Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Archivio per il tag “Italia”

Se i giovani italiani si mettono in fila davanti al consolato Usa

Mio articolo apparso ieri su Tempi:

http://www.tempi.it/se-i-giovani-italiani-si-mettono-in-fila-davanti-al-consolato-degli-usa#.VaFR5Pntmkp

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LE MASCHERE DI “EYES WIDE SHUT”

DOCUMENTARIO SULLE MASCHERE DI “EYES WIDE SHUT” di Filippo Biagianti e Massimiliano Studer

Nell’ultimo capolavoro di Stanley Kubrick, che usciva al cinema quindici anni fa, le maschere veneziane hanno un ruolo centrale. Dal momento che in certe scene gli attori recitano con il volto coperto, si potrebbe dire che le maschere abbiano quasi un ruolo da protagoniste. Di recente, Massimiliano Studer di Forma Cinema ha decido di indagare su queste maschere. Chi le aveva prodotte? Dopo pazienti ricerche, è riuscito a trovare la bottega veneziana da cui sono uscite: Kartaruga. Con l’aiuto di Filippo Biagianti, ha prodotto un  documentario su questa piccola, oscura bottega aperta a Venezia negli anni Ottanta che nel decennio successivo attira l’attenzione del più grande regista del mondo. Il padrone della bottega e autore delle maschere acquistate da Kubrick svela che la sua idea non era di riprodurre fedelmente le classiche maschere veneziane (quelle che si vedono nei quadri di Longhi e in qualche affresco di  Tiepolo, per intenderci) ma rielaborarle in senso moderno anzi post-moderno, contaminandole con elementi tratti dalle culture figurative esotiche (orientale, precolombiana eccetera) e arricchendole con qualche sfumatura di gusto “pop”. Ma questo documentario può essere anche letto come un elogio della piccola impresa individuale. Negli anni Ottanta un artigiano decide di mettere a frutto i suoi talenti artistici, assumendosi i “rischi d’impresa” legati alla gestione di una bottega. Col tempo la sua attività di ingrandisce al punto che può permettersi di  aprire una succursale a Londra, dove un giorno entrerà per caso un collaboratore di Stanley Kubrick. La “morale” della favola delle maschere è che quando gli italiani, invece di attaccarsi alle tette dello stato-ladro, decidono di mettere a frutto i loro talenti estetici rischiando in proprio, possono andare molto lontano. In tutti gli Usa, non c’è una sola bottega da cui escano maschere lontanamente paragonabili a queste . Kubrick è dovuto venire in Italia per trovarle.

Questo documentario ha fatto strada: è passato su Rai Tre ed è stato segnalato da un famoso blogger americano e da un importante sito americano di cinema, consultato da registi famosi.

Il documentario è andato in onda su Fuori Oraio, Rai tre, sabato 8 marzo 2014

WELCOME TO SOMERTONE Kubrick connections and the mystery of Eyes Wide Shut

CINEPHILIA AND BEYOND SU VIMEO

CINEPHILIA AND BEYOND 

CARI IMPIEGATI STATALI, GUARDATE STEVE JOBS E VERGOGNATEVI.

JOBS

Ecco a voi la nuova LOTTA DI CLASSE:
i CAPITALISTI (proprietari di impresa, liberi professionisti, commercianti e tutte le altre categorie di persone che producono ricchezza) sono sfruttati e derubati da una classe di PARASSITI STATALI (gente cui lo STATO-LADRO regala i soldi rubati ai capitalisti tramite il fisco).
La LOTTA DI CLASSE ha anche una connotazione geografica:
la maggior parte dei CAPITALISTI si concentrano nelle regioni del NORD
la maggior parte dei PARASSITI-STATALI si concentrano nelle regioni del CENTRO-SUD.
E poi vi stupite si i veneti, massacrati dal fisco, vogliono staccarsi da una capitale cialtrona e ladrona? I produttori di ricchezza del nord sono dissanguati, la maggior parte dei meridionali vivono succhiando sangue ai primi (in Sicilia c’è un forestale per ogni albero).
L’idea che l’Italia si debba dividere mi fa molto soffrire, ma non vedo alternativa.
Se unità d’Italia significa che alcuni pagano e altri incassano, allora è meglio dividersi.
Subito.

