, su cui non i dilungo. Ora, è stato proprio un ultra-liberale estremista (Murray Rothbard) ad informarmi che Locke, in sostanza, scopiazzò le idee già espresse dai tomisti della scuola di Salamanca e dallo stesso san Tommaso, nonché idee di altri pensatori cattolici. Proprio Rothbard sottolinea che, a parte Locke, poi il pensiero inglese prese una strada ambigua che di fatto, per eterogenesi dei fini, preparò la strada a Marx ed Engels (non sfugga che quest’ultimo era inglese). Marx studiò a lungo Smith e Ricardo. Invece, dal Libro libro grigio del sindacato (Bianco, Piombini, Stagnaro) ho appreso che nell’Inghilterra di Dickens i liberali denunciavano il fatto che le tasse e i dazi imposti dalla Corona per finanziare la casse parassitaria di lord e ladies aveva trascinato nella miseria nera vasti strati di popolazione britannica. Dunque, l’Inghilterra ottocentesca non era propriamente liberale. Invece dalla Vittoria della ragione di Rodney Stark ho appreso che nel diciannovesimo secolo i capitalisti inglesi erano esattamente come li descrivevano Marx ed Engels: degli squali avidi che, per fare profitto, preferivano abbassare i salari al di sotto della soglia di povertà piuttosto che rinnovare i macchinari. E quando disse che la religione è “l’oppio dei popoli”, Marx pensava all’Inghilterra, dove gli operai, abbrutiti dalla fatica, si intossicavano di oppio. Invece i capitalisti americani, essendo animati da principi cristiani e dovendo attirare manodopera dall’Europa, cercavano in tutti i modi di migliorare costantemente le tecniche di produzione e le condizioni di vita dei lavoratori. Infine, anche Ayn Rand parla del cupo clima socialista che vigeva in Inghilterra dopo la seconda guerra mondiale.
L’Inghilterra on è la patria del liberalismo ma casomai la patria del socialismo ridistributivo: i principali pensatori economici inglesi dopo Smith sono stati John Stuart Mills (inventore del concetto di “ridistribuzione delle ricchezze”) e il mefistofelico John Maynard Keynes. Non si dimentichi la scuola dei socialisti inglesi, denominati “fabiani”, fautori del passaggio graduale, senza rivoluzione d’ottobre, al sistema socialista. Vi siete mai chiesti perché si usa la parola inglese “welfare” per indicare l’assistenzialismo statale? Semplice: perché le prime forme di assistenzialismo statale furono introdotte nell’Inghilterra vittoriana. A Bismark parve una buona maniera per comprarsi i voti dei lavoratori e la introdusse in Germania. Oggi l’Inghilterra è piagata dal più vasto, ramificato ed efficiente sistema di welfare d’Europa, che ha abbrutito la popolazione di sobborghi, come denunciano i conservatori americani:
http://www.city-journal.org/2011/eon0810td.html


http://humanevents.com/2011/08/10/the-sun-never-sets-on-the-british-welfare-system/

 

I morti d’amore per l’Inghilterra sono convinti che l’Inghilterra sia ancora all’avanguardia in ogni campo. In realtà, l’Inghilterra ha dato moltissimo alla letteratura fino alla seconda Guerra Mondiale, dopo di che ha dato solo la musica pop (meglio di niente). Invece, nel campo della filosofia e della scienza l’Inghilterra ha partorito solo mostri: il nominalismo estremo, l’empirismo, lo scetticismo, la pseudo-scienza malthusiana, la pseudo-scienza darwiniana, l’eugenetica e il razzismo.
L’Italia da sola ha dato molto di più solo alla scienza e alla tecnica. Alcuni nomi recenti: Marconi, Fermi, Perotti (sconosciuto inventore del primo modello di pc).
L’Italia ha dato al mondo il cinema più grande del mondo per qualità: Rossellini, De Sica, Fellini, Antonioni, Pasolini…. Poi è finito tutto per colpa dei finanziamenti statali, e ci teniamo Sorrentino.
Infine, l’Italia ha avuto una industria automobilistica all’avanguardia e una industria della moda all’avanguardia.


