Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

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Non facciamoci scippare da qualche dea pagana il significato delle uova di Pasqua

Aprile 5, 2016 Giovanna Jacob

Le leggende grigie sulle presunte radici pagare delle feste cristiane non sono meno diaboliche delle “leggende nere” sulla storia della Chiesa

 

Caro direttore, sembra che in area anglosassone si stia diffondendo la moda augurare “Happy Ishtar” invece che “Happy Easter”. Infatti, adesso gira voce che la festa di Pasqua discenderebbe direttamente dalla festa di una dea mesopotamica di nome Ishtar. Si potrebbe liquidare questa leggenda con una solenne risata se non fosse che sul web, negli ultimi anni, di leggende sui presunti legami fra le feste cristiane e ogni sorta di religioni pagane ne sono circolate un po’ troppe: le più famose riguardano Halloween, il carnevale, il Natale e la Pasqua. Vale la pena esaminarle brevemente perché queste strampalate leggende hanno lo stesso, enorme successo di pubblico che hanno le leggende nere sulla storia della Chiesa e non sono meno diaboliche. Ma soprattutto, vale la pena riscoprire il vero significato delle nostre feste e dei loro simboli. Non lasciamoci scippare il significato delle uova di Pasqua dalla prima dea pagana che passa per strada.

Continua:

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L’Occidente prodigo tornerà da suo Padre

Dicembre 27, 2015 Giovanna Jacob

Il totalitarismo occidentale e la teocrazia orientale hanno un nemico comune: il cristianesimo

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Riprendiamoci Halloween 3 – La festa celtica di Samhain, satanisti e neopagani

Nel secolo XIX le dicerie puritane sulla natura pagana di Halloween spinsero molti studiosi a cercare le origini di questa festa fra le tradizioni celtiche. L’antropologo James Frazer (1854 – 1941) ipotizzò che nel secolo VIII dopo Cristo in Irlanda e Gran Bretagna fosse ancora viva la tradizione del capodanno celtico, che cadeva proprio il 1° novembre, e che Papa Gregorio III (731-741) avesse deciso di spostare Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre proprio per cristianizzare quella festa. Secondo Frazer e altri storici, i celti avrebbero creduto che il dio delle tenebre (Samhain) permettesse ai morti, confinati in un luogo paradisiaco, di ritornare sulla Terra durante la notte del 31 ottobre per divertirsi a fare scherzi e a spaventare i vivi. I festeggiamenti della notte di Samhain avrebbero avuto precisamente lo scopo di tenere alla larga i trapassati o in alternativa ingraziarseli. Questi storici narravano di folle variopinte di grandi e piccini che, indossando maschere mostruose e grottesche, si recavano in processione fuori di centri abitati, si radunavano attorno ad enormi falò di “Fuoco Sacro” e poi, alla fine di lunghi festeggiamenti, riponevano le braci ardenti del falò dentro rape e cipolle intagliate e se le portavano a casa, convinti che avrebbero tenuto alla larga gli spiriti dispettosi.

