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Il problema dell’Italia non è Berlusconi ma la dittatura giudiziaria

Gli italiani si dividono in due categorie: berlusconiani e anti-berlusconiani. I secondi applaudono la sentenza che fa fuori il loro avversario politico, i primi se la prendono con i giudici che li hanno privati del leader. Io invece appartengono alla categoria di quelli che non amano e non odiano Berlusconi. Non lo odio in maniera patologica, da immediato ricovero psichiatrico, come i sinistresi, che vedono in lui l’incarnazione del Male, ma non lo amo neppure, perché ha ripetutamente tradito le sue promesse liberali. Non lo amo e non lo odio: non lo voto e basta.
Quindi, dall’alto della mia superiore atarassia interiore nei confronti di S. B. posso giudicare con superiore lucidità quella sentenza. E posso dire che quella sentenza è un obbrobrio, uno scandalo, un orrore. E’ una sentenza degna del terrore giacobino: manca solo la ghigliottina. Un comunista intelligente, che ancora non si è fatto fottere il cervello dall’odio, è d’accordo con me: Piero Sansonetti, con questa sentenza i giudici vanno al potere. Per quanto possiamo averne le scatole piene dei berlusconiani, per quanto possiamo desiderare che emigrino su un altro pianeta, dobbiamo protestare contro un regime giudiziario che, se non viene stroncato subito, oggi condanna S. B. ma domani con accuse ancora più ridicole e surreali potrebbe condannare i capi dei Tea party, per la gioia della sinistra giacobina, oppure noi stessi.
Nota Giacomo Zucco: “Non solo: il fatto che chiunque abbia testimoniato contro la tesi dell’accusa sia ora processato è una cosa ancora più sconvolgente e allarmante. Non sono solo più solo gli imputati a dover temere per la propria vita, libertà e proprietà quando si trovano di fronte a un togato: ora anche i testimoni, se non sono disponibili ad assecondare sempre e comunque le affermazioni dei togati stessi.”
Dobbiamo batterci non soltanto contro i giudici giacobini ma anche contro i sessantottini e i loro epigoni, che da una parte esaltano il libertinaggio sessuale e la pornografia e dall’altra lanciano le pietre, come i farisei antichi, contro le ragazze che frequentavano S. B., specialmente contro Ruby, cui va tutta la mia solidarietà.

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