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SENZA CRISTIANESIMO NON C’E’ LIBERALISMO. L’ateismo porta necessariamente verso la tirannia e i sacrifici umani. Parola di Nietzsce

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=JB4c4VDHQUQ

Carlo Sandrin, membro eminente del movimento ultra-liberista dei Tea Party Italia, di cui faccio orgogliosamente parte anche io, è stato intervistato negli Usa. Giustamente, Sandrin parla di “natura” e di “Dio” – ossia legge naturale e legge divina – come radici ultime dei valori occidentali, in particolare della libertà. I membri atei dei Tea party (quasi tutti seguaci della anti-cristiana liberal-libertina Ayn Rand) son insorti: “Come si permette Sandrin di parlare di Dio? Che schifo!!!” Ebbene, se agli oggettivisti randiani Dio fa tanto schifo, dovrebbero evitare accuratamente di avere rapporti con gli ultra-liberali americani. Infatti, la maggior di loro fa riferimento alla Bibbia e alla fede. Quindi, se non vi piace il misticismo, avete sbagliato paese.
Gli Usa sono il paese più cristiano del mondo intero secondo tutti i sondaggi, la percentuale di atei negli Usa è ai minimi da sempre, e non accenna ad alzarsi. Anche il cattolicesimo negli Usa è talmente vitale che, secondo molti osservatori cattolici, il futuro della Chiesa è negli Usa, mentre l’Europa è avviata ad una irreversibile decadenza atea e islamica.
La verità è che gli Usa non sono massoni. A distruggere la leggenda popolare – cara a certi cattolici di bassa lega, ossessionati dai complotti – secondo cui gli Usa sarebbero una nazione massonica ci ha pensato Michael Novak, storico ed economista caro a Giovanni Paolo II (le encicliche di tema economico di Woytila si basano su scritti di Novak). Michael Novak ha dimostrato che George Washington non era un massone agnostico bensì un cristiano molto devoto (http://michaelnovakonlinearchive.blogspot.com/2007/09/michael-novak-washingtons-god.html ). Dio è presente anche nella Dichiarazione di Indipendenza delle 13 colonie inglesi del nord America (Philadelphia, 4 luglio 1776):
«Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità…».
In quale altra costituzione al mondo è nominato Dio? Mentre in Europa il concetto di laicità è concepito come “libertà dalla religione”, in America è concepito come “libertà di religione”.
Io credo che siamo alla resa dei conti. Per secoli ci si è illusi che potesse esistere un liberalismo ateo e una legge naturale atea. In realtà, la radice ultima del liberalismo guisnaturalista è il cristianesimo: se ne accorse pure e lo urlò ai quattro venti il libertario ebreo (sottolineo ebreo) Murray Rothbard:

CATHOLICISM, PROTESTANTISM, AND CAPITALISM (1957)

Ci possono essere molti bravi atei che credono fermamente nella legge naturale e nella libertà, ma di per sé la l’ateismo porta verso la degenerazione della libertà in licenza da una parte (vedi la pornificazione della società oggu) e la tirannia dall’altra (nazi-comunismo). La storia ha dimostrato che quando muore Dio muore anche l’uomo: i regimi atei (comunista e nazista) hanno prodotto i campi di sterminio. D’altra parte, gli atei dovrebbero leggersi accuratamente De Sade e Nietzsche, i quali dimostrano con la loro implacabile logica che l’ateismo porta verso i sacrifici umani. E giustamente Horkeimer e Adorno nel testo capitale La filosofia dell’illuminismo fanno notare che l’intellighenzia modernista ha denigrato e occultato il pensiero dei due suddetti, in quanto dimostravano che “in base all’ateismo materialista non è possibile elaborare un solo valido argomento contro l’omicidio”.
Siamo alla resa dei conti. In futuro il liberalismo sopravviverà solo laddove c’è ancora la fede cristiana. Nazioni atee e islamiche si solleveranno contro le ultime nazioni liberali e cristiane.

SI SCRIVE GIUSTIZIA SOCIALE E SI LEGGE INVIDIA SOCIALE, V. La nuova lotta di classe: parassiti contro lavoratori produttivi

Ci troviamo di fronte ad una nuove “lotta di classe”: non più borghesi contro proletari, ma distruttori di ricchezze contro produttori di ricchezze. I secondi pagano le tasse, i primi sono mantenuti dalle tasse. Distruttori di ricchezze sono in primo luogo tutti coloro che lavorano alle dipendenze dello Stato (impiegati statali, burocrati, politici di ogni genere e grado), in secondo luogo i falsi “bisognosi” che si fanno assistere dallo Stato (falsi invalidi, baby pensionati eccetera) e infine i grandi capitalisti e i grandi banchieri che si fanno coprire le perdite dallo Stato (vedi post precedente). Produttori di ricchezze sono tutti coloro che lavorano nel settore privato senza ricevere aiuti dallo Stato: lavoratori dipendenti, imprenditori, commercianti e liberi professionisti (fra cui anche i pochi intellettuali e i pochi veri artisti di valore). Dal momento che lo Stato mette gentilmente nelle loro tasche i soldi che prende dalle tasche dei produttori, i consumatori-distruttori adoreranno lo Stato come gli ebrei hanno adorato per qualche tempo il vitello d’oro. E’ assai improbabile che quanti ricevono la pappa dallo Stato possano votare per un partito che propugna la riduzione dello Stato e quindi la fine della distribuzione automatica di pappa pronta. Per usare una immagine dura ma sostanzialmente veritiera, è improbabile che il parassita voti per il partito degli anti-parassitari. Insomma, Mitt Romney aveva perfettamente ragione: i repubblicani non avrebbero mai potuto sperare di ottenere voti da quel circa 39% di americani che “vivono delle elemosine dello Stato”. In qualunque paese del mondo, un partito che professa idee liberali non può sperare di ottenere i voti di quanti non appartengono alla classe dei produttori di ricchezze vessati dal fisco.

Purtroppo, questi ultimi sono sempre di meno, e di conseguenza i partiti liberali tendono a ricevere sempre meno voti. Infatti, come ho detto, a furia di trasferire ricchezze dalla classe che le produce a quella che le consuma soltanto, lo Stato provoca l’estinzione progressiva della prima e l’espansione illimitata della seconda (ho letto che in Italia ormai c’è un impiegato statale ogni tredici lavoratori attivi). Lo Stato è una bestia talmente stupida che non si accorge nemmeno che uccidere la classe media è contro i suoi sporchi interessi. Quando avrà finito di uccidere la classe media, le ricchezze a chi le ruberà? D’altra parte, la maggioranza è troppo accecata dai vizi dell’invidia e della pigrizia per capire che così non si potrà andare avanti a lungo. Invece di solidarizzare con gli oppressi dal fisco, li disprezza. I giornalisti e gli intellettuali incoraggiano questo disprezzo, descrivendo gli sfruttati come “ricchi sfruttatori” e dipingendo i liberali come dei nazisti sadici che vogliono fare morire di fame i bambini poveri. Ormai è impossibile dire qualcosa di liberale in un talk show senza essere crivellati di insulti dal pubblico. Quando gli sfruttati sono ormai in fin di vita, la maggioranza chiede allo Stato di fruttarli di più e meglio. Che è come premere l’acceleratore sulla via del precipizio.

La maggioranza invidiosa comprende non soltanto tutti quelli che dipendono direttamente o indirettamente dallo Stato, ma anche una parte dei lavoratori dipendenti. In effetti, questi ultimi sono in una posizione ambigua. In quanto guadagnano meno dei loro datori di lavoro, possono farsi tentare dall’invidia. In quanto tuttavia sono vittime, come i loro datori di lavoro, di fisco insaziabile, possono anche maturare una coscienza liberale anti-statalista. Purtroppo, lo Stato ha trovato da parecchio tempo la maniera di sedurli: alza l’aliquota fiscale per i ricchi. I dipendenti accettano di buon grado di cedere quasi la metà del loro stipendio allo Stato perché si illudono che lo Stato restituirà loro sotto forma di servizi e welfare non soltanto la metà del loro stipendio ma anche parte di quello che è stato tolto ai “ricchi”, che comprendono i loro odiati datori di lavoro. Poveretti. E il problema è che l’illusione della “ridistribuzione delle ricchezze” è più forte dell’esperienza: da quando sono nati hanno avuto modo di vedere che lo Stato maltratta i cittadini e tuttavia continuano a credere nella favola della ridistribuzione.

Negli Usa la “lotta di classe” fra produttori di ricchezze e consumatori delle ricchezze sta diventando “lotta di classe” fra bianchi e non bianchi. Nota Ann Coulter che Mitt Romney ha ottenuto fra gli elettori bianchi una percentuale di voti nettamente superiore a quella ottenuta da Ronald Reagan nel 1980. Solo che nel 1980 i bianchi rappresentavano l’88% degli elettori, mentre oggi rappresentano solo il 72%. “I democratici non hanno cambiato le convinzioni di nessuno. Hanno cambiato le persone”. La rielezione del peggiore presidente della storia americana è effetto delle politiche sull’immigrazione troppo permissive promosse dal partito democratico, che ha sempre mirato esplicitamente a importare nuovi elettori dal Terzo Mondo. Oltre a farli entrare in massa, i democratici hanno pure dato loro la pappa pronta. Nello specifico, hanno facilitato l’accesso dei nuovi immigrati ai programmi di assistenza pubblica e naturalmente permesso loro di ottenere la cittadinanza in tempi più rapidi. Come potevano dunque i nuovi americani non correre a votare il peggiore presidente della storia degli Usa? Che cosa può importare a loro se Obama ha fatto aumentare lo stock del debito federale di più del 50%, portando il deficit pubblico al 10% del Pil Usa? Infatti, il debito lo pagheranno i bianchi.