Halloween non ha mai goduto di buona reputazione nella sua terra d’origine. Gli studi che mettevano in relazione Halloween con la festa di Samhain non hanno contribuito a migliorarla. Dopotutto, non confermavano in pieno i pregiudizi puritani? E se era davvero una festa di natura pagana, perché non arricchirla con qualche eccitante storia di streghe, zucche indemoniate e case maledette? Alla fine dell’Ottocento qualcuno ebbe l’idea di mettere le streghe sulle cartoline d’auguri di Halloween e nel giro di poco tempo la notte della vigilia di Ognissanti fu nota come “la notte delle streghe” (fra parentesi, bisognerebbe informare i protestanti che ancora oggi calunniano il cattolicesimo tacciandolo di stregoneria che l’incendio della “caccia alle streghe” nacque e si sviluppò nei paesi protestanti e si estinse nei paesi cattolici proprio grazie alla Santa Inquisizione, come avrò modo di spiegare in un altro articolo). Analogamente la zucca intagliata e illuminata fu associata impropriamente dai commercianti di gadgets alla leggenda spuria di Jack O’ Lantern, su cui non vale la pena soffermarsi (per quanto riguarda la lotta puritana ad Hallowen e la ricerca di radici pagane vedi Father Steve Grunow, “Halloween and Catholicism”, World on fire).
A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso alcuni gruppi protestanti violentemente anti-cattolici hanno cominciato ad interpretare Halloween come una festa satanica. Secondo la loro propaganda, durante la famosa festa celtica di Samhain i pagani non si sarebbero limitati ad accendere qualche falò e magari ad immolare qualche animale, ma avrebbero compiuto sacrifici umani in onore del dio della morte, che altri non sarebbe che satana sotto mentite spoglie. Per farla breve, circa trenta anni fa questi fanatici anti-cattolici misero in giro la voce che durante la notte di Halloween sette occulte di satanisti offrirebbero sacrifici umani a satana e si darebbero da fare per diffondere nei luoghi in cui si festeggia Halloween dolciumi e bevande stregati, che avrebbero il potere di suscitare nel cuore delle ignare vittime una inspiegabile attrazione per i culti satanici e di spingerle alla tossicodipendenza e alla depressione. Più ancora dei dolcetti e delle bevande stregate, i fanatici anti-Halloween protestanti e cattolici temono la domanda: “Dolcetto o scherzetto?”. Secondo loro questa domanda apparentemente ironica non sarebbe altro che la versione moderna ed edulcorata dell’antica formula rituale usata dai sacerdoti celtici nell’ambito delle empie celebrazioni in onore di Samhain: “Sacrificio o maleficio?” Essi sostengono che la richiesta scherzosa di dolci in cambio di benevolenza sarebbe in realtà una preghiera a satana e pronunciarla ripetutamente significherebbe esporsi al rischio di possessione (per quanto riguarda la recente propaganda terroristica contro Halloween, ved Scott P. Richert, “Should Catholics celebrate Halloween?”, catholicism.about.com).