Insomma, anche nell’ultimo secolo l’Italia ha dato molto al mondo. Ma il mondo deride gli italiani, trattandoli come mafiosi o pagliacci buoni solo a fare la pizza. E noi ci lasciamo insultare. Cosa c’è dietro questi insulti? Ma è semplice: la cultura razzista. E dove è nato questo razzismo? Proprio in Inghilterra.
Gli inglesi inventano le peggio schifezze filosofiche, i francesi le divulgano in maniera piacevole e brillante, i tedeschi perfezionano le schifezze elevandole a sistema. Gli inglesi (Locke, Hume, Berkley) hanno inventato l’empirismo nominalistico, i tedeschi (Kant, Hegel, Marx) ci hanno costruito sopra poderose cattedrali di pensiero che hanno portato al totalitarismo politico. Gli inglesi hanno inventato il razzismo e l’eugenetica “scientifiche” (Darwin, Galton), i tedeschi le hanno messe in pratica con teutone efficienza ossia hanno usato le tecniche di smaltimento industriale dei rifiuti per smaltire efficientemente gli scarti umani geneticamente imperfetti (ebrei, disabili eccetera) in stabilimenti all’avanguardia di nome Auschwitz, Birkenau, Dakau eccetera. Insomma, furono i mastrini inglesi a spingere quell’artista fallito di Monaco, che adorava Darwin come il suo dio, sulla strada di una brillante carriera politica.
Riassunto della teoria evoluzionista-razzista eugenetica di Charles Darwin e suo cugino Galton (i due porci si tenevano in contatto scambiandosi idee): all’interno della razza umana ci sono umani “inadatti” e umani “adatti”, i primi sono spazzati via dalla “selezione naturale” mentre i secondi sopravvivono e si riproducono (“survival of the fittest”); purtroppo la civiltà ha allontanato l’uomo dalla “selezione naturale” e così umani “inadatti” sopravvivono e si riproducono; “adatti” sono gli uomini forti e sani biondi e con gli occhi azzurri, “inadatti” sono gli umani affetti da qualunque tara ereditaria e tutti quelli che non sono biondi e con gli occhi azzurri; fra i non biondi, i più “inadatti” ossia più vicini alle scimmie sono i “negri”, mentre asiatici, sudamericani, semiti e mediterranei (italiani, greci e spagnoli) sono a metà strada fra i “negri” e i nordici ossia sono un quarto scimmie.
Per quanto riguarda gli italiani, la pubblicistica razzista-eugenetica affermava che fossero molto portati al crimine per ragioni genetiche. E così negli anni venti nacque il mito italiani = mafiosi. E il bello è che i primi a credere a questa equazione razzista e storicamente infondata sono proprio gli italiani, in particolar mondo gli italioti provinciali tossico-anglo-dipendenti, gli stessi che dispero di poter curare dalla loro triste addiction.
Ma italiani = mafiosi è una menzogna storicamente infondata: infatti OGNI GRUPPO ETNICO – anche quello anglosassone – HA AL SUO INTERNO FENOMENI DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. Credete davvero che Al Capone fosse il gangster più potete d’America negli anni venti? Manco per le palle: il più grande era un anglosassone di discendenza inglese. Inoltre, non si dice che la mafia più potente di Chicago era di origine irlandese. Al Capone era solo il più famoso. Perché? Perché i giornali ne parlavano di più, come fosse un capro espiatorio: “Cari americani, noi siamo puri di cuore, questi stranieri di razza inferiore stanno rovinando l’eden senza peccato costruito dai padri pellegrini”. Si voleva fare credere alla gente che la superiore razza celto-germanica-anglosassone fosse immune al crimine per meriti genetici. Poi Hollywood ha consolidato, divulgato ed eternizzato questa menzogna: nei film di Hollywood gli italiani di Little Italy son tutti dei simpaticoni legati a famiglie mafiose, mentre più in generale il poliziotto o il politico corrotto hanno sempre cognomi italiani (vedi anche il recente “American Hustle”).
Per vostra informazione, oggi la mafia-camorra-sacra corona unita messe insieme a livello globale (ossia al di fuori dell’Italia) contavano poco ieri e non contano nulla oggi. Le mafie più potenti a livello globale sono i cartelli del sud America, la mafia russa, le triadi dell’estremo Oriente e soprattutto la mafia giapponese: la temibilissima Yakuza. Nota bene: chi è molto addentro nelle cose giapponesi, sa che a Tokio non si muove foglia che Yakuza non voglia. Eppure, nessuno si sognerebbe di dire giapponesi = mafiosi. Anzi dei giapponesi è obbligatorio avere tutti una altissima opinione. Invece tutti a dire italiani = mafiosi pizza-mandolino. Ma quando vi accorgerete che è razzismo?
Al razzismo anti-italiano ho dedicato una serie di post che, secondo il sistema di rilevazione di WordPress, attirano costantemente una montagna di contatti da varie parti del mondo, specialmente da Germania e Inghilterra. Di fatto sono i post più ricercati. Evidentemente, i motori di ricerca portano al mio blog i poveri italiani all’estero, ricevere di subire sputi e insulti dai membri delle razze superiori dalla mattina alla sera. Come spiego nei iei articoli, il razzismo anti-italiano di recente si è espresso tramite la campagna anti-Berlusconi che ha infiammato i media stranieri:
https://reginadigiove.wordpress.com/2013/08/30/le-irragionevoli-ragioni-del-razzismo-anti-italiano-perche-gli-italiani-si-lasciano-insultare-senza-reagire/