Ann Coulter crede che i nuovi americani voterebbero per il partito repubblicano se soltanto i repubblicani si sforzassero di avvicinarli e insegnare loro i principi del liberalismo. Una volta che avremo fatto loro capire che razza di ladro è lo Stato, loro per primi si ribelleranno. Perché, si chiede la Coulter, un nuovo americano dovrebbe accettare di cedere gran parte del suo stipendio allo Stato? E perché dovrebbe accettare cose contrarie alle sua tradizione di origine, come il matrimonio omosessuale o l’aborto? Certo, è possibile che in futuro i nuovi americani possano convertirsi in massa liberalismo. Ma io ho i miei dubbi. In primo luogo la maggior parte dei nuovi americani non appartengono alla classe dei pagatori di tasse, ma alla classe di coloro che i soldi delle tasse li ricevono dallo Stato. Come ha ricordato Romney, sono assistiti allo Stato circa il 39% degli americani. Ma se consideriamo solo gli immigrati regolari, quella percentuale sale al 57%. Dunque, il 57% dei nuovi americani sanno bene che votare contro lo Stato è come votare contro il piatto su cui mangiano.

Ma poi c’è una ragione molto più profonda e molto più preoccupante: i nuovi americani, così come i nuovi italiani, non sono occidentali. Rimangono tenacemente attaccati alle loro culture di origine, che disconoscono non soltanto il valore per noi sacro della libertà ma anche l’etica del lavoro. Secondo tutte le culture extra-occidentali, nessuna esclusa, vivere di ozio sfruttando il prossimo non è qualcosa di cui vergognarsi, al contrario è qualcosa di cui vantarsi. Quindi, molto difficilmente gli extra-occidentali infiltrati in Occidente accetteranno di passare dalla classe dei consumatori di ricchezze assistiti dallo Stato alla classe dei produttori di ricchezze. C’è anche di peggio. Secondo tutte le culture extra-occidentali, nessuna esclusa, l’individuo vale meno dello Stato, che sia il califfato musulmano o il celeste impero cinese. Quindi, siete avvertiti: se gli occidentali autoctoni d’Europa e d’America continuano a percorrere la strada in discesa della contrazione demografica, nessuno li salverà da un futuro totalitario. Immaginate un totalitarismo multietnico e multiculturale, un po’ 1984 di Orwell e un po’ Blade Runner.

Tutte le idee e i valori sui cui si basa il liberalismo sono idee e valori esclusivamente occidentali. Ad esempio nessuno, proprio nessuno, al di fuori dell’Occidente e della sua area di influenza crede nel valore della libertà individuale e nella dignità infinita di ogni essere umano. Non giriamoci intorno: è stato il Cristianesimo ad insegnare queste idee e questi valori all’Occidente. Quindi, quanto più in Occidente viene meno il Cristianesimo, tanto più viene meno anche il liberalismo. Tanto è vero che il modello dello Stato onnipotente che assiste i suoi sudditi dalla culla alla tomba non esisteva nei secoli cristiani: è stato partorito dell’Illuminismo ateo. Avendo negato l’esistenza dei vizi capitali, l’illuminismo ha inventato uno Stato che alimenta e trae nutrimento dai vizi dell’invidia, della pigrizia, dell’avidità e della superbia. Lo statalismo è seducente come i vizi capitali. Non solo, ma avendo messo l’uomo al posto di Dio, l’Illuminismo si rifiuta tenacemente di credere che l’uomo sia incapace di resistere a lungo alla seduzione del peccato. L’Illuminismo ha cancellato il concetto di peccato originale. Possiamo passare la vita a spiegare alla gente che i rappresentanti dello Stato sono inclini all’avidità e alla superbia mentre gli impiegati pubblici sono inclini alla pigrizia; possiamo passare la vita a mostrare alla gente decine, centinaia, migliaia di esempi di spreco e furto di denaro pubblico e mostrare le statistiche sull’assenteismo negli uffici pubblici. Possiamo passare la vita a spiegare queste cose e la gente continuerebbe a rifiutarsi di capire. Infatti, la gente si rifiuta di credere che l’uomo sia debole e quindi non rinuncerà mai all’illusione che si potrà trovare un giorno la maniera di fare funzionare lo Stato. Tutti sono arci-convinti che un giorno nessun politico sarà sorpreso a rubare e nessun impiegato statale sarà sorpreso a scaricare materiale porno da quando entra in ufficio alla mattina a quando ne esce alla sera. I giornalisti e gli intellettuali rafforzano questa illusione, dipingendo i paesi socialdemocratici del nord come paradisi di efficienza. Nessuno sa che non è vero.

Prendiamo dunque coscienza del fatto che la lotta dello statalismo contro il liberalismo coincide con la lotta dei vizi contro le virtù. Coincide con la lotta di una cultura che divinizza l’uomo negando il peccato originale contro una cultura che invece riconosce la debolezza dell’uomo e la sua intrinseca dipendenza da Dio. Più in generale, coincide con la lotta dell’ateismo occidentale alleato con la barbarie extra-occidentale contro il Cristianesimo. Quindi, il liberalismo è destinato a partecipare, almeno in parte, allo stesso odio che il mondo nutre verso il Cristianesimo. “Vi odieranno e, contro di voi, diranno ogni sorta di menzogna”. Sapendo di mentire, gli intellettuali di sinistra descrivono i liberali come dei sadici che proteggono ricchi spietati che tolgono il pane di bocca ai bambini poveri. Senza dubbio, Ronald Reagan e Margareth Thatcher – guarda caso entrambi cristiani – sono stati i politici più insultati del ventesimo secolo. Perché sono stati quelli che hanno fatto meglio.

Dunque, che fare? Dal momento che gli occidentali stanno ripudiando il Cristianesimo mentre gli immigrati semplicemente lo ignorano, la battaglia a favore del liberalismo potrebbe sembrare persa in partenza. In realtà, non lo è. Anche la battaglia contro il comunismo sembrava persa in partenza. Ma poi si è capito che c’era una maniera molto efficace per combattere contro il comunismo: lasciarlo fare. Dunque, lasciamolo in pace, lo Stato socialdemocratico e keynesiano. Lasciamolo uccidere a colpi di tasse la classe di coloro che potrebbero votargli contro. Ma il paradosso è che quelli che potrebbero votagli contro sono anche coloro da cui lo Stato si fa mantenere. Insomma, il Leviatano perseguita e uccide le vacche che munge. Quindi, è solo questione di tempo: quando avrà finito di distruggere i “kulaki” che lo mantengono, il Leviatano socialdemocratico farà la stessa fine dello Stato sovietico, che è crollato su sé stesso.

In realtà, già sta crollando: gli addetti al marketing delle grosse multinazionali già guardano all’Europa come al Terzo Mondo. Di recente è apparso un articolo agghiacciante: Maurizio ricci, “Lo shopping è monodose”, Repubblica, 22 ottobre 2012. L’autore illustra le strategie di marketing che i grossi gruppi multinazionali adotteranno in Europa nei prossimi anni: “L’indicazione certifica ufficialmente – fuori da ogni pregiudizio o ironia, perché le multinazionali sono notoriamente senza cuore, dunque spietatamente lucide – che l’Europa può ormai essere considerata un continente povero, sul bordo del Terzo mondo. E, come nei paesi poveri, una delle strategie di vendita è ridurre le dimensione delle confezioni, per rendere la spesa più abbordabile. Oppure, rendere i prodotti meno complessi e sofisticati, dunque più economici”. Insomma, siamo ridotti come i sovietici. Loro facevano la fila per il pane, noi faremo la fila per comprare gli scarti negli hard-discount. Ma il bello è che anche gli ex parassiti di Stato saranno alla fame. E allora anche loro si convertiranno in massa al liberalismo.  E The road to serfdom di Friedrick von Hayek diventerà il loro libretto rosso.

SI SCRIVE GIUSTIZIA SOCIALE E SI LEGGE INVIDIA SOCIALE, I. Il socialismo si basa sull’egoismo irrazionale.

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Non mi stupisco affatto che la maggioranza degli americani abbia riconfermato il peggiore presidente della storia degli Usa. E’ certamente vero che la democrazia è largamente preferibile a qualsiasi altra forma di governo, ma è altrettanto vero che non sempre in democrazia vincono i migliori. Anzi, si direbbe che i migliori vincano più raramente dei peggiori. Hitler, ad esempio, era stato votato da una percentuale consistente degli elettori tedeschi. Per il resto, vincono quasi sempre i mediocri. La maggioranza degli elettori tende a scartare i migliori per due ragioni. La prima è che la maggioranza non ha sufficiente preparazione per distinguere  il meglio dal peggio, il bene dal male, il vero dal falso. Troppo pochi sono quelli che hanno sufficiente preparazione politica e culturale per capire che il socialismo è il peggio mentre il liberalismo è il meglio. Tutti gli altri si fanno convincere dai demagoghi di sinistra che la crisi sarebbe effetto del “liberismo selvaggio”. La seconda ragione per cui la maggioranza degli elettori tende a scartare i migliori è che il peggio è più seducente del meglio.