Paradossalmente, la propaganda anti-Halloween è riuscita a convincere i satanisti e i neopagani dell’associazione Wicca che la festa di Halloween spetti loro di diritto. E così da trenta anni a questa parte ogni 31 ottobre i satanisti celebrano il capodanno satanico mentre i neo-pagani celebrano il capodanno celtico. Ma nel complesso, i gruppi satanisti e pagani sono molto marginali. Tutti i satanisti e tutti i pagani messi insieme rappresentano una percentuale insignificante, prossima allo zero, della popolazione occidentale. Più che del satanismo, bisogna preoccuparsi del nichilismo ateo. Sebbene in Occidente atei e nichilisti siano ancora in minoranza rispetto a credenti ed agnostici, la cultura dominante è senza dubbio atea e nichilista. E infatti, a dispetto delle apparenze, oggi Halloween non è né una festa satanica né una festa pagana: è una festa atea e nichilista. La ricorrenza della vigilia di Ognissanti è diventata un pretesto per organizzare feste mascherate di gusto macabro fini a sé stesse, in cui i richiami alle realtà soprannaturali scompaiono per fare posto a richiami ad un immaginario horror molto degradato, che trasuda di una violenza e un sadismo che sono implicitamente satanici.
In conclusione, le uniche vere vittime della propaganda anti-Halloween, che è una propaganda anti-cattolica, sono i cattolici stessi. Plagiati da questa propaganda, la maggior parte dei cattolici americani ripudiano una festa di cui invece dovrebbero andare fieri. I protestanti anti-cattolici sono riusciti a rubare ai cattolici americani la loro più tipica festa e l’hanno consegnata in pacco dono ai pagani, ai satanisti e ai nichilisti. Non sarebbe male se i cattolici americani cercassero di riprendersela. Ma se vogliono riuscirci, la prima cosa che devono fare è sgombrare il campo una volta per tutte dalle ricostruzioni fantasiose della festa di Samhain fornite dagli storici romantici, che sono più vicine all’immaginario della letteratura fantasy pseudo-celtica (tipo Le Nebbie di Avalon) che alla realtà storica. E’ vero che la Chiesa nel Medioevo usava cristianizzare le feste pagane e, più in generale, valorizzava tutto il buono che c’era nelle culture pagane. Ma la festa di Samhain non era come ce l’hanno descritta certi storici ottocenteschi troppo inclini alle fantasticherie romantiche. Di recente Ronald Hutton, studioso dei fenomeni di neopaganesimo, ha dimostrato che non ci sono prove che Samhain avesse a che fare col culto dei morti. Con ogni evidenza nella notte compresa fra il 31 ottobre e il 1° novembre i celti festeggiavano un capodanno minore, che segnava il passaggio dall’estate all’inverno e quindi la fine del periodo della mietitura. Probabilmente da Samhain derivano certe feste del raccolto che fino a poco tempo fa sopravvivevano nelle campagne europee. Solo più tardi, quando il Cristianesimo si era pienamente affermato, in Irlanda si diffusero leggende sugli spiriti dei morti che tornavano a fare visita ai vivi fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Alla luce del Cristianesimo, il tema del passaggio dall’estate all’inverno si collegò al tema del passaggio dalla vita alla morte. Secondol’Oxford Dictionary of English folklore: «Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane.» Appare dunque priva di fondamento anche la tesi, sostenuta sempre da Frazer, che il Papa avesse spostato la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre proprio per sovrapporla alla festa di Samhain. Infatti non ci sono prove che qualcuno avesse informato il Papa dell’esistenza di questa festa pagana, che oltretutto sembra non si celebrasse più da secoli.
(continua)