Cari PARASSITI-STATALI, vergognatevi.

Siete voi che distruggete quell’unità nazionale che i nostri antenati pagarono con il sangue sui campi di battaglia. Siete voi i becchini dell’Italia.

Per vergognarvi di voi stessi, per capire quanto fare schifo, vi condannerei a vedere ininterrottamente “Jobs”, nuovo film sulla vita di Steve Jobs. Voi schifosi parassiti senza dignità da una parte sputate sul capitalismo, insultate il mercato e votate per i politici che vi trovano il posto sicuro di fannulloni nel settore pubblico, dall’altra smanettate dalla mattina alla sera sui pc, sui Mchintosh, sugli i-pad, sugli smatphone eccetera. Ma chi ve li ha inventati e costruiti questi splendidi giocattoli? Lo Stato-ladro? No: ve li hanno regalati alcuni eroi che più di 40 anni fa, invece di cercare come voi un posto fisso di fannullone stipendiato dai contribuenti nel settore pubblico, hanno scelto di realizzare le loro idee in un GARAGE correndo dei rischi CON I LORO SOLDI. E dai loro garage hanno costruito le fondamenta di un impero economico che nutre migliaia di persone e aumenta le ricchezze complessive delle nazioni occidentali. Infatti i loro strumenti hanno aumentato la produttività di tutte le aziende. Ma voi, parassiti invidiosi, chiedete al vostro padrino, lo Stato-ladro, di spogliare tutti i nuovi Steve Jobs delle loro ricchezze tramite le tasse. Bravi, continuate a spogliare i nuovi Steve Jobs. Così quando moriranno tutti i nuovi Jobs, morirete pure voi. Quando muore il corpo che nutre i parassiti, muoiono pure i parassiti. E’ meglio se morite prima di vergogna.

Berlusconi condannato, italiani insultati e coperti di sputi dagli stranieri.

E dopo questa ignobile, farsesca condanna di Silvio Berlusconi, preparatevi ad una tempesta di sputi, insulti ed offese da parte degli stranieri (specialmente nord europei e americani) contro gli italiani. Consiglio a tutti gli italiani in ascolto di non passare le vacanze all’estero per non rovinarsele. Ma gli sputi, gli insulti e le offese ve li meritate, perché non reagite. Nessuno vuole denunciare e protestare, tranne me e qualcun altro. Gli articoli scritti dai bulletti ignoranti alcolizzati onanisti britannici come Tobias Jones ve li meritate tutti.
Come ho scritto, l’anti-razzismo è il nuovo razzismo. Ma sul The Guardian potete trovare un articolo in cui il vecchio razzismo eugenetico (che comprende il razzismo anti-italiano) si fonde mirabilmente col nuovo razzismo:

Why is Italy still so racist?

Riassunto del contenuto dell’articolo: tutti gli italiani insultano la Kyenge perché sono dei trogloditi sottosviluppati che sanno fare solo la pizza. Anche nell’area commenti trovate una tempesta di offese verso gli italiani. Ma nessuno di questi commenti è stato cancellato. Invece hanno cancellato il mio commento. Perché? Perché denunciavo le offese implicitamente razziste contenute nell’articolo e nei commenti. Un articolo di rara insipienza, in cui non c’è il benché minimo accenno alla questione della difficoltà di integrazione della maggior parte degli immigrati.

IO NO MI SPIEGHERO’ MAI PERCHE’ GLI ITALIANI SI LASCIANO INSULTARE E OFFENDERE SENZA REAGIRE.