Tutti gli economisti modernisti, ossia tutti gli economisti dei secoli ventesimo e ventunesimo tranne Friedrick von Hayek e qualcun altro, concepiscono l’economia come una sorta di macchina. Questa macchina non sarebbe mossa dagli attori economici, che ne sarebbero piuttosto semplici ingranaggi senza autonomia, ma piuttosto da un insieme di implacabili leggi fisiche. Dal momento che crede di conoscere queste fantomatiche leggi, l’economista modernista crede anche di conoscere la maniera di “rimettere in moto” l’economia in tempi di crisi. In realtà, più egli la “rimette in moto” e più l’economia rallenta, fino a fermarsi, anche se egli non lo ammette. Non si può “rimettere in moto” o “aggiustare” l’economia senza finire di romperla per la semplice ragione che l’economia non è una macchina e gli attori economici non sono ingranaggi. Sono persone che agiscono in base alla loro cultura, ai loro valori e ai loro desideri. Sono le persone, non presunte leggi fisiche a muovere l’economia. E noi cristiani sappiamo che, non si possono capire i comportamenti umani se non si considera anche un fattore occulto le cui conseguenze sono tuttavia evidenti, tangibili: il peccato originale. In realtà, non c’è neppure bisogno di credere nel dogma del peccato originale per rendersi conto che nessun essere umano è immune alla seduzione del male. Gli uomini spesso non fanno il bene che vogliono ma il male che non vogliono. Credo che anche un bravo psichiatra ateo sia pronto a confermarlo.

Comunque, per andare subito al punto, l’economia ha meno a che fare con la matematica che con la morale. Non a caso, i tomisti la consideravano una branca della filosofia morale. Per chi non lo sapesse i tomisti e lo stesso san Tommaso sono stati i primi teorici del liberalismo. Molti faticano ad ammettere che la dottrina liberale sia figlia del cattolicesimo. Per fortuna, Murray Rothbard aveva l’onestà intellettuale e il coraggio di ammetterlo (Catholicism, Protestantism, and Capitalism). Quindi, bye bye a Weber, secondo cui il capitalismo liberale sarebbe figlio del protestantesimo. E bye bye anche ad Ayn Rand, secondo cui il socialismo sarebbe figlio del Cristianesimo. In realtà, è fin troppo facile dimostrare che i totalitarismi politici di destra e di sinistra sono figli dell’illuminismo ateo. Il socialismo è precisamente l’elemento fondamentale di ogni totalitarismo, non solo di sinistra ma anche di destra. Mussolini non si era forse formato nel partito socialista? E nazismo sta forse per nazional – socialismo? Affermando che il socialismo si fonderebbe su un generico “altruismo” di matrice cristiana, la Rand dimostra di essere vittima della propaganda dei socialisti stessi. Sono loro che vogliono fare credere che il socialismo si basi sulla carità cristiana, che si anzi la forma più perfetta di carità, la carità elevata a sistema politico. E purtroppo, molti cristiani ci credono.

In realtà, il socialismo non ha nulla a che fare con con un generico altruismo: ha a che fare piuttosto, come argomenterò, con la superbia, l’avidità, la pigrizia e soprattutto con l’invidia. Si scrive “giustizia sociale” e si legge “invidia sociale”. Al presunto altruismo socialista, la Rand oppone un “egoismo razionale”, che lei considera non a torto il principio fondamentale del liberalismo. Senza dubbio esiste un egoismo sano, giusto e razionale, che non è se non il retto amore di sé. Come si può amare il prossimo come sé stessi se non si ama sé stessi? Ma esiste anche un egoismo cattivo, che è la volontà di procurarsi dei vantaggi a spese degli altri. Ebbene, la Rand non si era resa conto che il socialismo si basa sulla forma peggiore di egoismo. Il socialista dice che vuole togliere ai ricchi per dare ai poveri: in realtà vuole dare solo a sé stesso. Oltretutto, quelli che il socialista chiama “ricchi” non sono aristocratici fannulloni che campano di rendita (anche perché l’aristocrazia di sangue è quasi del tutto estinta, Deo gratias) bensì cittadini onesti che producono ricchezza col duro lavoro. Quando dice che vuole togliere ai ricchi per dare ai poveri, il socialista in realtà intende che vuole togliere a quelli che lavorano duramente per dare a quelli che lavorano di meno o oziano, fra i quali che lui stesso. Insomma, il socialismo è il sogno egoista di vivere a spese degli altri. Infine, il socialismo non si basa sull’amore: si basa sull’odio. Il socialista non ama i poveri: odia i ricchi ossia i cittadini produttivi. Li odia perché li invidia. In definitiva, non vuole aiutare i poveri: vuole rendere poveri anche i ricchi.

Qualcuno dovrebbe informare quei cristiani poco avveduti che credono all’equazione socialismo = altruismo, ossia i catto-comunisti, che il loro amato socialismo democratico – terribile ossimoro – fu inventato da uno che perseguitava la Chiesa. Si chiamava Bismark. La kulturkampf anti-cattolica di Bismark preparò il terreno all’affermazione del nazismo. Repetita iuvant: nazismo significa nazional-socialismo.

Dunque, esaminiamo il socialismo e il liberalismo dal punto di vista morale. Domanda: perché la stragrande maggioranza degli occidentali colti preferiscono il socialismo al liberalismo? Risposta: perché il vizio è più seducente della virtù. La mia tesi, che in seguito tenterò di argomentare, è che il socialismo ha più successo del liberalismo perché il socialismo fa leva sui vizi capitali degli elettori mentre il liberalismo esalta le virtù.

Il socialismo è una sirena molto seducente, che assume forme diverse. C’è il socialismo moderato della socialdemocrazia e c’è il socialismo estremo del comunismo. Fra socialdemocrazia e comunismo ci sono numerose forme intermedie. Tutte si basano su un dogma che rimane stabile nel tempo: il mercato è cattivo e lo Stato è buono. La sinistra socialdemocratica si accontenta di più Stato e meno mercato, quella comunista invece vuole solo Stato e niente mercato. La sinistra moderata si accontenta di “ridistribuire le ricchezze”, la sinistra estrema invece vuole che l’economia sia interamente gestita dallo Stato. La sinistra moderata si accontenta di tassare molto i ricchi, la sinistra estrema invece vuole renderli poveri come tutti gli altri. Dunque, fra le due sinistre non ci sono differenze sostanziali. Se quella comunista odia a morte il mercato, quella socialdemocratica lo odia soltanto un po’ meno.

Il mercato non è qualcosa di sovrapposto alla società: è il cuore, il sistema nervoso della società. In esso i cittadini si scambiano incessantemente beni, servizi, forza lavoro ed idee tramite il denaro. Il mercato è lo spazio in cui l’individuo esercita la sua libertà economica mettendo a frutto i suoi talenti. Quindi, odiare il mercato significa odiare la meritocrazia e la libertà (e pure la virtù della responsabilità, che è condizione della libertà). Se dunque la sinistra comunista odia a morte il merito e la libertà, quella socialdemocratica non è che li ama: semplicemente, li odia un po’ meno oppure, se va bene, li ama un pochino. Matteo Renzi è uno di quelli che un pochino riesce ad amarli, il che è già tanto nei tempi socialisti che corrono.

Dopo avere visto il socialismo, vediamo il liberalismo. In estrema sintesi, il liberalismo chiede una sola cosa: che lo Stato non opprima il mercato ossia la società. Secondo la dottrina liberale, lo Stato dovrebbe gestire pochi settori (politico, militare, giudiziario e poco altro), lasciando tutti i servizi di pubblica utilità (da quello sanitario a quello scolastico) ai privati che agiscono sul mercato. Ebbene, lo Stato moderno non si accontenta di rimanere nel suo spazio: tende ad ingrandirsi sempre di più, togliendo sempre più spazio al mercato. Non soltanto gonfia a dismisura il suo apparato burocratico ma pretende di assistere i cittadini dalla culla alla tomba e di erogare servizi essenziali al posto dei privati. (Se qualcuno ha l’impudicizia di sostenere che i servizi forniti dallo Stato sono migliori e più economici di quelli forniti dai privati, a lui l’onere della prova). E quanto più crescono le dimensioni dello Stato, tanto più cresce il potere e la ricchezza dei suoi massimi rappresentati: politici, ministri, dirigenti pubblici, grandi burocrati eccetera.

Insomma, lo Stato moderno si è incamminato da lungo tempo sulla strada del socialismo. Dal XIX secolo ad oggi, l’aliquota fiscale media è cresciuta da meno del 10% a poco meno del 50% in quasi tutti i paesi occidentali. L’aumento prodigioso del carico fiscale, che coincide con l’aumento prodigioso del socialismo, è causato dal peccato. Nello specifico, il socialismo solletica la superbia e l’avidità dei rappresentati dello Stato nonché la pigrizia, l’accidia e l’invidia dei cittadini. Più Stato significa da una parte più potere e più soldi per i rappresentati dello Stato, dall’altra meno responsabilità e più pappa pronta per i cittadini.

(Continua)

P. S.: cliccare qui  per saperne di più sull’illustrazione in alto.

Articoli su Pepe 2006 – 2007

Matrimonio e destino

Pubblicato su Pepe 16, marzo-aprile 2006.

Essere illiberali per salvare il liberalismo

Pubblicato su Pepe 17, maggio-giugno 2006.

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E nacque la massa, la morte del popolo

De sade, l’anticipatore

Pubblicato su Pepe 18, settembre-ottobre 2006.

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Urge nave per mare tempestoso

Pubblicato su Pepe 19, novembre-dicembre 2006.

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Un palazzo di cristallo insanguinato

E l’utopia finì in pornografia

Pubblicato su Pepe 20, marzo 2007.

Pepe_20_rid

Chi odia la ricchezza odia la sua carne

Pubblicato su Pepe 21, estate 2007.

Per un patriot act laico e cattolico dovremmo iniziare a parlare non solo di libertà, ma soprattutto di peccato originale

Pubblicato su Tempi, 22 dicembre 2005.