Riprendiamoci Halloween 2 – Le origini della Festa nel Nuovo Mondo

LE ORIGINI DI HALLOWEEN

Ma esaminiamo le origini della festa più odiata dai cattolici italiani. Nel secolo VII, la festa di Ognissanti si festeggiava il giorno dell’anniversario della consacrazione della chiesa di Santa Maria ai Martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610. Un secolo dopo, Papa Gregorio III (731-741) decise di spostare la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre, giorno dell’anniversario della dedicazione di una cappella di San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. La festa del 2 novembre, dedicata alla preghiera per le anime di tutti i fedeli defunti, sarebbe apparsa più di un secolo dopo. Infatti, fu istituita nel 998 da S. Odilo, abate del potente monastero di Cluny nel sud della Francia, e presto si diffuse in tutta Europa.
Dunque il 1° novembre si festeggiavano le anime del Paradiso mentre il 2 novembre si pregava per quelle del Purgatorio. E le anime dannate? I contadini irlandesi non si erano dimenticati di loro. Durante la notte della vigilia di Ognissanti accendevano delle candele dentro delle rape svuotate e intagliate e battevano rumorosamente su pentole e padelle. Mentre le rape illuminate alludevano simbolicamente alle anime bloccate nel Purgatorio, il gesto di battere pentole e padelle era dedicato proprio alle anime dannate.
Alcuni secoli dopo (secolo XIV) in Francia nacque l’usanza di inscenare la “danza macabra” ogni 2 novembre: figuranti mascherati con costumi che rappresentavano vari tipi umani della società dell’epoca (dai contadini ai re, dagli artigiani ai cavalieri, dai preti ai papi eccetera) venivano condotti alla tomba da un figurante mascherato da morte oppure da diavolo. Nell’arte del cosiddetto “autunno del Medioevo” abbondano le raffigurazioni della danza macabra. Ce n’è una molto bella e molto importante nel Camposanto di Pisa. Queste immagini pittoriche, in cui gli artisti si compiacevano di inserire particolari macabri (scheletri, cadaveri infestati dai vermi eccetera), avevano una funzione educativa: ricordavano a grandi e piccini che tutti gli uomini sono uguali davanti alla morte e che tutti dovranno farci i conti prima o poi.
Dunque gli irlandesi battevano pentole e usavano le rape come lanterne durante la notte del 31 ottobre mentre i francesi si mascheravano il 2 novembre. Molti secoli dopo immigrati francesi e immigrati irlandesi di fede cattolica si incontrarono e mescolarono fra loro nel Nuovo Mondo. Dall’unione della tradizione francese e di quella irlandese nacque Halloween: una festa in cui ci si mascherava nello stile della “danza macabra” e si esponevano fuori dalle case grosse zucche intagliate e illuminate dall’interno. Dunque, le zucche illuminate d’America discendono direttamente dalle rape illuminate d’Irlanda, che in origine alludevano alle anime del Purgatorio. Ma nel folklore popolare americano le zucche illuminate assunsero col tempo anche una funzione simbolica: quella di spaventare e cacciar via gli spiriti malvagi.
Dunque gli immigrati francesi ci misero le maschere e quelli irlandesi le zucche illuminate. In seguito gli immigrati inglesi ci misero la domanda scherzosa: “Dolcetto o scherzetto?”. L’origine di questa formula deve essere cercata nel Guy Fawkes Day, che tuttora si celebra ogni 5 novembre in Inghilterra. All’inizio del secolo XVII il cattolico Guy Fawkes, esasperato dalle politiche anti-cattoliche adottate dal governo inglese, architettò un piano (in seguito denominato “congiura delle polveri”) per distruggere il palazzo del Parlamento. Esattamente il 5 novembre 1605 il piano fu sventato e alcuni mesi dopo Guy Fawkes fu impiccato e squartato insieme agli altri congiurati. In Inghilterra era uso che nel Guy Fawkes Day bande di festaioli protestanti facessero visita ai cattolici locali nel cuore della notte chiedendo birra e torte: “Dolcetto o scherzetto?” (cfr. Father Augustine Thompson, “Catholic origins of Halloween”, Catholic Parent magazine, 2000). Quindi, l’usanza americana di mandare i bambini di casa in casa a chiedere dolcetti in cambio di benevolenza nella sera di Halloween deriva direttamente da questa usanza inglese nata nel secolo XVII, ma sembra avere anche origini più antiche. In epoca tardo-medievale in Irlanda e Gran Bretagna (ma anche in sud Italia) la gente povera andava di porta in porta il giorno di Ognissanti a chiedere cibo in cambio di preghiere per i cari estinti.
Insomma, la festa della vigilia d’Ognissanti, in inglese Halloween, è una festa cattolica inventata da cattolici in una terra non cattolica. Infatti le colonie del nord America erano in mano ai puritani. Come e forse più dei luterani e dei calvinisti, i puritani detestavano la Chiesa di Roma e tutte le sue tradizioni. In effetti, avevano lasciato l’Inghilterra perché trovavano che la Chiesa anglicana non fosse abbastanza diversa dalla Chiesa di Roma. Quando i primi immigrati cattolici arrivarono nelle colonie del Nord America, i coloni puritani, che sognavano di fare dell’America un nuovo Eden, senza traccia di corruzione cattolica, si affrettarono a vietare tutte le manifestazioni pubbliche della fede cattolica. D’altra parte, già in Inghilterra nel 1647 i puritani erano riusciti a sopprimere la festa di Ognissanti e perfino a vietare i festeggiamenti del Natale. Ma nonostante questo clima di ostilità anti-cattolica, alla fine del secolo XVIII nacque e si diffuse rapidamente nella terra dei puritani una nuova festa cattolica: Halloween. Irritati dal successo di questa nuova festa, i puritani la criticarono violentemente, tacciandola di paganesimo. Infatti, agli occhi dei puritani il Cattolicesimo era un Cristianesimo degradato, vicino al paganesimo antico, e tutte le feste cattoliche erano feste implicitamente pagane che non potevano che discendere direttamente da antiche feste pagane.
(continua)

SCALFARI, O DEL GIOCO DELLE TRE TAVOLETTE. A proposito della risposta i Eugenio Scalfari alla lettera del papa.