Quello che non mi spiegherò mai è perché nessuno protesta contro il rigurgito di razzismo anti-italiano, che si cela sotto Ia satira anti berlusconiana. Io sono praticamente l’unica a metterci la faccia e a pubblicare commenti di protesta sui giornali fognari in cui appaiono articoli razzisti conto gli italiani. Naturalmente, i miei commenti vengono immediatamente cancellati. E se mando ad un giornale italiano una lettera in cui denuncio questi fatti, la mia lettera viene ignorata. Sulle riviste scientifiche peer reviewed si scrive che gli italiani da Roma in giù sono stupidi per ragioni genetiche (lo ha scritto due anni fa tal Lynn). E solo io protesto.

Insomma, ne deduco che agli italiani piace essere insultati. Ma fin quando si lasceranno insultare, fin quando non alzeranno la testa, l’Italia non potrà essere la grande nazione che merita di essere. Tutti ci insultano e dicono che dopo il Cinquecento non abbiamo fatto più niente, a parte la pizza. Pazzesco. Basta studiare un poco di storia del Novecento, per scoprire che l’Italia ha dato tantissimo anche alla cultura del Novecento: quello italiano è il primo cinema al mondo per qualità (Fellini, Antonioni eccetera), l’energia nucleare è stata scoperta in Italia (Fermi), il primo prototipo del personal computer è stato inventato da un italiano (anche questo: leggete qui: https://reginadigiove.wordpress.com/2013/07/30/780/). L’elenco dei contributi dell’Italia al progresso potrebbe continuare, ma mi fermo qui.

Gli italiani non sanno farsi rispettare. Accettano e anzi incoraggiano gli insulti.
Perché?
Perché la patria dell’anti-italianismo razzista è l’Italia.
L’anti-italianismo è stato inventato dalla intellighenzia di sinistra. E’ un uno strumento di propaganda.
Negli anni ’50 gli intellettuali nullafacenti e benestanti della sinistra terrazzara dicevano: gli italiani non votano comunista perché sono stupidi e ignoranti, se fossero intelligenti voterebbero comunista e l’Italia sarebbe un paese normale.
Oggi gli intellettuali nullafacenti e benestanti della sinistra terrazzara dicono: gli italiani  votano Berlusconi perché sono stupidi e ignoranti, se fossero intelligenti voterebbero per la sinistra e l’Italia diventerebbe un paese normale.
In effetti, questi intellettuali nullafacenti che insultano il popolo  fanno una vita da nobili dell’ancien régime con i soldi del popolo (infatti sono quasi tutti giornalisti che campano di aiuti di Stato alla stampa). E nei loro party in terrazza (tipo La grande bellezza)  invitano i giornalisti stranieri e, sorseggiando un cocktail dietro l’altro (tutti a nostre spese, ovviamente), li istruiscono: “Mi raccomando, sui vostri giornali insultate l’Italia berlusconiana, così gli italiani, a forza di essere insultati, capiranno la lezione e voteranno per noi”.
Dunque l’anti-italianismo degli intellettuali italiani affonda le radici nel marxismo anti-cattolico.
Similmente, il razzismo anti-italiano di inglesi, francesi, tedeschi e compagnia affonda le radici nella cultura giacobina-massonica, che è allo stesso tempo anti-cattolica e darwinista-eugenista-razzista.  Quello che i nordici hanno sempre odiato del popolo italiano, è il suo tenace attaccamento alla Chiesa cattolica, che per un pazzo rincoglionito di nome Lutero era la Babilonia del diavolo.. Accecati dall’odio, i nordici post-protestanti  hanno cercato di spiegare il persistente attaccamento di gran parte degli italiani alla fede cattolica con argomenti razzisti.  Lo spiego nel commento che ho pubblicato sul Guardian in calce al porco articolo do Tobias Jones contro l’Italia. Naturalmente  i porci lo hanno subito cancellato.