DURA E APPASSIONATA LETTERA IN DIFESA DELLE LEGGI ANTITERRORISMO CONTRO L’IDEOLOGIA POST-ILLUMINISTA CHE CERCA SOLO NELLE CAUSE SOCIO-ECONOMICHE IL MOTIVO PER CUI L’UOMO è SPINTO A COMPIERE IL MALE. ECCO COSA SUCCEDE A TOLLERARE GLI INTOLLERANTI
Di Jacob Giovanna
in Lettere
22 Dic 2005

Sembra che i cosiddetti “progressisti” siano meno terrorizzati dal terrorismo che dalle misure anti-terrorismo dei governi occidentali. Sia il Patriot Act (introdotto negli Usa nel 2001) che il Pacchetto-Pisanu (introdotto in Italia nel 2004, aggiornato nel luglio 2005) e il Prevention of Terrorism Act (introdotto in Gran Bretagna il 5 agosto 2005) prevedono, seppure in diverse forme, l’arresto o l’espulsione per gli individui pericolosi noti ai servizi segreti e per chiunque commetta il reato di «giustificare o esaltare il terrorismo» (cfr. Repubblica, 10/8/2005). Per il Guardian il Prevention of Terrorism Act è una «manovra avventata» che lede le libertà democratiche, mentre per il liberaldemocratico Robert Kennedy «queste misure rischiano di incidere sull’immagine liberale della Gran Bretagna e di fomentare nuovo odio» (Repubblica, 7/8/2005). Per Marco Rizzo dei Comunisti italiani queste misure «provocano una spirale di odio e di xenofobia, che anziché estirpare il terrorismo, lo alimenta» (Repubblica 6/8/2005). Giudizi analoghi sono stati espressi da quasi tutti gli esponenti dell’Unione. Intanto negli Usa scrittori popolari come John Grisham e Stephen King promuovono una campagna d’opinione e una raccolta di fondi contro le misure del Patriot Act che loro giudicano contrarie alla costituzione degli Usa (Repubblica, 17/8/05).
Perché tanta paura delle leggi antiterrorismo? Semplice: perché contraddicono tutto il pensiero occidentale degli ultimi duecento anni. L’uomo illuminista esilia Dio in un cielo postumo per farsi lui stesso dio. Ad un dio nulla deve essere vietato: “vietato vietare”. A parte rubare e uccidere, ognuno deve essere libero di fare e soprattutto di dire tutto quello che vuole. La libertà infinita dell’uomo è soprattutto libertà d’espressione infinita. Quello che non è lecito in opere è lecito in parole: il satanista non può fare sacrifici umani ma può fare discorsi a favore dei sacrifici umani sul suo blog (nessuna legge glielo vieta); Toni Negri non può fare il terrorista ma può incitare i suoi studenti ad abbracciare il terrorismo rosso (i radicali hanno difeso questo suo diritto); il predicatore islamista non può mettere le bombe in metropolitana ma può suggerire ai suoi ascoltatori l’opportunità di mettercele. Fino a poco tempo fa nessuna legge vietava ad Omar Bakri Mohammed di istigare apertamente i musulmani britannici a fare violenza sui miscredenti britannici che gli pagavano il sussidio settimanale di 340 sterline e lo facevano alloggiare gratuitamente in una casa del valore di 200 mila sterline (Repubblica, 12/8/2005). In quello stesso paese i satanisti hanno appena ottenuto libertà di culto sulle navi della flotta militare.

Materialismo dogmatico
Oltre al liberalismo dogmatico, dietro la libertà d’espressione infinita c’è il materialismo dogmatico. Più precisamente il materialismo dogmatico è una conseguenza del liberalismo dogmatico. In quanto è dio di se stesso, l’uomo deve poter capire tutto di se stesso. Impregnata come è di misteri che affondano nel grande Mistero, l’anima è il punto di se stesso che l’uomo non capisce mai fino in fondo. Per questo l’uomo-dio nega di avere un’anima ovvero la riduce ad una appendice del corpo composta di inconscio e coscienza, entrambi privi di misteri per la scienza neurologica e psicanalitica. Se sta materialmente bene, l’uomo pensa e agisce bene, se sta materialmente male ovvero subisce delle ingiustizie socio-economiche l’uomo pensa e agisce male (notare il paradosso per cui l’uomo emancipato da Dio è un burattino mosso dalla materia). La libertà d’espressione non ha limiti non solo perché la libertà dell’uomo non ha limiti, ma proprio perché tutto quello che un uomo pensa e dice non può ispirare le azioni degli altri uomini. Fra le parole di Omar Bakri e la scelta del terrorista non c’è dunque una relazione di causa-effetto, ma casomai una causa comune: le ingiustizie socio-economiche. Dunque togliere a Bakri la libertà di predicare l’odio non solo è in contrasto col Primo Emendamento della costituzione Usa ma è perfettamente inutile. Invece limitare la libertà del sospetto terrorista è addirittura dannoso. Dal momento che il terrorista è vittima di ingiustizie socio-economiche, persegitarlo con metodi polizieschi significa aggiungere ingiustizia a ingiustizia e così provocare «una spirale di odio e di xenofobia, che anziché estirpare il terrorismo, lo alimenta» (Marco Rizzo). Come hanno scritto su Repubblica, la durezza poliziesca ha come unico effetto quello di «estremizzare e radicalizzare chi è ancora in una zona grigia» (Repubblica, 6/8/2005). In conclusione, per estirpare il terrorismo non bisogna limitare la libertà d’espressione dei predicatori dell’odio né perseguitare i terroristi, bensì estirpare le ingiustizie socio-economiche che generano allo stesso tempo il terrorismo e la sua propaganda. E queste ingiustizie chi le produce? Ma ovviamente l’Occidente capitalista e imperialista!

Blair contro i musulmani
Ad agosto Abu Qatada è stato arrestato dalla polizia britannica perché si era espresso a favore della guerra santa contro la Gran Bretagna. Yasser al-Serri, direttore dell’Osservatorio islamico di Londra, ha commentato: «È in atto una campagna arbitraria orchestrata dal governo Blair contro gli arabi e i musulmani» (Repubblica, 12/8/2005). Come stupirsi se alcuni di essi, in preda all’esasperazione, terroristi lo diventano per davvero? Per fortuna in Italia abbiamo dei magistrati intelligenti che rilasciano i sospetti terroristi cinque minuti dopo il loro arresto. In effetti l’etiope Issac Hamdi, catturato a Roma, dice di avere fatto esplodere lo zaino tra le stazioni del metro di Sheperd’s Bush e Westbourne Park a Londra il 21 luglio perché «dopo gli attentati del 7 luglio gli islamici di Londra sono stati insultati e repressi». Negli incontri cui partecipava nella moschea di Brixton e in una palestra di Notting Hill si facevano «soprattutto analisi della situazione politica e del fatto che ovunque in Occidente i musulmani sono oggetto di vessazioni. E che quindi devono reagire» (Repubblica, 31/7/2005).

Tutta colpa della fede
Dal punto di vista illuminista per sconfiggere il terrorismo bisogna prima eliminare le ingiustizie socio-economiche che lo generano. Gli Stati canaglia che armano i terroristi andrebbero messi al riparo dalle ingiustizie della globalizzazione economica, gli emarginati che mettono le bombe in metropolitana andrebbero integrati nella società occidentale. Tutte le fedi religiose assunte in modica quantità fanno bene, in quantità appena superiori fanno male alla salute mentale. Essere occidentali significa ridurre la fede ad un sentimento moderato (utile analgesico contro il terrore della morte) e fare del benessere e del divertimento lo scopo della vita. Essere occidentali significa vivere in pace con tutti, perché chi si diverte non ha voglia di fare la guerra: “fate l’amore e non la guerra”. È la religione presa troppo sul serio che ispira le guerre.
Secondo la cultura moderna post-illuminista, il terrorismo nasce dalla povertà e dall’emarginazione. La realtà è ben diversa: i terroristi sono tutto fuorché poveri-emarginati, vittime dell’Occidente. I diciannove kamikaze dell’11 settembre avevano frequentato le migliori università occidentali e facevano su e giù per gli Stati Uniti col portafoglio pieno di carte di credito. L’assassino del regista Theo Van Gogh era uno studente modello, esaltava in un perfetto olandese le meraviglie del multiculturalismo su di un giornaletto di provincia e fumava le droghe leggere come i suoi coetanei olandesi (Il Foglio, 29/10/2005). Prima di dedicarsi alla guerra santa, l’etiope Issac Hamdi si interessava soltanto di rap afro-americano, di musica hip hop e di ragazze, che a quanto pare avevano un debole per lui. Passava tutti i pomeriggi sul “muretto” di piazzale Flaminio a Roma, dove incontrava ragazzi italiani ma anche «francesi e americani, studenti dello Chateaubriand, del Saint Dominique e dell’Overseas. più di cento persone, senza traccia di razzismo» (Repubblica, 1/8/2005). Alla faccia della mancata integrazione. La maggior parte dei volontari della guerra santa partiti per l’Irak e l’Afghanistan dai paesi dell’Unione Europea (sono centinaia) sono nati e cresciuti in Europa all’interno di famiglie di immigrati benestanti e integrati. L’estremismo islamico attrae pure occidentali figli di occidentali: vedi il “talebano” Johnny Walker, il cecchino di Washington e il siciliano Domenico Quaranta (autore di un fallito attentato al tempio della Concordia in Sicilia e di una fallita strage alla stazione metropolitana del Duomo a Milano). Ad essi bisogna aggiungere un numero imprecisato di “cellule dagli occhi azzurri” reclutate da Al Qaeda.