Ad una settimana di distanza, rilancio sul mio blog il mio articolo che è stato pubblicato sul sito Cultura Cattolica, ottenendo  ben 875 contatti in 7 giorni, di cui 494 nelle prime 24 ore

domenica 15 settembre 2013

Se dico “diavolo”, la gente pensa a un tizio con la faccia dipinta di rosso, la calzamaglia rossa, il mantello rosso, la coda di gommapiuma, le corna e il tridente di plastica e si mette a ridere. “Come può esistere un tizio così ridicolo?”. Eh già, quel tizio fa di tutto perché la gente lo creda talmente ridicolo da non potere esistere. In realtà non è per nulla ridicolo. E’ spaventoso. Se dico “diavolo”, smettete di pensare alle calzamaglie rosse. Accendete la televisione e guardate Eugenio Scalfari che parla della lettera del papa con Lilli Gruber a Otto e mezzo. Il vecchio Eugenio non è certamente il diavolo, anzi non escludo che possa riconoscere la verità in extremis, ma le sue parole sono diaboliche. Le inconfutabili prove filosofiche dell’esistenza di colui che è mentitore e padre di menzogna sono tutte lì: nel profluvio di spudorate menzogne, basate sulla estrema e sistematica deformazione della verità filosofica e storica, che escono dalle vecchie labbra e dalla vecchia gola raucedinosa del vecchio trombone dell’ancien régime di sinistra stipendiato da noi plebei pagatori di tasse di centrodestra. Menzogne, menzogne, menzogne. Sicuramente ispirato dal tizio in cui neanche crede, il trombone sostiene che papa Francesco toglierebbe ogni assolutezza alla verità, dando così ragione ai relativisti, e che negherebbe la trascendenza propugnando una sorta di immanentismo panteistico, che per la cronaca è la divinizzazione pagana-buddista dell’insieme delle cose che esistono. Aggiunge infine che fatti storici quali la lotta per le investiture e le crociate dimostrerebbero in maniera inequivocabile che la Chiesa avrebbe sempre mirato ad acquisire abusivamente il potere temporale. Sorvolo sulle menzogne a proposito di relativismo e immanentismo, talmente spudorate che si commentano da sole. Ma sulle menzogne storiche no, non sorvolo.