Italians are not racist and they never have been. In fact, the Catholic culture has in itself powerful account antibodies of racism (see papal encyclicals). The racist pseudo-science has been developed in the UK two centuries ago: Charles Darwin was the first scientific racist (read carefully The Descent of Man). Italians are not racist towards black people, the British are racist towards Italians instead. According to the racist pseudoscience, Italians are contaminated with genetically inferior peoples of Africa, and therefore are not fully “white” (two years ago, a bastard named Lynn wrote that southern Italians are stupid for genetic reasons) . This article, full of obscene and ridiculous stereotypes against Italians, shows that the British are still imbued with razzism towards Italians. Shame on those who wrote it!!

Pure il mio secondo commento è stato cancellato:

The fact that you deleted my comment proves scientifically that my reasoning was correct: you are racist against Italians. In fact, I have read many insulting remarks to Italy and Italians that were not deleted. Instead, you deleted my. I repeat: be ashamed. It is not over here.

 Appunto, non è finita qui, it is not over here. Speriamo che qualcuno si unisca a me.
Cari Sallusti, Feltri, Facci, Ferrara, Porro e voi tutti che non fate parte della sinistra anti-italiana: fate qualcosa!!!!!!

Il partito tasversale degli invidiosi e dei parassiti impedisce all’Italia di essere la grande nazione che merita di essere

Il popolo italiano si divide in due gruppi: creativi e invidiosi. I primi producono ricchezza, creano bellezza e inventano cose nuove, i secondi fanno di tutto per sfruttare, infangare e infine distruggere i primi. I primi lavorano nel settore nel privato (che produce i soldi delle tasse), i secondi lavorano nel settore pubblico oppure si fanno mantenere dallo stato (che brucia i soldi delle tasse). Una piccola parte dei secondi fa parte di lobbies private anti-meritocratiche che lo Stato protegge dalla concorrenza degli altri privati. Non si può entrare in queste lobbies se non tramite amicizie, raccomandazioni, parentele e, perché no, prestazioni sessuali. Le principali lobbies anti-meritocratiche in Italia sono la FIAT, azienda pseudo-capitalista che campa con i soldi dei contribuenti da tempo immemorabile, e il CINEMA italiano, che da quando campa con i nostri soldi è diventato oggetto di derisione a livello mondiale. Ieri Fellini e Antonioni, oggi Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore.
Alcuni giorni fa tal D’Alfonso, rappresentante del secondo gruppo di italiani, ha insultato Dolce e Gabbana, rappresentanti eminenti del primo gruppo, col risultato di incoraggiarli ad andarsene (la Svizzera li sta corteggiando da tempo).
Ma gli italiani hanno una lunga tradizione di denigrazione delle sue migliori risorse umane e di distruzione del loro lavoro. Faccio un solo esempio, ancora cinematografico: dagli anni ’50 agli anni ’60 il cinema horror italiano era il primo al mondo. Tutti i futuri grandi registi americani andavano a studiare le opere di Mario Bava, Luci Fulci e Dario Argento. Questi signori facevano film che costavano uno e incassavano dieci in giro per il mondo. Ebbene, i critici italiani li hanno sempre trattati con un disprezzo e un rancore che è difficile da spiegare. Ed è difficile da spiegare invece l’indulgenza dei critici verso i mediocri prodotti cinematografici finanziati dallo stato.
Ma adesso veniamo al capitolo più doloroso e scandaloso. Qualcuno sapeva che il primo prototipo di personal computer fu prodotto in Italia da un ingegnere della Olivetti? No? Nessuno lo sa perché nessuno in Italia ha avuto abbastanza intelligenza e orgoglio da valorizzare questa scoperta, e gli americani se ne sono facilmente appropriati e l’hanno migliorata.
La Silicon valley avrebbe potuto nascere in Italia, e invece noi, per colpa del gruppo degli invidiosi parassiti, siamo condannati a restare un paese di serie z famoso soltanto per la pizza.

http://www.linkiesta.it/olivetti-steve-jobs#ixzz2Zxdb9JRE

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