 


P. S. una italiana residente in Inghilterra da parecchi decenni la pensa esattamente come me: Gaia Servadio, autrice del libro C’è del marcio in Inghilterra.  
Qui la recensione in pdf del suo libro, nelle immagini una selezione delle parti più interessanti fatta da me.

 

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FINE DEL CRISTIANESIMO, FINE DELLA SCIENZA

Ieri alle pagine 50-51 Repubblica è apparso un articolo interessantissimo su cui bisognerebbe riflettere: “Formidabili gli anni 70 della scienza. Ma ora che cosa ci inventiamo?” In sostanza, un ricercatore ha dimostrato che dopo gli anni 70 il progresso scientifico ha cominciato a rallentare. Sono state date diverse spiegazioni a questo fenomeno, ognuno si scelga la sua. Io ne propongo un’altra: negli anni immediatamente successivi alla contestazione del 68 c’è stata una rapida accelerazione del processo di secolarizzazione-scristianizzazione della società, già in atto da decenni. Ebbene, guarda caso, proprio in quegli anni il progresso toccò il suo apice e poi cominciò a rallentare. Evidentemente, la scristianizzazione non ha fatto bene al progresso scientifico.

Punto numero uno, per mandare avanti il progresso occorre avere fede nel fatto che l’universo abbia una struttura razionale. Ma l’ateismo, avendo negato l’esistenza di un Dio-Logos che ordina l’universo in maniera razionale, alla lunga finisce per non credere più nella possibilità stessa di fare scienza, che infatti oggi è attaccata da visioni nichiliste e insopportabili teorie del caos.