L’uomo non è solo corpo
La realtà ci dice che non basta dare al giovane musulmano benessere e divertimento per renderlo immune alla seduzione del terrorismo. Per una ragione semplicissima: perché l’uomo non è solo corpo. Non è vero che l’anima è una appendice del corpo. Non è vero che pensieri e azioni sono “sovrastruttura” delle condizioni materiali di un uomo. Non è vero, in altri termini, che l’uomo è un pezzo di materia mosso dalla materia che lo circonda. È l’anima che muove il corpo e modifica la realtà materiale, non viceversa. Non è nel corpo ma è nell’anima che si originano il crimine e il terrorismo. In termini più semplici, il crimine e il terrorismo sono oggetto di una libera scelta.
È la volontà l’unica causa delle azioni dell’uomo. La volontà è soprattutto capacità di scelta fra il bene e il male. L’uomo sceglie il male non perché ha dei problemi socio-economici, ma perché prova piacere nel fare il male. Dietro il gusto del male non c’è una ragione materiale ma una ragione spirituale: il peccato originale. Dall’esistenza del male nel mondo possiamo logicamente dedurre l’esistenza del peccato originale come sua causa nascosta che sfugge alla indagine dei sensi. Invece i post-illuministi trovano che il peccato originale sia solo una superstizione cattolica e che il male possa essere estirpato con gli strumenti della scienza. Chissà come si sono sentiti quando la scienza ha fornito qualche argomento a favore della superstizione cattolica. Difficilmente tutti gli uomini sarebbero disposti a non fare il male che vorrebbero senza la minaccia di una punizione. È assurdo affermare che la lotta al terrorismo incoraggia il terrorismo tendendo ad «estremizzare e radicalizzare chi è ancora in una zona grigia» (Repubblica, 6/8/2005).

Il “rap del terrorismo”
In realtà le leggi anti-terrorismo non fanno aumentare il terrorismo per la stessa ragione per cui le leggi contro l’omicidio non fanno aumentare gli omicidi. L’uomo è libero di scegliere fra il bene e il male. Questa scelta è ultimamente insondabile ovvero non ha nessuna causa esterna alla volontà. Tuttavia le cause esterne possono in qualche misura interferire in questa scelta. L’uomo non è un corpo animato ma un’anima rivestita di corpo. Dal momento che la componente spirituale dell’uomo è preponderante rispetto alla componente materiale, i fattori di carattere materiale possono interferire nelle sue scelte molto meno dei fattori di carattere, per così dire, spirituale. In questa seconda categoria rientrano tutte le forme di espressione del pensiero: parole, libri, arte, spettacoli eccetera. Non è vero, come afferma la cultura moderna, che le parole non hanno effetti sulla realtà materiale. In quanto sono espressione della parte spirituale dell’uomo, le parole possono modificare la realtà materiale molto più profondamente di qualunque mezzo puramente materiale. Le parole di un solo uomo possono indurre un numero illimitato di uomini a compiere delle azioni determinate, buone o cattive che siano. A causa del peccato originale, è più facile indurre gli uomini a compiere azioni cattive che non azioni buone. Non è possibile propagandare il male a parole senza produrre il male nella realtà. Le parole di Hitler hanno prodotto i lager, le parole di Marx hanno prodotto i gulag. Alcune registrazioni delle prediche di Omar Bakri Mohammed sono state trovate ad Amburgo nell’abitazione di Mohammed Atta, capo kamikaze dell’11 settembre. Solo una coincidenza? Per non peggiorare la sua posizione, Omar Bakri Mohammed nega di avere mai avuto contatti con l’organizzazione di Osama bin Laden (Repubblica, 12/8/2005). In realtà Bakri andrebbe considerato affiliato di Al Qaeda per il solo fatto che da più di dieci anni istiga i giovani ad emulare le gesta di Osama bin Laden (Repubblica, 11/7/2002). I terroristi che usano le parole uccidono più dei terroristi che usano le armi. I terroristi che usano le parole sono i mandanti dei terroristi in armi. L’incontro organizzato da Bakri sui “magnifici diciannove” dell’11 settembre è stato un atto di terrorismo pari a quello perpetrato dai suddetti diciannove.
Poco tempo fa nelle moschee inglesi andava a ruba il cd del “rap del terrorismo”: «Pace ad Hamas e agli Hezbollah / Osama Bin Laden mi ha fatto scintillar come una stella / quando abbiamo distrutto le due torri ha-ha-ha (risata) / premier Tony Blair piglia questa sporco miscredente/ mister Bush piglia questa sporco miscredente/ gettiamoli nel fuoco ha-ha-ha (risata)» (Repubblica, 9/2/04). Nell’Iqra Learning Center bookstore di Leeds si vendono ancora dei libri e dei videogames con a tema la “soluzione finale” del problema degli infedeli che infestano il pianeta (Repubblica, 25/7/05). Gli effetti pratici della conferenza di Bakri, del rap del terrorismo e dei videogiochi di Leeds li abbiamo visti a Londra il 7 e il 21 luglio 2005.

Ammonimenti olandesi
Non ci sono più dubbi: la causa efficiente del terrorismo è la propaganda terrorista. Perché i politici e gli intellettuali, tranne rare eccezioni, considerano la propaganda terrorista alla stregua di un fenomeno folkloristico? Perché non sono state ancora introdotte delle misure contro la proliferazione delle scuole dell’odio, che solo in Italia sono raddoppiate dal 2001 ad oggi (Repubblica, 4/8/2005)? La risposta è semplice: perché colpire le scuole dell’odio e punire tutte le forme di propaganda o apologia del terrorismo significa rimettere in discussione il dogma della libertà d’espressione infinita e, con esso, l’utopia della libertà infinita dell’uomo-dio. Tuttavia la libertà d’espressione sta morendo proprio per un eccesso di libertà d’espressione, la tolleranza sta morendo proprio per un eccesso di tolleranza. Prendiamo l’Olanda, il paese che ha fatto della tolleranza il suo marchio di fabbrica. La stessa totale libertà d’espressione che l’Olanda concedeva un tempo ad autori proibiti in patria come Hobbes, Cartesio e Spinoza oggi la concede agli intolleranti (d’altra parte è da dimostrare che le idee dei suddetti autori non siano la radice ultima di quel nichilismo senile che sta distruggendo la civiltà occidentale dal suo interno). Ebbene gli intolleranti hanno usato la libertà d’espressione per educare all’odio e alla violenza migliaia di giovani olandesi. Uno di essi ha ucciso Theo Van Gogh il 2 novembre 2004, gli altri sputano sulla piccola lapide che il municipio ha dedicato alla memoria del regista scomparso. Gli intolleranti hanno spinto una intera generazione a ripudiare il comandamento “non uccidere” (frase scritta sulla lapide di Van Gogh). Col risultato che adesso in Olanda non è più possibile esprimere liberamente delle opinioni contrarie a quelle degli intolleranti senza rischiare la vita (i politici e gli intellettuali olandesi minacciati di morte sono già una decina). Ecco che cosa succede a tollerare gli intolleranti.

Il senso unico illuminista

Pubblicato su Pepe 13, luglio 2005.

Il male negato

Pubblicato su Tempi, 6 maggio 2004.

Qual è la causa del declino dell’Occidente? Secondo alcuni il sistema capitalista, secondo altri l’inquinamento, secondo altri ancora i complotti della Cia. Solo pochi eccentrici ritengono che questa causa vada ricercata nei totalitarismi che lo aggrediscono (comunismo, nazismo, nichilismo, fondamentalismo islamico). Ma cos’è che prepara il terreno all’affermazione del potere totalitario?

Fognature sociologiche
Mi spiego con un esempio molto fantasioso. Immaginiamo che un venerdì di preghiera io vada a far strage in una moschea al grido di “viva Gesù”. I commentatori cercherebbero forse nelle difficoltà sul lavoro, nelle delusioni sentimentali, nell’aumento dei prezzi in euro e nella crisi della mia generazione le cause della strage? Non credo. Verosimilmente mi darebbero dell’assassina punto e basta, senza spiegazioni e giustificazioni, mentre folle di cittadini italiani scenderebbero in piazza a manifestare la loro solidarietà alla comunità musulmana. Passiamo dall’esempio fantasioso alla realtà. Domenica 28 marzo u.s. un immigrato islamico muore nel tentativo, fallito, di fare morire con sé tutti gli avventori di un McDonald’s bresciano. I giornali ne hanno forse parlato come di un esecrabile assassino, sia pure mancato? Nient’affatto. Mentre la comunità musulmana voltava la testa dall’altra parte, il Corriere della Sera (31 marzo 2004) tracciava “Il profilo di chi diventa kamikaze”: «Possono essere molte le motivazioni di un kamikaze “fai da te”. Difficoltà familiari come un divorzio, la perdita di un parente o la separazione dal resto della famiglia, unite a uno stato di prostrazione, solitudine e rabbia. Entrano nella scelta aspetti che vanno dalla situazione personale del singolo, magari di discriminazione o di difficoltà di lavoro, a fattori più generali come un conflitto in un paese arabo o la morte di civili in Irak o Palestina. Questo tipo di kamikaze si uccide per motivi personali, ma poi cerca di “nobilitare” il suo gesto associandolo ad eventi politici. Anche la religione può diventare il tramite tra il gesto disperato e la motivazione politica». Il procuratore di Brescia descriveva il mancato kamikaze, reduce da un divorzio doloroso, come «una persona in sofferenza mentale profonda… una persona con difficoltà di tipo personale e familiare, che viveva miseramente in un camper pur lavorando e avendo i mezzi per vivere normalmente» (N. Vallini, “Muoio per Allah, contro la guerra di Italia e Usa”, Corriere della Sera, 31 marzo 2004). Infine Magdi Allam riferiva del «cocktail micidiale di emarginazione sociale, precarietà affettiva e crisi d’identità» che genererebbe il terrorismo (M. Allam, “Quel kamikaze della porta accanto”, Corriere della Sera, 31 marzo 2004).
Ebbene in questi commenti, presi a caso fra i tanti che si potrebbero citare, non è tracciato, come sembra, il profilo del kamikaze Mostafà Chaouki, ma del brodo di coltura dei totalitarismi: la SOCIOLOGIA! Consumato dalla mentalità sociologica come da un cancro in metastasi, l’Occidente è un moribondo cui il totalitarismo islamico viene a dare il colpo di grazia. L’effetto principale del cancro sociologico è precisamente quello di accecare completamente la vittima, che non riesce più a difendersi da un nemico che non vede. Oltre a non vederlo, la vittima (cioè l’Occidente) nega addirittura l’esistenza del nemico per effetto della lunga apostasia. Questo nemico è il male.
Più che una scienza, la sociologia è lo scolo fognario di tutte le correnti di pensiero derivate da Jean-Jacques Rousseau, ovvero del pensiero moderno nella sua interezza. Il tratto in assoluto caratteristico della sociologia è la negazione della libertà: non è l’uomo a fare la società, ma la società a fare l’uomo, ossia le azioni dell’uomo non dipendono dalla sua volontà. La negazione della libertà si porta dietro la negazione del male: come recita la massima di Rousseau, l’uomo è buono e la società lo rende cattivo. Nello specifico l’uomo fa il male non perché semplicemente lo vuole, ma perché è afflitto da problemi economici e lavorativi (secondo la lezione marxista), da scompensi psichici e affettivi (secondo la lezione freudiana), dall’ignoranza (secondo la lezione socratica), dalla solitudine e chi più ne ha più ne metta. In termini cristiani l’uomo non è capace di essere buono a causa del Peccato Originale ed è sempre pienamente responsabile del male che compie in «pensieri, parole, opere ed omissioni». Invece in termini sociologici l’uomo non è colpevole del male che compie, semmai è vittima dei fattori esterni alla sua volontà che lo portano a fare del male.