Vediamo prima la lotta per le investiture, che vide contrapporsi negli ultimi decenni dell’XI secolo l’imperatore Enrico IV a papa Gregorio VII. Per tagliare corto, non è vero che i papi hanno sempre cercato di rubare il potere temporale ai governanti. E’ vero esattamente il contrario: i governanti hanno sempre cercato di controllare il potere spirituale della Chiesa. In estrema sintesi, secondo la dottrina cattolica i governanti hanno la facoltà di governare e fare leggi (potere temporale), mentre papi e vescovi hanno la facoltà di deporre i governanti che non agiscono in conformità con la legge di Dio, che poi coincide con la legge naturale, che comprende i diritti universali dell’uomo (della distinzione fra potere temporale e potere spirituale ne parla in maniera approfondita Jacques Maritain in Il primato dello spirituale, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1927). Non sarebbe stato meglio per tutti, anche per gli atei, se il papa avesse potuto beneficiare della facoltà di deporre i governanti malvagi ai tempi di Hitler e di Stalin? A parte questo, si sa che i potenti, da che mondo è mondo, sono costantemente tentati di trasgredire la legge di Dio ossia di fare il male pure di soddisfare le loro insaziabili brame. Non sopportando dunque che i papi avessero facoltà di redarguirli e di deporli, nel corso della storia la maggior parte dei re e degli imperatori hanno cercato di sottomettere la Chiesa, di trasformarla in una serva ubbidiente, pronta a benedire tutte le scelleratezze che commettevano.
Mai nella storia è successo che un papa volesse nominare conti, re e imperatori. Invece è successo più volte il contrario. Ad esempio, nell’XI secolo l’imperatore tedesco Enrico IV pretese di nominare lui stesso i vescovi, attribuendo loro anche il titolo di conti (i famosi “vescovi-conti”), al fine di renderli suoi servi ubbidienti. Papa Gregorio VII lo scomunicò e ribadì che gli ecclesiastici non possono essere nominati dai laici. Seguì una guerra civile di quasi cinquant’anni in Germania, al termine della quale il Concordato di Worms (1122) affermò il principio della separazione dei due poteri. E per inciso, quello che non riuscì ad Enrico IV sarebbe riuscito qualche secolo dopo a Enrico VIII, che per togliersi finalmente la Chiesa dai piedi fondò la Chiesa anglicana e se ne autoproclamò capo. Molti altri governanti, invece, aderirono con entusiasmo alla Riforma protestante, che li liberava dall’obbligo di obbedire alla Chiesa ossia di non trasgredire mai la legge di Dio. E sorvolo, perché non c’è tempo, sulle politiche contro la Chiesa promosse da governanti formalmente cattolici come Filippo il Bello (re di Francia fra il 1285 e il 1314) e Giuseppe II d’Asburgo (imperatore d’Austria fra il 1765 e il 1790).
E veniamo alle cosiddette Crociate, che secondo la propaganda illuminista e illuminata sarebbero state delle guerre di aggressione condotte da cristiani violenti e sanguinari, aizzati dal papa, contro i pacifici e razionali musulmani. In realtà, le Crociate non solo furono guerre pienamente laiche combattute prevalentemente da laici per fini laici ma furono guerre lecite e doverose perfino sul piano del diritto internazionale moderno. Leggersi fondamentali studi sulle Crociate scritti da Thomas Madden e Rodney Stark. Per farla breve, nel corso dell’alto Medioevo i musulmani opprimono i cristiani in Medio Oriente e devastano tutte le coste dell’Europa, dove catturano ragazzi e specialmente ragazze per rifornire il mercato degli schiavi di Alessandria. Dopo avere conquistato quasi tutto il Medio Oriente e il nord Africa, le potenze musulmane (fra le quali primeggia la Turchia dei selgiuchidi) mirano espressamente a conquistare l’Europa per consegnarla all’Islam. Alla fine del secolo XI i cristiani decidono che è tempo di reagire e organizzano i “pellegrinaggi in armi”, il cui scopo era quello di fermare lo tsunami musulmano oltre il mare, in Terra Santa. Infatti i piccoli regni cristiani instaurati dopo la prima Crociata avevano prevalentemente natura di avamposti militari, che insieme formavano una sorta di “grande muraglia” in funzione anti-musulmana. Per tirare le somme, le Crociate furono esattamente il contrario di guerre di aggressione: furono guerre a scopo difensivo. Tutti insieme gli errori e i crimini commessi da tutti i combattenti cristiani non sminuiscono di una virgola la sostanziale legittimità morale di quelle imprese, che tennero i musulmani alla larga dall’Europa per parecchi secoli. Ma capisco bene che in quest’epoca in cui, nel nome del relativismo, non solo si permette ai musulmani di fare il comodo loro in casa nostra ma addirittura si combatte al loro fianco (vedi Obama che fiancheggia i siriani di Al Qaeda) la gente proprio non riesca a capire come mai nel Medioevo i loro antenati avessero la strana fissazione di impedire a degli aggressori spietati quanto i nazisti di distruggere la loro terra e la loro cultura.

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