Punto numero due, per mandare avanti il progresso tecnologico bisogna prima mandare avanti il progresso scientifico. E per mandare avanti il progresso scientifico, occorre non soltanto avere fede nella razionalità dell’universo ma anche credere fermamente che la conoscenza in sé stessa, svincolata da ogni fine pratico, meramente utilitario, sia un bene in sé stessa e poi occorre avere una inclinazione alle virtù della pazienza e dell’abnegazione. Infatti, il percorso di conoscenza intrapreso di uno scienziato è irto di ostacoli. Per guadagnare un solo successo, lo scienziato deve sopportare una serie di insuccessi. Ma se nessun gli ha insegnato queste virtù, chi glielo fa fare allo scienziato di sopportare una vita di sacrifici? E chi gliele insegna queste virtù, se non la Chiesa? Se invece è impregnato della visione edonista inculcata dall’ateismo di massa, che ha distrutto una dopo l’altra tutte le virtù cristiane, lo scienziato mirerà soltanto ad ottenere risultati immediati e breve termine. Nel concreto, l’edonismo ateo trasformerà la scienza in una piccola scienza che mira solo al profitto, prostituendosi all’industria. Questa piccola scienza venale è ben rappresentata nel film di culto Blade Runner, laddove il capo della Tyrrel corporation dice: “Il business è il nostro scopo,  più umano dell’umano è il nostro motto”. Ebbene, oggi non siamo tanto lontani dalla Tyrrel Corporation. Infatti, oggi on abbiamo grandi scoperte scientifiche ma solo grandi invenzioni tecnologico-commerciali (dall’ipod all’ipad allo smartphone) e nuove tecniche per la manipolazione della vita (fecondazione assistita eccetera) finalizzate a soddisfare i desideri edonistici-egoistici degli individui (soprattutto il desiderio di figli sani e belli a tutti i costi). 

P. S. Quest’anno si commemora l’anniversario dello sbarco sulla Luna: l’ultima grande impresa scientifica basata su una grande visione della scienza e dell’uomo. Ebbene, non è affatto casuale che molti degli astronauti e molti scienziati che lavoravano al progetto Apollo (compreso Buzz Aldrin) fossero cristiani. Buzz Aldrin citava la Bibbia mentre era in orbita, mentre altri astronauti, nelle successive missioni, si confessarono e comunicarono prima di imbarcarsi.

CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE DELLA LEGGE A FAVORE DELL’EUTANASIA

Prima fase: alcuni malati incurabili chiedono la morte, e i medici pietosi li accontentano.

Seconda fase: i parenti convincono malati incurabili a chiedere la morte (ossia a togliersi di mezzo per non rovinare le loro ferie), e i medici pietosi li accontentano.

Terza fase: i medici pietosi cominciano a somministrare la morte anche ai malati che non la chiedono e che non la desiderano, ma che non possono esprimere la loro opinione perché magari sono in coma. “Se potessero parlare – dicono i medici pietosi – chiederebbero sicuramente la morte”.

Quarta fase: i medici pietosi cominciano a somministrare la morte anche ai malati curabilissimi che chiedono la morte perché sono affetti da manie suicide a causa della solitudine e della depressione.

Quinta fase: i medici pietosi somministrano la morte ai malati curabilissimi che non hanno manie suicide. “Se fossero meno egoisti, chiederebbero loro stessi di non pesare più sul sistema sanitario nazionale. Se inoltre conoscessero bene la teoria di Darwin, saprebbero inoltre che i deboli e i malriusciti non devono vivere e riprodursi per non danneggiare la specie”.

E a quel punto riapriranno le camere a gas per i deboli, i malriusciti, i malati mentali e gli individui di “razza inferiore”.

L’EUTANASIA E’ UN COROLLARIO DELL’EUGENETICA NAZISTA
I PRIMI AD ADOTTARLA FURONO I NAZISTI
L’AKTION T4 (PIANO DI STERMINIO DEI DISABILI) E LA STESSA “SOLUZIONE FINALE” FURONO CONCEPITE COME “EUTANASIA PIETOSA” PER LE “VITE INDEGNE DI VITA”.

Voi direte: per il momento i paesi in cui l’eutanasia è legale stanno passando ancora attraverso prima fase. E no, non siete informati: l’Olanda sta per entrare nella quarta fase, la quinta seguirà a ruota.

 

 

 

MELANCHOLIA di Lars Von Trier

Recensione apparsa su Future Shock numero 64, uscito in ottobre 2013. 

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