Stupido uomo bianco, sottomettiti e sarai salvo
Perché invece, tornando all’esempio di prima, se io facessi una strage difficilmente i giornalisti mi descriverebbero come una vittima di questo o quello? Risposta: perché non sono una extracomunitaria. L’indulgenza plenaria per lo straniero è ancora una conseguenza di Rousseau, che distingueva fra l’europeo corrotto e il “buon selvaggio” non ancora corrotto dalla società europea. In quanto l’uomo è buono e la società lo rende cattivo, il selvaggio è buono e l’europeo è cattivo. Lo “stupido uomo bianco” (titolo di un bestseller di Michael Moore) sfrutta il “buon selvaggio” del Terzo mondo che si ribella col terrorismo, versione post-moderna della rivoluzione. Gli stupidi borghesi bianchi consumano l’80 per cento delle risorse mondiali, sfruttano i bambini del Terzo mondo con le loro malvagie multinazionali, corrompono la bella cultura dei selvaggi con i McDonald’s e la democrazia, infine emarginano per razzismo i buoni selvaggi immigrati in Occidente. Quindi il terrorismo antioccidentale è colpa degli occidentali ovvero i massacri sono colpa dei massacrati. L’11 settembre è colpa degli americani, l’11 marzo è colpa degli spagnoli alleati degli americani, le quotidiane stragi in Israele sono colpa degli israeliani alleati degli americani. Non a caso due artisti svedesi hanno dedicato un monumento non agli israeliani sterminati in un ristorante di Haifa il 4 ottobre 2003, ma alla povera sterminatrice palestinese (purtroppo quel “vandalo intollerante” dell’ambasciatore israeliano a Stoccolma, come è stato definito dagli artisti e da schiere di pacifisti, ha distrutto l’opera; cfr. L. Coen, “Svezia, opera d’arte su kamikaze, l’ambasciatore israeliano la distrugge”, Repubblica, 18 gennaio 2004).
Quanto più i massacrati tentano di difendersi, tanto più incentivano i massacri. Reagendo con la forza al terrorismo, gli occidentali aumentano l’oppressione e quindi aumentano il terrorismo da parte degli oppressi. Combattendo contro le organizzazioni che reclutano i kamikaze, gli israeliani aumentano l’oppressione dei palestinesi facendo così aumentare anche il numero dei kamikaze. Combattendo contro i terroristi in Afghanistan e in Irak, gli americani aumentano l’oppressione dei popoli musulmani facendo così aumentare anche il numero dei terroristi. Allora cosa dovrebbe fare l’Occidente per debellare il terrorismo? Ma è semplice: smetterla di opprimere i popoli del Terzo mondo. In quale maniera? Come ripetono sempre, da sinistra a destra, occorre «diffondere il benessere nei paesi arabi e completare il processo di integrazione degli immigrati in Occidente». La formula per sconfiggere il terrorismo starebbe in queste due paroline magiche: benessere e integrazione. Le paroline magiche schiuderanno le porte ad un’era (o new age) di fratellanza multietnica e multiculturale sotto il segno dell’Acquario.

Che c’entra il terrorirsmo con i poveri? Niente
Ovviamente la magia funziona solo nelle favole e la realtà è ben diversa da come ce la dipingono i discepoli ritardatari e ritardati di Rousseau. Giacché, primo: l’Occidente non consuma bensì produce l’80 per cento delle risorse mondiali. Secondo: le multinazionali non sono dedite allo sfruttamento dei bambini e, difficile a credersi, incentivano le economie locali. Terzo: i paesi arabi sono fra i più ricchi del mondo a causa del petrolio. Quarto: non sono i “razzisti” occidentali a ostacolare l’integrazione degli immigrati musulmani, ma sono questi ultimi a non volersi integrare nella società occidentale (parola del musulmano moderato Bassam Tibi: «Due terzi degli islamici d’Europa non desidera affatto integrarsi», Repubblica, 18 ottobre 2003). Come nota Adriano Sofri, «i primi contraccolpi di questa sensazione di fallimento sono venuti proprio dai paesi nordici in cui più generosa e metodica, fino all’eccesso di zelo pedagogico, era stata l’intenzione assimilatrice. (…) Le caratteristiche stesse dell’islam contemporaneo lo rendono assai più renitente allo scambio, per non dire all’assimilazione verso le altre culture» (A. Sofri, “Gli immigrati e le paure del vecchio continente. Europa mai così insicura”, Repubblica, 13 maggio 2002). Più importante ancora, i fatti dimostrano che né il benessere né l’integrazione possono fermare il virus del terrorismo. Pure tralasciando la sempre più vasta schiera di “stupidi uomini bianchi” passati dalla parte del “buon selvaggio” in capo Osama Bin Laden (dal californiano Johnny Walker al siciliano Domenico Quaranta), i mujaheddin con nomi arabi o pakistani partiti dall’Europa per combattere in Afghanistan e in Irak sono quasi tutti cittadini europei nati e cresciuti in Europa, come lo sono gli otto terroristi trovati in possesso di ingenti quantitativi di esplosivo alle porte di Londra il 30 marzo 2004.
Alla faccia dell’integrazione (vedi Magdi Allam, Kamikaze made in Europe, Mondadori). In poche parole, non esistono cause sociologiche del terrorismo. Smettiamola quindi di cercare queste cause al di fuori del cuore dell’uomo.

Il terrorismo il prodotto di una educazione e di una cultura
Se il terrorismo ha un merito, è quello di riportare alla luce del sole quello che la modernità aveva nascosto sotto tonnellate di fango sociologico: la libertà dell’uomo di fronte al bene e al male. Tuttavia rifiutare l’errore sociologico non significa affermare l’errore opposto. Se è vero che le scelte dell’uomo sono gratuite, è altrettanto vero che l’uomo, non essendo un puro spirito, è influenzato dal suo ambiente. Anche se l’ultima parola spetta alla sua libertà, esistono sicuramente dei fattori ambientali che favoriscono la scelta del terrorismo. Quali? L’ex terrorista pentito Mansour al-Nogaidan non ha dubbi: secondo lui Bin Laden è «un prodotto della stessa cultura che fu la sua, e quella di tanti altri sauditi. “Un figlio legittimo di quell’atmosfera, di teorie che non potevano portare che a quello: se non fosse stato lui, sarebbe stato un altro”. Parte di quella cultura è anche “la nostra ferita narcisistica, il nostro essere sempre rivolti alla grande civiltà araba (…) così Bin Laden può diventare il nuovo Madhi, il salvatore che vendica gli arabi”». (G. Rampoldi, “Volevo combattere gli infedeli”, Repubblica, 18 gennaio 2004). In quali ambienti si possono assorbire educazione e cultura che, secondo Mansour al-Nogaidan, generano il terrorismo? In realtà basterebbe entrare nella grande moschea di Cremona un qualunque venerdì di preghiera per venire a conoscenza del fatto che i cristiani sono “scimmie”, gli ebrei “maiali” (Repubblica, 1 aprile 2004) e quindi per dedurne che si possono uccidere i cristiani e gli ebrei con gli stessi rimorsi di coscienza con cui si uccidono le scimmie o i maiali. Se in Occidente le moschee che ospitano gruppi legati al terrorismo internazionale sono una infima minoranza, invece le moschee in cui si diffondono messaggi antioccidentali, antisemiti e anticristiani sono approssimativamente l’80 per cento del totale (stime Cia).

