Tesori in frantumi

Una voce dall'abisso

Archivio per il tag “socialdemocrazia”

Contro la dittatura del partito unico keynesiano

Da ieri sul sito di Tempi:

http://www.tempi.it/contro-la-dittatura-del-partito-unico-keynesiano#.VdW98pcztfl

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Se i giovani italiani si mettono in fila davanti al consolato Usa

Mio articolo apparso ieri su Tempi:

http://www.tempi.it/se-i-giovani-italiani-si-mettono-in-fila-davanti-al-consolato-degli-usa#.VaFR5Pntmkp

Viva il cattolicesimo affarista, abbasso l’invidia sociale dei grillini verso i ciellini

http://www.youtube.com/watch?v=NBb7DvMu1co

In breve: oggi il pensiero politico maggioritario di sinistra si basa sul vizio capitale dell’invidia. Più che il bene per se stesso, l’invidioso vuole il male per gli altri. questo vizio terribile si manifesta soprattutto in forma di INVIDIA SOCIALE, che partorisce il mostro bifronte del comunismo marxista e della socialdemocrazia redistributiva (basata sul pensiero di Mills e Keynes). Il comunismo è morto, la socialdemocrazia è più viva che mai e sta finendo di uccidere le nazioni occidentali col veleno mortale del debito pubblico. In breve, che cosa accomuna il marxismo e la socialdemocrazia? L’ideale dell’uguaglianza sociale assoluta. Se il comunismo vuole ottenere l’uguaglianza assoluta mediante la totale collettivizzazione dei “mezzi di produzione”, invece la socialdemocrazia la vuole ottenere “restribuendo le ricchezze”, ossia rubando ai ricchi per donare ai poveri. Solo che nella società liberal-capitalista i ricchi non coincidono con i nobili parassiti ma con i professionisti e gli imprenditori di successo. In altri termini, nella società liberal capitalista la ricchezza è quasi sempre direttamente proporzionale al merito. Ecco, l’uomo mediocre invidioso è proprio questo che non sopporta: che qualcuno possa essere più meritevole e quindi più ricco di dl lui. Di conseguenza, per appagare la sua divorante invidia, chiederà allo stato di togliere al ricco meritevole le sue ricchezze mediante la leva fiscale per darle a lui, il mediocre invidioso. Per giustificare la sua invidia, egli dirà che il ricco-meritevole non è meritevole, ma è un “affarista” – neologismo che sta per ladro – che si sarebbe arricchito con furti e raggiri ai danni della povera gente. Accecata dall’invidia, le persone mediocri  vedono un “affarista” ossia un ladro in un imprenditore geniale che ha creato le televisioni che anche loro guardano (Berlusconi). A fare gli interessi dei mediocri invidiosi ci son i giudici di Milano. Dopo averli a lungo studiati, anche Filippo Facci è giunto alla conclusione che alla base dell’ideologia grillina c’è appunto l’invidia e il risentimento sociale.
Questa deputata grillina usa il linguaggio dell’invidia. Nelle sue parole cl diventa una comunità “affarista” che si arricchirebbe ricorrendo agli intrallazzi politici e togliendo il pane di bocca agli affamati. Accecata dall’invidia, la grillina non riesce a vedere che dietro il successo della Compagnia delle Opere e della stessa macchina del Meeting ci sono il merito, l’intraprendenza e la straordinaria capacità di sacrificio della gente toccata dall’esperienza cristiana. Al meeting e nella CDO potete vedere all’opera i discendenti dei benedettini e dei cistercensi, che costruirono l’Europa sulle rovine insanguinate dell’impero romano. Per giustificare la sua invidia distruttiva, la grillina non si accontenta di chiamare “affaristi” i ciellini: tira fuori pure argomenti del peggiore pauperismo eretico pseudo-evangelico. E già, l’invidia si nasconde spesso anche dietro la maschera di un pauperismo apparentemente francescano, in realtà cataro, secondo cui essere cristiani significa essere poveri. Ma a dispetto delle apparenza, il pauperismo è lontano dal cristianesimo tanto quanto lo è il comunismo. Infatti, pauperismo significa odio cataro per la carne. Invece, il cristianesimo esalta la carne e di conseguenza esalta tutte le opere che creano ricchezza. Non a caso nel Medioevo i monasteri erano anche fiorenti centri economici, in cui nacque il capitalismo. Se non si crea efficientemente ricchezza con le opere, che cosa si più infatti donare ai poveri?

Rileggersi il mio fondamentale saggio a puntate sull’invidia sociale, ornato delle acqueforti (da me rielaborate col photoshop) di Jacques Callot:

https://reginadigiove.wordpress.com/2012/12/18/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-i-il-socialismo-si-basa-sullegoismo-irrazionale/

https://reginadigiove.wordpress.com/2012/12/21/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-ii-dove-non-ce-mercato-ce-il-vizio/

https://reginadigiove.wordpress.com/2013/01/10/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-iii-il-potere-distruttore-dellinvidia/

https://reginadigiove.wordpress.com/2013/04/09/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-iv-bello-fare-i-giocatori-dazzardo-con-i-soldi-degli-altri/

https://reginadigiove.wordpress.com/2013/04/22/si-scrive-giustizia-sociale-e-si-legge-invidia-sociale-v-la-nuova-lotta-di-classe-parassiti-contro-lavoratori-produttivi/

In conslusione, rillegersi

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