Il terrorismo è favorito dall’odio di sé trasmesso dall’Occidente
è vero che il 95 per cento dei musulmani immigrati in Occidente non va mai in moschea. Attraverso quale educazione e cultura allora può arrivare al terrorismo? Risposta: televisione, carta stampata e Internet. «Ciò che la televisione trasmette continuamente, ciò che i giornali continuamente commentano, raccontando senza vergogna – avverte Fiamma Nirenstein – è che l’Occidente avvelena, impoverisce, ruba, incatena, ed è l’origine di ogni male». Inoltre «leggendo i giornali, sentendo la radio, guardando la tivù dei paesi musulmani si può affermare che il senso comune legge il jihad secondo il modo in cui viene descritto, ovvero una guerra contro gli infedeli e gli apostati. (…) Un jihad ben concreto, fatto, come dice Bin Laden, per uccidere gli americani e i loro alleati, civili e militari, come dovere individuale di ciascun musulmano» (F. Nirenstein, L’abbandono. Come l’occidente ha tradito gli ebrei, Rizzoli, 2002). Come riferiva subito dopo l’11 settembre Diario, un giornale della sinistra multiculturalista e pacifista, nei mesi precedenti al settembre 2001 sulla stampa araba si potevano leggere cose di questo tipo: «Le operazioni di martirio devono continuare, Allah lo vuole – dice lo scrittore Amru Nasif – e la loro ferocia deve aumentare… per colpire ancora con una esplosione che mieterà il doppio delle loro anime puzzolenti. Facciamo sì che gli Stati Uniti e l’Occidente vadano all’inferno con la loro lurida cultura». Gli inviti ad andare all’inferno noi con la nostra lurida cultura ce li manda Al Usbu, un quotidiano legale di ampia tiratura stampato appena al di là delle sponde del Mediterraneo e venduto pure nelle edicole d’Europa. Per capire in che modo le televisioni arabe descrivono la realtà, prendiamo ad esempio un fatto recente. Il 6 aprile 2004 il contingente italiano a Nassiriya è stato costretto a rispondere al fuoco dell’esercito di Moqtada al-Sadr, che aveva occupato illegalmente tre ponti. Durante gli scontri sono rimasti uccisi per errore, oltre a dodici rivoltosi, due bambini e una donna usati dai rivoltosi come scudi umani. Ebbene, ascoltando le Tv satellitari in lingua araba (e leggendo i siti Internet italiani dei cosiddetti Disobbedienti, Indymedia eccetera), gli italiani avrebbero fatto fuoco su una vettura di inermi civili (Tv iraniana Al ‘Alam), avrebbero ucciso a sangue freddo «decine di civili irakeni» (il canale dello Hezbollah libanese al Manar) e infine avrebbero attaccato direttamente la città con mezzi corazzati lasciando sul terreno decine di morti e di feriti. Riferendo questa ultima “notizia”, la Tv del Qatar Al Jazeera mostrava la gente di Nassirya che, imitando l’Intifada palestinese, lanciava sassi contro i soldati italiani (M. Haman, “Gli italiani uccidono i civili”, Repubblica, 7 aprile 2004). Gli abitanti di Falluja e di Nassiriya non accettano più i medicinali e i beni di prima necessità offerti dai volontari della Croce Rossa italiana perché, come riferiscono questi ultimi, sono convinti che gli italiani stiano tentando di avvelenarli. Chi può avere messo loro in testa questa idiozia se non le stesse Tv che, spesso e volentieri, parlano dei governi occidentali che tramano per avvelenare l’aria e l’acqua dei paesi arabi o che diffondono «chewing gum avvelenati e caramelle drogate per uccidere i bambini e per indurre le donne a comportamenti sessualmente corrotti» (F. Nirenstein, op. cit.)?
Non possiamo fare l’errore di liquidare questa scuola satellitare dell’odio come “libertà d’informazione”.

Siringa, falce, martello e mezzaluna

Pubblicato su Tempi , 22-28 maggio 2003

 

spencer e eugenetica zeitgeist bufala stato ladro ausmerzen riassunto zeitgeist immagini foto incontro famiglie contro zeitgeist la vera storia di galileo la vera storia di galileo galilei satira di destra inquisitori famosi a roma il tribunale delli’inquisizione condanno’ i filosofi tommaso campanella e giordano bruno progetto venere egualitarismo giacobino dialogo con satana cosa c’entra jacque fresco con il zeitgeist scritta coca cola arte castellucci rodolfo vetri rotti complottismo malattia mentale ulisse sartini quotazioni donna non piangere quanti sono i seguaci di zeitgeist galileo galilei, giordano bruno, tommaso campanella,tre vittime della chiesa che palle giornata mondiale delle famiglie foto  manifesto pop art lepas anatifera blasfemie divertenti postmoderno il cristianesimo è una favola sesso orale nella concezione cattolica nutella che si muove video divertenti piedi maschili hanno prodotto più vittime i regimi atei o l’inquisizione ? chi controlla zeitgeist lo spirito è forte, ma la nutella riesce ad indebolirlo… un bel bicchiere di nutella satira inglese horror non splatter zeitgeist è vero problema: un pazzo costa allo stato 4 reichsmark maschilismo cirripedi pene fra dioniso e cristo ibs occhi lichtenstein giornata mondiale delle famiglie milano 3 giugno 2012 gli astronauti del programma apollo si rifiutarono di giurare sulla bibbia peter joseph e la folle teoria dei complotti razzismo darwin e il manifesto futurista foto della giornata mondiale famiglie a milano neopaganesimo radici pagane storia vera di galileo galilei estratto discorso di oscar giannino stato ladro zeitgeist opinioni arthur rimbaud metropolitana nutella e concorrenti persone in cammino chi uccide alla fine sartin nel romanzo abissi d’acciaio isaac asimov l’idraulico viene sedotto dalla cliente video siamo stati sulla luna ? russi sulla luna herbert spencer citazioni razziste arte propaganda sovietica barattolo nutella nazicomunismo murdock nel suo libro “the christ conspiracy” ed é stata presentata al grande pubblico, grazie al documentario “zeitgeist”, diretto e prodotto da peter joseph. riassunto ausmerzen foto pellegrinaggio zeitgeist consiglia grafica sovietica leggenda cochin copertino crede che il gene della cattiveria sia sul cromosoma y pellegrinaggio zeitgeist boiata odio quando hitler mi ruba la nutella eugenetica perche l’occidente e’ piu ricco del oriente?….c’entra antropologia? complottisti rasoio pop art ragazza che ride arno penzias 9. in noi c’è un desiderio infinito ed è in se stesso fondamentalmente metaforico: un desiderio per qualcosa che trascenda la nostra esperienza, perché sentiamo il bisogno di uscire dal nostro mondo immagini di nutella intellettuali marxisti-ratzingheriani differenza tra blasfemo nichilista e eretico zeitgeist fonti vera storia inquisizione zeitgeist addendum vero primo sbarco sulla luna prove contrarie pulsioni emozioni routine automatismi blade runner santa inquisizione ghigliottina look per l’illuminista locke, solo il cristianesimo è “ragionevole” e, pertanto, solo il cristianesimo è “vero”: tutte le altre religioni sono false, punto e basta. distopia letteratura italiana cigoli galileo crateri della luna “santa maria maggiore” cupula divina commedia prosa cerca qui umilmente brandendo quel famoso rasoio pellegrinaggio macerata loreto ( parabola buddista, parabola musulmana , parabola ebraica) scrivi un breve testo che spieghi il senso de ciascuna di esse . yahoo julian sorell huxley eugenetica quale differenza c’è tra atti terroristici di destra e quelli di sinistra egualitarismo cristianesimo e illuminismo come criticare la trasmissioni della rai? joakim munkhammar viète pi greco emmanuelle 1994 ai bordi della piscina pagare il pizzo vignetta nutella con il cucchiaino “andrea diprè” io sono leggenda satira divorzio e art 30 commenti donna non piangere giussani medioevo prove  di femminismo. così cominciò il potere rosa vera storia di galileo era postmoderna harvey film blu ranner significato poster propaganda di rodchenko i pezzi di vetro invidiano i diamanti film attore giordana sullinquisizione anni settanta armstrong neil credo in dio dipendenti pubblici fannulloni che oziano e nullafacenti galileo galilei giordano bruno e l’inquisizione barattolo di sinistra la vera storia dell’inquisizione esorcismi riconosciuti dalla chiesa don amorth anagrammi la vera storia di giordano bruno come fotocopiare etichetta barattolo nutella? pio 9 loreto satira sulla chimica ombra verso il sole misandria sto sviluppando quanti credono che siamo veramente andati sulla luna achille bonito oliva multiculturalismo e arte post coloniale saggio castaneda “la morte è la fine di tutto” luigi giussani donna non piangere inquisizione le possessioni secondo gli atei moltmann estate satira adolescente cruento lupo porno “teoria del corpo amoroso” tommaso campanella inquisizione satira nellottocento la deriva dell’arte il testo scritto di zeitgeist addendum saluto massonico bufala attis cristo bufala zeitgeist addendum personaggi zeitgeist comunismo falso jacque fresco testo zeitgeist italiano riassunto scritto zeitgeist poesie sulla fantascienza chi crede nel culto del sole? zeitgeist addendum secondo comandamento zeitgeist religione streaming lavori di gruppo laboratori razzismo eugenetica centro acquisizioni rottame storia delle religioni zeigest horus fonti storiche collage con giornali what zeitgeist vero a proposito di zeistgeist antonio socci joakim munkhammar pi greco certificato nascita gesu richard albert zeitgeist considero le dottrine evoluzionistiche 1939 elah figurine biancaneve e i sette nani cosa dicono i musulmani delle stragi di cristiani anti zeitgeist zeitgeist ilpost diprè truffa sesso e castità duchamp vittime famose inquisizione il valore dell’uguaglianza illumisnismo friedrich vochting nazi adam smith e l eugenetica che sopravvivenmza x tumore 4 stadio satira divertente papa a milano 2012 iceberg di freud legge del più forte darwin darwinismo e violenza aborto ed insulti darwin e misoginia risorto dopo tre giorni il peccato ripetuto e possessione cosa non va su zeitgeist macro eugenetica morte divinità greche crocifissione l’agnosticismo di mario tozzi  giornata mondiale delle famiglie satira milton friedman giuliano ferrara leggenda sciacca copertino strauss foto giornata prima guerra mondiale satira jack vettriano quotazioni pop art propaganda reperti della toscana nel dicassettesimo secolo spot elettorali comunisti divertenti barattolo nutella per fortuna che esisti noemi teoria creazionistica di aristotele you porn amatoriale che satira tira sesso e liberazione giallo e rosso rodchenko galilei abito penitenziale ragazza con un barattolo di nutella in mano che mangia megii ti amo tanto last universal common ancestor margherita hack galileo galilei e il tribunale dell’inquisizione il costantinismo teocratico  a. rodchenko ha convinto stenone e la massoneria padre amorth dialogo con satana primo piano secondo piano sfondo cad edifici 1274 concilio di lione gli ebrei non complottano contro i cristiani magritte globalizzazione immagini pubblicitarie comuniste cattolici zeitgeist teoria eliocetrica de galileo y copernico cosa significa zeitgeist galileo vittima dell’inquisizione  diavolo e benedetto xvi sofismi contro la chiesa zeitgeist le arachidi fanno male spedizioni americane sulla uotazioni pittore ulisse sartini hayek odio keynes pittori che all’interno delle opere compaiono degli stracci su yutube сатана с нутеллой perche distorce la musica ad alto volume chi è il “professore” che aiuta amohrt negli esorcismi la seduzione nei totalitarismi superammassi di galassie cartone tratto dal manifesto di marx con la dicitura proletari di tutto il mondo unitevi sinistra e destra padre amorth dialogo col demonio errori zeitgeist egittologi lungo cazzo pregheri ortodossi forti “vecchiaia e sesso” come far zittire cattiverie e calunnie usando le rime you tube maronna ‘e l’arco mia quotazioni di ulisse sartini riproduzione esatta della camera da letto nei castelli del medioevo trasmissoni pornografiche il diavolo come ci tenta papa giovanni paolo secondo perchè manca la bellezza nell’arte contemporanea roosevelt diede ascolto a keynes spese di stato ladro videi gratis ragazze italiane che viene violentata ripetutamente aleksandr rodchenko dario argento cattolico evolzionismo secondo darwin e mendel documentari aborti in unione sovietica biglietti di benvevuto al vescovo lichtenstein ragazza con palla propaganda sovietica statua della libertà pop art nutella campagna stampa 1972 copertino leggenda strauss passa passa uncensored le vittime illustri dell’inquisizione i turchi se lo procurano coll oppio ed e grato “che plinio correa de oliveira fosse un settario non lo dice lo scrivente” perchè i fondamentalisti odiano i cristiani antisatana cosa c’è di vero nel progetto zeitgeist perchè dio permette le possessioni combattere evoluzionismo rottami film porn gratui perchè galileo galilei fu accusato dall’inquisizione? galileo galilei inquisizione “la chiesa cattolica è un’idea del passato, è un cadavere” articolo in cui francesco agnoli risponde a odifreddi , che definisce i cristiani cretini, opponendo molti scienziati credenti breton una morale basata sull’esaltazione del piacere spazzerà presto o tardi l’ignobile morale della sofferenza e della rassegna-zione, mantenuta dagli imperialismi sociali e dalla chiesa soloviev eterno femminino mondrian opere cielo azzurro deserto rosa porno esili con grosse teter origini di galileo galilei progetto venus zeitgeist harvey, la crisi della modernità wenders il cielo sopra berlino mito del buon selvaggio arte porno maschilismo sirena pop art sapete che spesso quando si hanno delusioni si tende a cambiare e a portare una maschera che ci renda in qualche modo più forti agli occhi degli altri anche se siamo fragilissimi… mi sono pentito, e lei non crede che io possa cambiare… ma io so che posso cambiare interpretazione psicoanalitica dello splatter critiche cattoliche alla guzzanti materia degenerata unione sovietica donna manifesto propaganda richiama subito all’artista cattelan arte film di orrore di pedofili 2001 odissea nello spazio scimmia che lancia l’osso berlusconi fede e mora i tre porconi misandria nelle prostitute menzogna e un insulto il super iper matematico supremo fisico mondiale internazionale grandissimo immenso nella scienza fisico matematica immagini terzomondiali rock n roll e maschilismo pittura russa luna le porcherie sessualili ancora uno sforzo francesi e saremo tutti repubblicani noemi diamanti lindau (in vogue, dove spuntano anche i dipinti di tamara de lempicka), il rococò di versailles (in certe versioni dal vivo di vogue), il futurismo architettonico degli anni venti in express yourself. karl marx eugenetica “valori cristiani integrati” materie italiane e matematiche you tub “spaghetticons” plinio correa castellucci non è reato nel palinsesto 2012 c’è il film gardenia blu le amicizie pericolose laclos cosmetici sigmund freud eugenetica l’eugenetica nel medioevo darwinisti comunisti assassini wells balle darwin sul concetto di omosessualità animale i dubbi sono soprattutto dettati dalle regole del processo evolutivo teorizzato da darwin che non può premiare un’ atteggiamento se esso non dà luogo a discendenza. dal tempo di darwin ad oggi, è infatti noto che in natura l’evoluzione procede selezionando e premiando gli individui più adatti ,proprio concedendogli la possibilità di riprodursi e di trasmettere i propri geni; tutti gli altri vengono inesorabilmente estromessi dal gioco come perdenti e condannati all’estinzione. tra nulla e materia teoria delle ombre fumetto fanculo…. fiero di essere al di fuori dagli schemi e dalle tendenze che ne pensate dell’antidarwinismo di nietzsche rodolfo casadei castellucci chi è il diavolo e qual’è il motivo della sua esistenza gorgheggi la botola rai uno boetti dall’oggi al domani ibs “antonio scacco” berlusconi ricerca scentifica sulla differenza esteriore tra popoli di pellerossa pelle bianca pelle gialla e pelle nera antiteismo cos’è rima con finale nzi i promessi sposi opera moderna zeitgeist smentite evoluzionismo darwin spencer nietzsche nome degli ebrei che fingevano di convertirsi al cristianesimo cuori splendente: kaguya ani-statue figure buttare stracci centinaia di milioni di uomini sono stati uccisi dalle invasioni barbariche nell antichita cartone giapponese pescatore sopravvissuto postatomico siete un popolo di moralisti fuori e sporcaccioni dentro” mattia sorbi documentario sul neodarwinismo vizio peccato e reato anti globalista “personaggio” scritte di giornale zeitgeist contro zeitgeist conflittualità controsenso la politica razziale del nsdap germania manifesto choc 1938 comunisti contrari all’eugenetica youtube matrix parlano di avetrana e il x111 apostolo inurl:comment intext:aggiungi un commento completa la form sottostante per aggiungere un commento recensione di rondoni su avvenire su spettacolo castellucci galileo galilei, l’impetus si estingue +”l’arte in mutande” +gratis com è possibile che la federal reserv faccia pubblicare seitgaist su you tube rimorchiare tardone all albert “ma quelli che si adatteranno meglio ” darwin confutazione zeitgeist gnosticismo e nichilismo leopardi darwin era maschilista’ il cristiano e la porrnografia batilde è presentata a clodoveo pornografia e sesso distorto molti cristiani evangelici sono dipendenti youporn l’ozio si scopa la nipote zeitgeist testi rousseau eugenetica in prezent chi rompe paga principio legale essere cristiani vuol dire credere anche nell’esistenza di satana chi sono gli autori di zeitgeist ricavare un nome astratto da rottame togni evoluzionismo darwin scritte microscopiche diamanti stracci bye bye, darwin? – viaggio tra fede e scienza alla ricerca delle verità sulluomo “profstanco” commenti 2012 fornai colpevoli nei promessi sposi non amiamo ma possediamo falso ipocrita prepotente superficiale maschilista stenone prepotente superficiale maschilista testa statua femmina lo splatter può essere d’autore leggenda copertino scritte di giornale romantica pornostar italiane in tv diamante matrimoni tra amerindi e europei – dna mescolato – tradizionalisti giovanissima, scoperta tra il pubblico del mi sex … con mia moglie si fa tutto film porno in italiano completo, novanta minuti … chiesa basta chiedere scusa massoni ebrei http://www.messinaora.it se non avessimo speranza non soffriamo. l’ inferno comincia quando ci mettiamo a pensare che le cose potrebbero andare meglio. john berger – una volta in europa rissota lamarkiana analisi dello spleen je suis comme le roi d’un pays pluvieux opera grafica di cattelan egualitarismo di stalin cosè lo splatter un nemico da abbattere fraschio karl chiesa evangelica madonna é una femminista? video funerale secondo casadei tardona cinquantenne toccata in pubblico epurazione rodchenko sesso e modernismo ombre spalle dna mosca umano scimmia “michele fabbri” “marina abramovic” la democrazia e la peggiore forma escluso musica inglese “london burning” morti eccellenti nella corsa mondialista al potere da chi devo andare per fare il formulario per rottami che fine hanno fatto i diamanti nazisti in spagna? nel film l’esorcista ci sono scene pedopornografiche? cosa c’è dietro zeitgeist you tube il sacrificio della civilta film tipo zeitgeist magia della creta essenziale splatter ha trovatouna cura per liberarsi del peccato rene gerard sessualità come liberazione umana manifesti propaganda sovietica gagarin sulla luna collage scontrini zeitgeist bufala newage per vendere libri rottami e dimanti papa benedetto xvi film gattaca riferimenti eugenetica orinatoio tate modern ultimi convegni di jacque fresco darwinismo razzismo gesu non era un illusionista dalla tarda antichità alla complessità contemporanea tesi di ma i comunisti cosa pensano della libertà pornografia sesso e vanitas storialibera tarda antichità cristiana scienza salāh al-dīn nascite di bimbi in circosanze particolari selen stracult roy lichtenstein bocca orgoglio divino cosa dice la scienza contemporanea a proposito dell’esistenza di angeli e demoni ariel toaff il prestigiatore di dio di cosa parla zeitgeist addendum maurice caillet bisessuale vetri preziosi

 

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